Adesso

L’azzurro del cielo diluito, grigio e bianco che si mescolano adagio, esausti come i nostri poveri corpi accaldati. Le foglie degli alberi si muovono al vento, ma è una brezza incerta, come impaurita. L’estate, caparbia ed egoista, non cede.

Suonano le campane, in lontananza; e poi il rumore delle automobili, e le voci che non si spengono mai, neppure ad agosto.

Adesso sta cominciando a piovere.

Vacanza dello spirito

silenzio

Più  passa  il  tempo, più  amo  il  silenzio. Spesso  sento  un  profondo  fastidio  per  il  chiasso, il  rumore  delle  automobili  lungo  certe  strade, il  vociare  confuso  e  stridulo  di  certi  raduni. Poi  avverto  sempre  più  intensamente, in  maniera  a  volte  dolorosa,  l’inutilità  di  tutto  questo  correre  e  affannarsi, di  tutto  questo  agitarsi  senza  posa.

La  più  bella, autentica  vacanza  che  si  possa  trascorrere, almeno  per me, è  quella  in  cui  sia  possibile  liberare  completamente  i  pensieri  da  tutti  gli  impegni  della  quotidianità  e  dimenticare  l’orologio, dimenticarlo  del  tutto, per  vivere  in  pieno  lo  scorrere  del  presente. Abbandonarsi  interamente  al  fluire  del  presente, concedendosi  il  prezioso  lusso  di  assaporarlo  senza  avere  altro  cui  pensare: questo  è  davvero  un  privilegio, è  la  vacanza  dello  spirito  che  può  finalmente  abbandonare  le  tante  catene  che  lo  tengono  prigioniero. E,  a  volte,  sciogliere  queste  catene  è  salutare, è  la  condizione  indispensabile  per  proseguire.

Domenica d’inverno


Freddo intenso, atmosfera spettrale e persino alcuni fiocchi di neve: l’inverno mantiene intatto il suo eccezionale vigore, anche se, prima o poi, sarà costretto ad andarsene. Certo, la sua caparbietà colpisce. C’è il rischio d’invidiare un po’ la forza che dimostra a dispetto del tempo che trascorre, condannandolo alla resa.

Come spesso capita in questa stagione, ai colori spenti di giornate infinitamente squallide s’accompagnano lunghe ore di silenzio, interrotte solo a tratti dal rumore di qualche automobile in fuga.
In fondo, anche questo è il riposo della domenica.

A settembre


Settembre sa regalare giornate come poche: luminose ma non accecanti, allegre ma senza frivolezze. Impercettibilmente aumentano le ombre, s’insinuano con estrema discrezione, quasi come se non volessero turbarci. Settembre è spesso così, delicato e rispettoso: assomiglia a una persona che bussa a una porta senza fare troppo rumore per non disturbare. Una persona che vuole entrare ma senza imporsi.

Ci aspettano giornate di una serenità senza pari persino qui, dove il clima è spesso antipatico e ostile. Saranno ancora possibili pranzi all’aperto e chiacchiere spensierate sotto gli alberi; guarderemo i fiori sospirare al vento e attenderemo la fine dell’estate senza timori.

(In foto il dipinto Mezzogiorno, di Plinio Nomellini)