Imparare a ricevere


Perché è tanto difficile ricevere? Perché a volte si respingono senza grazia, se non addirittura con cattiveria, gesti cortesi, doni inaspettati o parole gentili? Ciò accade perché ricevere implica un’assunzione di responsabilità, un coinvolgimento emotivo, la necessità di una decisione o di una risposta. Ecco che allora, se ci si sente inadeguati, si può arrivare a mortificare l’altro o, nei casi peggiori, a disprezzarlo perché, con il suo gesto, ci ha messo di fronte alla nostra inadeguatezza.

Le sfumature sono infinite, come sempre quando si tratta di comportamenti umani. A colpire, però, è soprattutto la superficiale facilità con cui tante persone distruggono il bello che capita sulla loro strada pur di non impegnarsi, pur di non pensare, pur di non perdere la propria tranquillità.
Bisognerebbe, invece, imparare a ricevere, imparare a non essere troppo vili, imparare a farsi conquistare.

Un mosaico di pensieri


Troppi pensieri, talmente tanti da non poterli ordinare. Racchiudono ieri e oggi, passato e presente, si sovrappongono, s’intrecciano, si fondono in un mosaico di soli colori. E non vogliono andarsene.
Mi sorprendono i dettagli troppo nitidi, le immagini improvvise e chiare, le consapevolezze che avrei voluto cancellare; mi sorprende l’irresistibile forza di questa memoria che invade ogni spazio della mente senza lasciarsi imprigionare. Compaiono così giorni lontani e ombre che credevo remote. Sono spettri che chiedono di essere ascoltati e forse vendicati; sono fantasmi che implorano una risposta.