Senza tempo


Venerdì di sole e di freddo per uno splendido ottobre che, purtroppo, volge al termine. Il verde, il marrone, il rosso cupo e l’oro accompagnano l’agonia di questi giorni che si rincorrono senza tregua: l’autunno è un passaggio sempre troppo breve, ma la sua struggente intensità invade l’anima per non lasciarla più.

Esistono sentieri senza tempo cui affidare le nostre speranze più remote.

La lezione


Nessuna fretta: la lentezza è indispensabile per ottenere ottimi risultati. Ma non è una semplice questione d’insegnamento, non si tratta di regalare agli altri, dall’alto del proprio sapere, cristallizzati frammenti di un’inesistente verità. Si vuole soltanto indicare qualche via, suggerire alcuni sentieri inesplorati, mostrare colori celati sotto opprimenti oscurità, far apprezzare albe e tramonti, dare voce al silenzio.

Non vi è alcuna ingenuità sottesa a simili intenzioni, ma un disegno ben preciso accompagnato dal sereno e saggio disincanto della consapevolezza: molti non coglieranno, altri si annoieranno, altri ancora crederanno di vedere ombre là dove il sole è soltanto leggermente pallido. Ma non importa. Importa il tentativo, importa l’impegno, importa che alcune suggestioni raggiungano i pochi disposti a farle proprie.

(In foto il dipinto La lezione, di Silvestro Lega)

D’oro intenso e di giallo


La luce d’autunno è il riposo dopo l’ebbrezza d’estate, dopo il furore del sole, dopo le notti torride e gli eccessi e la follia del calore. La luce d’autunno è uno sguardo benevolo che sana ferite, che ispira poesie, che inventa strani accordi e imprevedibili magie.
Signora all’antica, elegante e discreta, la luce d’autunno invade strade e sentieri, ma sempre con garbo, per non disturbare. D’oro intenso e di giallo è il cammino d’autunno.

Frammenti d’estate


Non è soltanto il sole a bruciare. Le porte sono chiuse, devono esserlo, sarebbe poco saggio lasciarle aperte.
Le porte sono chiuse: è l’unica condizione per poter pensare.

Non è soltanto il sole a bruciare. Affiorano frammenti di altre estati, di altri sentieri inondati di luce, di alberi felici nel caldo del pomeriggio. Affiorano frammenti e tutto sembra un lungo incubo: i dialoghi interrotti d’improvviso, le fughe incomprensibili, il buio, le parole mai pronunciate.

Le porte sono chiuse, ma dalla finestra s’intuisce l’orizzonte.

Scorcio di fine estate

rododendri
I pensieri si perdono in questo labirinto di colori invitante, attraente, persino conturbante. Sembra che il sole non debba tramontare mai, che il suo potere sia infinito, che il suo trionfo non conosca ostacoli.
Eppure l’estate sta per andarsene. Resterà il ricordo delle corse lungo i sentieri, degli alberi a ripararci dalla luce troppo intensa, del vento allegro sui torrenti rumorosi e limpidi.

(La foto è tratta da: http://www.parks.it/parco.burcina/Eiti.html)