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Posts Tagged ‘settimana’

L’ultimo  post  che  ho  scritto  risale  alla  scorsa  domenica. Ma  il  mio  silenzio  di  questi  ultimi  giorni  non  è  tanto  dovuto  all’assenza  di  tempo, quanto  piuttosto  all’emergere  di  molti  pensieri, di  un  flusso  continuo  di  riflessioni, immagini, suggestioni  che  non  ho  voluto  trasferire  per  iscritto. In  sintesi, capita  che, quando  si  ha  troppo  da  dire, si  scelga  di  tacere.

In  attesa  della  nuova  settimana  che  sta  per  cominciare  e  che  mi  vedrà  all’opera  anche  su  questo  blog, auguro  a  tutti  una  buona  domenica.

 

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Da  alcuni  giorni  è  arrivato  il  caldo, quello  afoso  e  insopportabile. Ed  è  arrivato  anche  luglio, un  mese  che  mi  sembra  sempre  lunghissimo, quasi  infinito, a  causa  delle  giornate  tutte  uguali, tutte  caratterizzate  da  questo  clima  opprimente –  senza  sfumature, senza  pause, senza  ombre  particolari  a  spezzare  la  monotonia  del  cielo  troppo  terso  e  del  sole  che  non  conosce  cedimenti.

Intanto, si  attende  l’inizio  di  una  nuova  settimana, sperando  che  il  clima  sia  un  po’  clemente. Speranza  vana? Probabilmente  sì, ma  tant’è.

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Comprendo  di  non  aver  scritto  nulla  d’interessante. Ma  devo  abituarmi  al  clima    estivo  e  quindi  anche  la  mia  scrittura  si  trova  in  una  fase  di  sospensione.

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Dopo  una  settimana  colma  d’impegni, ieri  mattina  mi  sono  concessa  il  lusso  di  una  passeggiata. Non  lunga – non  ho  mai  troppo  tempo  a  disposizione – ma  comunque  una  bella  passeggiata  d’autunno. Il  cielo  era  grigio, l’umidità  alle  stelle, la  malinconia  persistente: una  tipica  giornata  di  novembre. Per  amarla  o  sopportarla, occorre  avere  un  temperamento  particolare.

Camminare  nel  parco  è  stato  piacevole. Pochissime  persone, infinita  quiete  e  tutti  i  colori  autunnali  dispiegati  davanti  ai  miei  occhi  per  farsi  ammirare: giallo  puro, rosso  intenso, rosso-arancione  chiaro, giallo  screziato  di  rosso  e  arancione, nocciola  sfumato  di  verde, marrone  cupo, marrone  chiaro, toni  sovrapposti, poesia  della  natura  che  si  spegne. E  il  silenzio, solenne  e  cupo  nello  stesso  tempo.

Certo, con  un’atmosfera  simile  è  inevitabile  avvertire  un  vago  senso  di  tristezza. Ma  c’è  una  tale  profondità  in  questo  disfacimento  della  natura, c’è  una  tale  bellezza  in  questa  dissoluzione  lenta  ma  costante, da  rimanerne  sopraffatti. E, così,  si  comprendono  molte  cose. Allora  si  torna  a  casa  volentieri, felici  di  avere  un  rifugio, un  punto  di  riferimento, una  stanza  calda  e  tranquilla  tutta  per  noi.

 

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Lunedì, per molti giorno detestato. Ricomincia la settimana e ricomincia il solito ritmo, che consiste nel destreggiarsi fra corse frenetiche e mille attività, utili o inutili a seconda dei casi, ma quasi sempre obbligatorie. E allora che fare per iniziare tutto ciò con ottimismo?
Cominciamo così, con una bella fetta di torta Costanza: 🙂

Se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, considerando la bellezza dell’insieme questa torta sembra proprio invitante, e i suoi colori suscitano serenità insieme a infiniti sogni di primavera.

Certo può sembrare strano pensare alla primavera mentre gennaio finisce e febbraio, dispettoso e gelido, ci aspetta al varco. Ma per cominciare bene la settimana, lasciarsi trasportare dalla fantasia e immaginare certi toni può essere stimolante:

Il roseto come emblema di pace e di sogni senza ombre.

Certo, ora dobbiamo continuare a sopportare il freddo, la neve e lo spettacolo degli alberi spogli. Però, a ben guardare, non è detto che sia un brutto spettacolo:

Buon inizio di settimana a tutti. 🙂

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La mia casa di montagna era in una frazione priva di edicole. Così, se volevamo acquistare giornali, dovevamo andare nel comune vicino, a tre chilometri circa.
Io e mia cugina eravamo solite salire al paese per comprare giornali una volta a settimana e di mercoledì. Non ricordo più il perché del mercoledì come giorno dedicato a questo allegro pellegrinaggio, ma so che era così. All’andata, preferivamo prendere la corriera che ci portava a destinazione in meno di cinque minuti, mentre al ritorno scendevamo a valle attraverso un bellissimo sentiero dal quale potevamo ammirare lo splendore degli appennini.

Era un insieme di cose a renderci questo breve tragitto prezioso: il fatto di partire da sole, l’allegra luminosità delle mattine d’agosto, le chiacchiere innocue con le quali ingannavamo il tempo. Poi c’era anche la noia, spesso ce n’era tanta. Ma c’erano anche un cielo senza nubi, una vitalità intensa e tanti sogni ad accompagnare il cammino. E che fosse in salita o in discesa, poco importava.

(In foto, Una veduta in piagentina di Silvestro Lega)

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