Scrivere d’estate

colline

Per  me, l’arrivo  dell’estate  è  anche  l’arrivo  di  una  particolare, rarefatta  atmosfera  sul  blog. Non  è  facile  spiegarsi:  avverto  l’avanzare  di  un  silenzio  che  sfocia   in  un   rallentamento, un  dilatarsi  del  tempo  che  sembra  scorrere  un  po’  meno  velocemente, un  avanzare  di   pensosa   tranquillità.  In  questo  periodo, il  blog  diventa  davvero  un’oasi, un  giardino   semi-nascosto  e  perciò   molto  attraente.  Scrivere, allora,  è  vero  ristoro, vacanza  dello  spirito, prolungata  quiete  attraversata  da  una  molteplicità  di  pensieri  calmi, talvolta  superficiali –  come  vuole  l’estate, come  impone  l’estate.

La  magia  diventa  poi  puro  incanto  quando, in  una  giornata  di  fine  giugno  velata  e  incerta,  si  sente  qualche  tuono  in  lontananza, incerto  anch’esso, vago, tale  da  sembrare  un  richiamo, un  invito  a  fermarsi, a smettere  ogni  corsa, a  sedersi. E  aspettare, aspettare  mentre  il  mondo  dorme  e  non  urla, dorme  e  respira  lentamente – quasi  a  non  voler  disturbare.

Pomeriggio di marzo


Un pomeriggio grigio chiaro, col cielo irrequieto che racconta di pioggia forse imminente o d’improvvisa malinconia, arrivata a cancellare giorni di tiepido splendore. Marzo, volubile e immaturo, svolge con diligenza il suo ruolo e segue scrupolosamente il suo copione, alternando allegria e tristezza, capricci e risate. In tutto questo, è la luce a essere cambiata: è primavera nonostante tutto, è primavera anche se fuori piove.

Scrivere e studiare mentre il cielo s’offusca, e qualche persiana sbatte a causa del vento, è un privilegio da gustare minuto dopo minuto, senza opporre resistenza. E i miei libri, compagni silenziosi e fedeli, immobili sulla scrivania, attendono soltanto di essere aperti.

Pensieri liberi e forse inutili (III)


Avrei voluto scrivere un post sulla Befana, ma poi ho lasciato perdere. In seguito avrei voluto scrivere una riflessione sul mio insano desiderio di risolvere sempre ogni questione, di cancellare le oscurità e i dubbi che spesso avvolgono fatti e persone, ma poi ho compreso che oggi è meglio per me evitare di elaborare post. Mi sento stanca e annoiata, forse per colpa di tutte queste feste che hanno creato un po’ di caos nel ritmo delle mie giornate. Ho sonno ma non riesco a dormire, ho fame ma non ho fame, ho sete ma non ho sete, vorrei scrivere ma nel contempo non desidero farlo, vorrei leggere ma non desidero applicarmi. In sintesi: oggi sono un disastro totale – che vergogna!- e quindi termino qui, con la speranza di tornare in me stessa, fresca, attiva e razionale, entro domani mattina. 😀

(In foto, Via Farini dopo la nevicata del 18 dicembre)