Mattina d’ottobre


I rumori sono attutiti. Si cammina senza sapere dove si sta andando, come sospesi nella nebbia leggera. I passi sono svelti in questa fuga dal grigio dell’asfalto indifferente, mentre il pensiero corre là dove le foglie morte coprono i prati, per proteggerli e accarezzarli quando il freddo non prova alcuna pietà.
È una mattina di fango, di pensieri neri e marroni, di rovi e di spine. Ma le colline restano mute.