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Posts Tagged ‘quiete’

Il  pomeriggio  è  lungo, tipicamente  primaverile. Il  pomeriggio  è  lungo, luminoso, quieto,  ma  d’improvviso  attraversato  da  una  lieve  incertezza, da  un  mutamento  dell’umore  nel  quale  si  riconosce  uno  dei  volti  più  belli  di  aprile. Non  si  tratta  dell’incertezza  autunnale, quella  che  prelude  alla  comparsa  di  ombre  scure  e  dolenti; questa  è  un’esitazione che  sa  di  timidezza  o  di  lieve  stanchezza  o  forse  di  timore. Ma  senza  drammi, senza  tristezze, senza  il  buio  di  profondità  inesplorate.

È  uno  dei  quei  momenti  che  rendono  aprile  un  mese  speciale, diverso  dagli  altri: la  luce  se  ne  sta  andando  adagio, mentre  nella  stanza  si  accentua  qualche  ombra. Tutto  sembra  parlare  di  una  pausa, di  un  istante  di  quiete  o  persino  di  interi  minuti  di  silenzi  e  di  pacatezza. E  vi  è  qualcosa  di  sfuggente, qualcosa  di  elusivo  in  questa  atmosfera  indefinibile – né  malinconica  né  allegra, chiara  e  scura  nello  stesso  tempo.

Poi  si  avvertono  tuoni, tuoni  in  lontananza, anch’essi  incerti, vaghi  o  forse  soltanto  riguardosi. Aprile  ci  sta  ricordando  che  sempre, in  qualsiasi  stagione, giunge  il  momento  in  cui  è  bene  ritirarsi, chiudere  alcune  porte, tacere.

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No, non  mi  riferisco  a  shopping  personale, ma  all’aspetto  del  blog. Con  molta  fatica  e  un  poco  di  malinconia, ho  dovuto  abbandonare  tutte  le  splendide  immagini  autunnali  e  ‘vestire’  il  blog – immagini  della  barra  laterale  destra, header  e  sfondo –  con  gli  abiti  adatti  al  periodo  che  stiamo  vivendo. Una  volta  terminate  queste  lunghissime  feste, arriveranno  i  sobri, freddi  colori  invernali, successivamente  quelli  primaverili  e  così  via, come  sempre.

Del  resto, questo  blog  è  dedicato  all’inarrestabile  flusso  delle  stagioni, allo  scorrere  continuo  del  tempo, all’avvicendarsi  di  sfumature, toni  e  sapori  che  si  alternano  nell’arco  dell’anno  e  che, nel  loro  costante  riproporsi, sono  rassicuranti. E  mentre  il  freddo  diventa  sempre  più  intenso  e  i  pomeriggi  sempre  più  brevi, restano  i  caldi  colori  natalizi  a  rallegrarci  e  a  farci  apprezzare  la  quiete  delle  mura  domestiche:

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La  quiete, di  Antonio  Fontanesi (1818-1882).

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Oggi  si  avverte  il  silenzio  tipico  dei  giorni  che  precedono  le  feste: una  pigra  quiete, in  parte  misteriosa, e  pensieri calmi, sinuosi  e  lenti. Questi  sono  momenti  propizi  per  lasciarsi  afferrare  dal  ritmo  del  presente  abbandonando  ogni  altro  pensiero: le  gocce  di  pioggia  che  cadono  sommessamente, l’orologio  che  scandisce  i  minuti  senza  fare  rumore, la  bellezza  di  essere  con  se  stessi  senza  fastidiose  intrusioni. Inoltrarsi  dentro  di  sé, percorrere  i  tortuosi  sentieri  del  proprio  io, gioire  del   privilegio  di  saper  pensare, di  non  temere  la  forza  della  riflessione, di  non  aver  bisogno  di  nulla  per  sentirsi  sereni. Essere  sereni  e  basta, essere  sereni  perché  è  aprile, perché  la  primavera  è  uno  stato  dell’anima, perché  i  fiori  non  sono  mai  stati  tanto  azzurri.

Buona  Pasqua  a  tutti. Buona  primavera.

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Piove  ininterrottamente  ed  è  perfetta  serenità. Piove  ininterrottamente  e  ogni  singola  goccia  è  gioia, canto  armonioso, sussurro  privo  di  amarezza. Talvolta  la  quiete  arriva  d’improvviso, in  un  giorno  qualsiasi, come  d’incanto  inaspettato. Arriva  furtiva, s’insinua  con  pacatezza, trasforma  il  cielo  triste  in  un  compagno  affettuoso  e  comprensivo.

Piove  ininterrottamente, ma  è  primavera.

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Profumo di primavera, profumo di libertà: il viola non è mai abbastanza, i fiori non sono mai troppi. E risate sommesse, giochi fra l’erba, sentieri nascosti.
Poi il riposo, l’abbandono, la quiete ininterrotta accanto ad alberi complici e muti.

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Correre fra l’erba e poi riposare, lasciarsi accarezzare dal sole tiepido e ricordare l’adolescenza, per catturare brevi intervalli di risate e di spensieratezza. Anche questa è primavera: un sentiero colmo di primule e viole, che unisce le memorie d’un tempo lontano e la profonda magica quiete del presente.

(Nell’immagine il dipinto Ragazza sul prato, di Federico Zandomeneghi)

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