E luce fu (quasi)

E così la fine di luglio mi ha portato una bella novità: il balcone della cucina è finalmente praticabile. Dopo dieci lunghissimi, frustranti mesi di chiusura, ho potuto aprire la portafinestra, in precedenza sbarrata con tavole di compensato. Ci sono ancora le impalcature, ma saranno tolte a partire da martedì 3 agosto:

Il balcone della camera da letto, invece, che è più grande e si affaccia sul parco, non è ancora completato, anche se manca poco. Infatti qui siamo ancora chiusi come in prigione:

Sono già state tolte le impalcature all’entrata del palazzo, cosa che mi riempie di gioia, ma la parte interna del condominio, dove si trova la scala b, resterà prigioniera ancora per un po’:

A quanto pare metteranno anche le tende da sole sui balconi e ovviamente le finestre nuove – hanno già preso le misure -, ma non so quando e neppure m’importa: ciò che conta è poter finalmente vedere la luce. Sembra una questione banale, ma dopo dieci mesi di carcere duro, con frastuono quasi costante per otto ore al giorno, mi sembra di andare in Paradiso. Naturalmente non è finita. Ridipingeranno l’androne e cambieranno gli ascensori, ma intanto siamo a buon punto.

Fine di questo imperdibile post. 😆

Ottobre e le mie camere con vista

Oggi è una giornata autunnale meravigliosa, una giornata come soltanto ottobre sa regalare, uno sfolgorio di oro, di verde, di nocciola e di giallo, colori che ammantano di delicato splendore le vie più anonime, gli angoli più insignificanti e spenti. Ottobre dispensa bellezza, lenisce i dolori, riveste i nostri sogni di tinte luminose. Peccato però che il mio condominio, a causa dei lavori di ristrutturazione che ci sono piombati addosso, sia chiuso dalla prigione delle impalcature; la conseguenza è che io, in perfetto Fantozzi-style, devo accontentarmi di un panorama sconfortante. Dal balcone della cucina:

Dalla sala, che si affaccia sul parco:

E infine dal balcone della camera da letto, anch’esso affacciato sul parco:

Per concludere in letizia, lascio la magnifica vista del pavimento del balcone della cucina, un vero tripudio di ordine e di decoro: 😆

Fino al termine del prossimo marzo sarà così, volenti o nolenti. Comunque pare che saranno completamente ristrutturati anche i balconi. 😄

Presenze in balcone

Sabato mattina di un bellissimo giorno di ottobre. Mi alzo contenta, faccio colazione con calma, penso che dovrò uscire per andare in centro. A un certo punto, tranquilla, fiduciosa e in pigiama, vado in bagno e, orrore!, mi prende un colpo: davanti alla finestra aperta, che si affaccia sul balcone, c’è un ragazzo sconosciuto che sta armeggiando con qualcosa. Uno sconosciuto, tutto pimpante e disinvolto, sul mio balcone, davanti alla finestra del bagno! Ma in uno o due secondi ho capito: è un muratore, uno di quelli che stanno lavorando per mettere il cappotto esterno al palazzo. Però non mi sarei mai aspettata di vederlo sul mio balcone di sabato. Anzi, mi sono alzata tutta contenta proprio perché, essendo sabato, ero convinta che non avrei dovuto sorbirmi i rumori che mi hanno straziato le orecchie durante la settimana.

Comunque, data la situazione, chiudo in fretta la finestra, abbasso le tapparelle fino a raggiungere il buio totale e accendo la luce: mi aspetta il sacro rito della doccia mattutina e quindi ho bisogno di privacy. 🚿

Ecco, il mio amato sabato è iniziato in questo modo un po’ bizzarro. Mi sono però consolata uscendo, perché la giornata è bellissima e, lungo i viali, le foglie cadono una dietro l’altra, quasi con passione, come se non dovessero smettere mai.

Ancora ristrutturazioni

Questa mattina è arrivata una novità di cui avrei fatto volentieri a meno: lunedì prossimo, saranno montate le impalcature intorno a tutto il perimetro del palazzo in cui vivo. Cominceranno lavori di ristrutturazione di cui non so nulla, a parte la durata prevista, che è di sette mesi. Sette, lunghi mesi con le impalcature a rendere impraticabili i balconi, e a rovinare il  bel panorama su cui si aprono le finestre del mio appartamento.

Mi viene da ridere. Mi sono trasferita qui in via temporanea, in attesa che finisca la ristrutturazione del palazzo in centro storico in cui vivevo, e adesso mi trovo alle prese con un’altra ristrutturazione, sebbene soltanto all’esterno del condominio. Mi sento come Fantozzi, giuro.