Settimana di primavera

Ci auguriamo che sia così: una settimana d’intensa primavera, la primavera degli inizi, quella ancora bambina, inebriante di colori delicati e di sogni. È una bellezza fragile, quasi ultraterrena, e a lungo non sa resistere. Occorre ammirarla ora, adesso che il tempo suo si compie in un battito di ciglia, come dall’alba al tramonto – come lo spegnersi d’improvviso. E senza molestarla, perché a tanto splendore si deve solo rispetto – e silenzio, silenzio per ascoltare.

Quando arriva

Quando arriva il venerdì tendiamo spesso a tirare un sospiro di sollievo, se non altro perché si può immaginare che il fine settimana porti con sé momenti di spensieratezza o anche soltanto il desiderio di sognare un po’. Il venerdì ci appare allora un giorno luminoso persino quando fuori piove, persino quando l’inverno urla tutto il suo rancore.

Mentre la settimana volge al termine, mentre cala il sipario qualcosa in noi rinasce – e guardare altrove, non tornare indietro mai.

Giovedì

Il giovedì mi ha sempre fatto pensare alle ombre, in qualsiasi stagione, ombre intese come un affievolirsi della luce, il lento inizio del processo che conduce al termine della settimana. Non tutto si è concluso, c’è ancora spazio per azioni e progetti, non è ancora giunto il momento di fermarsi; ma il sipario comincia a calare, lo si voglia o no. E a volte questo pensiero è un conforto.

E poi arriva

E poi arriva questo desiderio di pace dopo tanto chiasso, dopo le voci scomposte della settimana, tutto quel muoversi convulso, quel decidere istante dopo istante; ed è come se calasse un velo trasparente a smorzare, a diluire toni ed emozioni – e non sentire quasi, e camminare dormendo, neppure alzarsi.

Ma che ne sanno quelli che non hanno mai visto l’abisso?

Il problema dell’inizio

Il lunedì è soltanto un giorno, proprio come tutti gli altri. Però gli è toccato in sorte l’arduo compito di rappresentare un inizio, di rivestire i panni di colui che dà origine all’intera settimana. E allora s’affollano pensieri, prendono forma progetti, s’insinuano speranze, affiorano turbamenti. Non sappiamo ciò che ci attende, forse soltanto un’intera settimana di gesti banali, lo sprofondare nella solita routine e basta; oppure, se le fitte cause sconosciute che compongono il nostro divenire si mescolano nel modo giusto – giusto per noi -, ci aspetta qualche novità, magari una di quelle che scaldano il cuore.

Cominciamo la settimana

Come la iniziamo questa benedetta settimana di dicembre? Con una buona colazione. Ecco qui:

Che poi, a dirla tutta, io me la cavo sempre con una modesta tazza di tè e qualche biscotto, il tutto trangugiato con l’entusiasmo di una statua di gesso, mentre cerco di prendere contatto con la realtà e di capire se sono ancora al mondo. Ma soltanto io faccio colazioni miserelle? 😂

Ricominciamo la settimana

Oggi è lunedì, l’inizio della settimana. Si pone dunque il problema del ricominciare, dopo la pausa della domenica. E allora facciamolo con allegria, attraverso un’immagine delicata, poetica e dolcissima: la teiera e il rosa che domina l’insieme possono regalarci un po’ di pace e rasserenarci. A volte basta davvero poco per illuminare una giornata.

Brevissimo intermezzo

L’ultimo  post  che  ho  scritto  risale  alla  scorsa  domenica. Ma  il  mio  silenzio  di  questi  ultimi  giorni  non  è  tanto  dovuto  all’assenza  di  tempo, quanto  piuttosto  all’emergere  di  molti  pensieri, di  un  flusso  continuo  di  riflessioni, immagini, suggestioni  che  non  ho  voluto  trasferire  per  iscritto. In  sintesi, capita  che, quando  si  ha  troppo  da  dire, si  scelga  di  tacere.

In  attesa  della  nuova  settimana  che  sta  per  cominciare  e  che  mi  vedrà  all’opera  anche  su  questo  blog, auguro  a  tutti  una  buona  domenica.

 

Abituarsi all’estate, abituarsi a luglio

Da  alcuni  giorni  è  arrivato  il  caldo, quello  afoso  e  insopportabile. Ed  è  arrivato  anche  luglio, un  mese  che  mi  sembra  sempre  lunghissimo, quasi  infinito, a  causa  delle  giornate  tutte  uguali, tutte  caratterizzate  da  questo  clima  opprimente –  senza  sfumature, senza  pause, senza  ombre  particolari  a  spezzare  la  monotonia  del  cielo  troppo  terso  e  del  sole  che  non  conosce  cedimenti.

Intanto, si  attende  l’inizio  di  una  nuova  settimana, sperando  che  il  clima  sia  un  po’  clemente. Speranza  vana? Probabilmente  sì, ma  tant’è.

l'attesa

Comprendo  di  non  aver  scritto  nulla  d’interessante. Ma  devo  abituarmi  al  clima    estivo  e  quindi  anche  la  mia  scrittura  si  trova  in  una  fase  di  sospensione.