Ottobre

Ottobre  è  l’intenso  grigio  di  giornate  malinconiche  eppure  serene, giornate  spente  eppure  vitali – stupefacenti  nella  loro  placida  solennità.

Ottobre  è  la  pioggia  che  invita  alla  saggezza, la  saggezza  di  stanze  chiuse, di  mura  spesse  e  di  case  vecchie – e  la  dignità  d’interminabili  silenzi.

Ottobre  è  il  sole  lieve  di  giorni  chiari  e  senza  affanni, giorni  di  foglie  colorate  lungo  le  strade  assorte  e  mute, giorni  di  quiete  e  di  ricordi,  di  memorie  che  trapassano  il  cuore – mentre  la  sera cala  misteriosa  a  custodirle.

Ottobre  è  uno  scrigno, un  oggetto  polveroso  chiuso  a  lungo  in  una  soffitta  buia. Ma  arriva  un  giorno, un  giorno  particolare; arriva  un  giorno  in  cui  si  sale  in  quella  soffitta  e  si  cerca  quello  scrigno,  per  aprirlo, per  comprenderlo, per  coglierne  ogni  segreto. E  allora  si  scopre  un  tesoro, un  insieme  di  oggetti  di  squisita  fattura – e  poi  lettere, vecchie  cartoline, qualche  foto  ingiallita, il  passato  che  ritorna  e  che  invoca  attenzione.

Ottobre  è  la  verità, la  verità  che  emerge  adagio, con  garbo, con  infinita  grazia – per  non  ferire.

Fra rose e spine

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Troppo a lungo era rimasto nascosto, celato sotto la polvere del tempo che divora giorni e anni a un ritmo vertiginoso e amaro. Ricomparso d’improvviso, privo di timidezze ha mostrato il suo contenuto. L’ha fatto senza prepotenza ma con decisione, senza esultanza ma con passione.

Lentamente ho ammirato ciò che voleva mostrarmi: ho guardato un oggetto dopo l’altro, osservando pieghe, risvolti, colori, toni, sfumature, intersezioni. Ho accarezzato ogni cosa con devozione, con desiderio di comprendere, forse con sottomissione. Ho accettato tutto, lasciandomi ammaliare dall’incantevole bellezza dei boccioli di rosa e sopportando, nello stesso tempo, le dolorose ferite delle spine.

Troppo a lungo era rimasto nascosto, troppo a lungo era rimasto in silenzio. Ma quando, per uno strano caso, l’ho aperto, mi ha rivelato tutto. Nessuno scrigno fu mai, per me, tanto prezioso.