Benvenuto settembre

Ogni anno l’inizio di settembre è una svolta, una metamorfosi emozionante, un mutamento necessario. Nonostante il sole e le temperature estive, infatti, il principio di settembre è un passaggio, è quella curva della strada oltre la quale incontreremo, a poco a poco, nuovi colori, nuove atmosfere, nuovi sentimenti. E alcune incognite.

Nei momenti di passaggio sono inevitabili bilanci e progetti, ansie e sogni a occhi aperti, entusiasmo e malinconia. Chi ama l’autunno pregusta ciò che sarà e si augura che la nuova stagione sia generosa, ricca di tutti quei doni che la rendono unica, che la fanno risplendere nell’interiorità di chi sa comprenderla e amarla. Perché l’autunno è uno stile di vita, un modo di essere nel mondo, una consapevolezza, un guardare sempre oltre.

Buon inizio di settembre a chiunque passi su questo blog.

Il problema dell’inizio

Il lunedì è soltanto un giorno, proprio come tutti gli altri. Però gli è toccato in sorte l’arduo compito di rappresentare un inizio, di rivestire i panni di colui che dà origine all’intera settimana. E allora s’affollano pensieri, prendono forma progetti, s’insinuano speranze, affiorano turbamenti. Non sappiamo ciò che ci attende, forse soltanto un’intera settimana di gesti banali, lo sprofondare nella solita routine e basta; oppure, se le fitte cause sconosciute che compongono il nostro divenire si mescolano nel modo giusto – giusto per noi -, ci aspetta qualche novità, magari una di quelle che scaldano il cuore.

Tempo d’estate

Torno  sul  blog  dopo  una  pausa  dovuta  al  caldo  eccessivo: tra  l’afa, le  notti  in  bianco  e  tanti  impegni, oltre  a  qualche  piccolo  problema  di  salute, non  avevo  l’umore  giusto  per  scrivere. Ma  oggi  la  giornata  è  splendida, oggi  l’estate  è  quella  che  dovrebbe  sempre  essere: cielo  limpido, vento  leggero  e  gradevole, pochissima  umidità. Mentre  scrivo, una  finestra  della  mia  stanza  è  persino  aperta, nonostante  siano  le  15:07  del  pomeriggio. Questo  è  un  privilegio  raro  per  un  mese  inclemente  come  luglio, e  perciò  ne  sono  particolarmente  felice.

L’estate  che  non  offende, che  non  infierisce, che  non  costringe  alla  fuga. L’estate  che  diventa  un  sogno  di  luce, un’occasione  per  disegnare  progetti, guardare  al  futuro, inventarsi  una  nuova  esistenza. Mi  chiedo  come  sarà  il  prossimo  autunno. Vorrei  che  diventasse  un’estasi  di  colori, sapori, memorie, struggimenti, misteri.

Ma  non  è  ancora  il  momento. Adesso  siamo  in  piena  estate: è  il  tempo  della  luce, dell’assenza  di  sfumature, della  vita  talmente  innamorata  di  se  stessa  da  non  saper  raccontare  storie, suggerire  trame, svelare  l’impossibile, ascoltare.

colline