Speranze a primavera

Aria  di  primavera, oggi: dopo  tanto  grigio, il  primo  vero  sole  che  annuncia  la  nuova  stagione. E  tanta  luce  dalle  finestre – viva, senza  incertezze  ma  anche  senza  arroganza. È  la  luminosità  di  primavera, che  parla  di  freschezza, di  gioia  ritrovata  e  d’incontenibile  vivacità.

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Ed  è  così  che  ci  piace  immaginarla: radiosa, brillante, colma  di  promesse. Promesse  a  volte  ingenue, a  volte  impossibili  da  mantenere, ma  sempre  affascinanti  perché  hanno  il  pregio  di  stimolare  la  fantasia.

La  primavera  è  un  invito, l’invito  a  vivere, a  uscire, a  lasciarsi  andare, a  esplorare  il  mondo, a  ricominciare. Per  certi  versi  è  frivola,  ma  senza  cattiveria: è  un  richiamo  alla  leggerezza, indispensabile  dopo  l’avvolgente, enigmatica  introspezione  dell’autunno  e  l’austero  isolamento  dell’inverno.

Intanto, speriamo  che  i  suoi  bei  colori  non  svaniscano  troppo  presto.

Di rinascita e primavera

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Quando  le  giornate  iniziano  a  parlare  di  primavera, ci  si  sente  afferrati  da  un  groviglio  di  pensieri,  sogni,  sensazioni  che, talvolta, ci  fanno  quasi  arrossire: si  diventa  bambini  e  adolescenti  a  un  tempo, si  vorrebbe  correre, gridare, gettare  via  le  convenzioni. E  poi  cogliere  quei  fiori  che  non  sono  mai  stati  colti, e  riprendersi  con  fierezza  tutto  quello  che  ci  è  stato  rubato.

È  la  rinascita, la  vita  che  chiama  anche  se  siamo  stanchi, la  vita  che  s’impone  e  pretende  di  essere  guardata  senza  ammettere  rifiuti, la  vita  che  lusinga  e  illude, la  vita  che   racconta  e  promette. Terminato  il  comodo  alibi  delle  nebbie  dense  e  delle  mattine  scure – pietosi  veli  a  nascondere  dolori  e  insoddisfazioni – non  resta  che  adattarsi  ai  cieli  tersi  e  alle  voci  scomposte  lungo  le  strade.