Di saggezza e disincanto


Non si tratta soltanto di esaltare i propri pregi. Vi è una ragione molto più profonda, che cela una saggezza infinita: non si possono mostrare a chiunque le ferite dell’anima, l’inevitabile stanchezza dopo le notti insonni, il disincanto che pervade ogni pensiero.

(Nell’immagine il dipinto L’ultima occhiata, di Federico Zandomeneghi)

L’impensabile


Mi piacciono le scatole perché bisogna aprirle. Lo so, quest’affermazione può sembrare bizzarra, ma non lo è, almeno dal mio punto di vista.
Non che io ami tutti i tipi di scatole: ad attirarmi sono quelle decorate, rallegrate da fiori e da colori che richiamano la primavera o l’autunno, a seconda dei casi. È la sfrontata disinvoltura di un’immaginazione prepotente, che talvolta rifiuta i confini della ragione, a farmele apprezzare. Quando le guardo, ai miei occhi non appaiono come semplici scatole ma come oggetti magici, che celano contenuti interessanti e segreti che attendono di farsi scoprire.

Si apre la scatola e si può trovare l’impensabile: un fazzoletto dimenticato da chissà quanto tempo, un merletto ingiallito, una lettera scritta a mano, un foglio bianco, alcuni petali di rose ormai secchi, una cartolina firmata da uno sconosciuto. E poi, quando si è fortunati, la nebbia d’autunno, il mormorio del vento e persino qualche fiocco di neve.

(L’immagine è tratta da: http://www.magiedarte.it/SC-05.jpg)

Fare e far figurare quel che si fa


Baltasar Gracián y Morales (1601-1658), gesuita e fine scrittore, nel suo Oracolo manuale offre ai lettori trecento massime o aforismi, consigli molto utili per la vita sociale. Con le sue massime Gracián tratteggia la figura di un perfetto uomo di corte. Ne riporto una con il commento dell’autore.

Fare e far figurare quel che si fa
Le cose non vengono tenute in conto per quel che sono, ma per quel che appaiono. Valere e saper mostrare che si vale, significa valer due volte: ciò che non si vede, è come se non ci fosse. La ragione stessa non è venerata come dovrebbe, là dove non si mostra per quel che è. Son molti di più gli ingannati che non gli accorti; l’inganno prevale su tutto e le cose si giudicano dal di fuori; vi son cose che in sé son ben diverse da quel che sembrano. La buona esteriorità è la miglior raccomandazione dell’interiore perfezione.

(L’immagine è tratta da: http://www.poetyca.it)