E luce fu (quasi)

E così la fine di luglio mi ha portato una bella novità: il balcone della cucina è finalmente praticabile. Dopo dieci lunghissimi, frustranti mesi di chiusura, ho potuto aprire la portafinestra, in precedenza sbarrata con tavole di compensato. Ci sono ancora le impalcature, ma saranno tolte a partire da martedì 3 agosto:

Il balcone della camera da letto, invece, che è più grande e si affaccia sul parco, non è ancora completato, anche se manca poco. Infatti qui siamo ancora chiusi come in prigione:

Sono già state tolte le impalcature all’entrata del palazzo, cosa che mi riempie di gioia, ma la parte interna del condominio, dove si trova la scala b, resterà prigioniera ancora per un po’:

A quanto pare metteranno anche le tende da sole sui balconi e ovviamente le finestre nuove – hanno già preso le misure -, ma non so quando e neppure m’importa: ciò che conta è poter finalmente vedere la luce. Sembra una questione banale, ma dopo dieci mesi di carcere duro, con frastuono quasi costante per otto ore al giorno, mi sembra di andare in Paradiso. Naturalmente non è finita. Ridipingeranno l’androne e cambieranno gli ascensori, ma intanto siamo a buon punto.

Fine di questo imperdibile post. 😆

Evasione

montagna  estate

In  queste  giornate  afose, la  città  diventa  uno  squallido  caos  di  grigio  e  di  odori  molesti, uno  spazio  ostile  e  monotono, una  prigione  malsana  da  cui  evadere. E  allora  si  sogna: montagne, prati, fiori, laghi, spazi  immersi  nel  silenzio  e  percorsi  da  un  vento  leggero, complice  di  lunghi  riposi  pomeridiani, di  riflessioni  calme, di  conversazioni  intelligenti, di  amore  per  il  presente. E  tutto  senza  turbamenti.

C’è  un’infinita  dignità, un’aristocratica  bellezza  senza  tempo  nelle  montagne  accarezzate  dal  sole  di  luglio.

A mali estremi…


…estremi rimedi. Nel rinnovare a tutti i miei più sinceri auguri di buon anno, mi soffermo su una notizia – sembra vera – che forse molti di voi già conoscono, ma che merita di essere sottolineata. Tratta da La Stampa.

Pur di non partecipare alla festa di San Silvestro con la moglie e i suoi familiari si è fatto arrestare con una rapina di caramelle e gomme da masticare. È accaduto ieri sera a Barrafranca (Enna), dove Massimiliano M., disoccupato di 35 anni, incensurato, si è presentato alla stazione dei carabinieri chiedendo di essere arrestato perché preferiva trascorrere il Capodanno in cella piuttosto che con i parenti.

I militari gli hanno spiegato che non potevano arrestarlo perché non aveva commesso alcun reato, e l’uomo a questo punto è uscito dalla caserma, è entrato nella tabaccheria di fronte, ha estratto un taglierino dalla tasca e minacciando i titolari si è impossessato di alcune caramelle e di un pacchetto di gomme da masticare. Poi ha atteso l’arrivo dei carabinieri che a quel punto lo hanno arrestato in flagranza di rapina aggravata. Non sono chiari i contrasti familiari che hanno spinto l’uomo a preferire il carcere alla sua casa.

Se ricordo alcune indescrivibili riunioni familiari alle quali purtroppo, parecchi anni fa, ero costretta a partecipare, non posso fare altro che solidarizzare con questo simpatico ragazzo di Enna, che ha dimostrato di possedere una fantasia fuori dal comune. Peccato che io, a suo tempo, non abbia mai pensato a una soluzione così drastica ed efficace.