Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘passeggiata’

Sto  arrivando. Ma  ho  un  po’  di  febbre  e  non  mi  sento  benissimo, per  cui  preferisco  inondare  il  blog  con  un  po’  di  bei  colori:

donna

Pierre-Auguste Renoir, Donna  con  l’ombrello  in  un  giardino, 1873.

Annunci

Read Full Post »

paisajes-otono-L-LnrC0M

Dopo  una  settimana  colma  d’impegni, ieri  mattina  mi  sono  concessa  il  lusso  di  una  passeggiata. Non  lunga – non  ho  mai  troppo  tempo  a  disposizione – ma  comunque  una  bella  passeggiata  d’autunno. Il  cielo  era  grigio, l’umidità  alle  stelle, la  malinconia  persistente: una  tipica  giornata  di  novembre. Per  amarla  o  sopportarla, occorre  avere  un  temperamento  particolare.

Camminare  nel  parco  è  stato  piacevole. Pochissime  persone, infinita  quiete  e  tutti  i  colori  autunnali  dispiegati  davanti  ai  miei  occhi  per  farsi  ammirare: giallo  puro, rosso  intenso, rosso-arancione  chiaro, giallo  screziato  di  rosso  e  arancione, nocciola  sfumato  di  verde, marrone  cupo, marrone  chiaro, toni  sovrapposti, poesia  della  natura  che  si  spegne. E  il  silenzio, solenne  e  cupo  nello  stesso  tempo.

Certo, con  un’atmosfera  simile  è  inevitabile  avvertire  un  vago  senso  di  tristezza. Ma  c’è  una  tale  profondità  in  questo  disfacimento  della  natura, c’è  una  tale  bellezza  in  questa  dissoluzione  lenta  ma  costante, da  rimanerne  sopraffatti. E, così,  si  comprendono  molte  cose. Allora  si  torna  a  casa  volentieri, felici  di  avere  un  rifugio, un  punto  di  riferimento, una  stanza  calda  e  tranquilla  tutta  per  noi.

 

Read Full Post »

Agosto  mi  è  sempre  sembrato  un  mese  lunghissimo  e  lento. Questa  percezione  è  probabilmente  effetto  dell’atmosfera  spensierata   che  lo   percorre  ininterrottamente: ci  si  sente  un  po’  in  vacanza  anche  se  si  lavora  o  si  studia, e  spesso  la  mente  fugge  lontano  a  immaginare  prati  fioriti  o  spiagge  assolate, a  seconda  dei  gusti.

Questa  mattina, per  la  prima  volta  dopo  tanto  tempo, sono  uscita  con  calma  per  fare  un  po’  di  spese. Passeggiare  senza  dover  correre  per  rispettare  tempi  prestabiliti  è  già  una  vacanza, un  privilegio  da  sfruttare  in  pieno. Inoltre  la  città  non  è  deserta,  cosa  che  la  rende  meno  ostile  nonostante  il  clima  africano.

La  prima  tappa  della  mia  passeggiata  mattutina  è  stata  la  libreria. In  seguito  e  nell’ordine: profumeria, negozio  di  biancheria  per  la  casa, negozio  di  dolci, negozio  di  abbigliamento  e  farmacia. Alla  fine  di  questa  specie  di  tour  mi  sono  ritrovata  piena  di  borse  e  pacchetti, tanto  da  tornare  nella  mia  amata  dimora  stanchissima  e  grondando  sudore  a  volontà.

Adesso  me  ne  resto  tranquilla  in  casa, non  avendo  alcuna  intenzione  di  affrontare  il  caldo  torrido  che  ha  preso  possesso  della  città  e  che  pare  intenzionato  a  non  mollare  la  presa. E, per  non  pensare  ai  disagi  causati  dall’afa, osservo  queste  delizie, estasi  per  gli  occhi  e  per  il  palato:

 

Read Full Post »


Non è come attraversare un prato a primavera, mentre il cielo sorride e i fiori sembrano parlare al vento; non è neppure come percorrere un sentiero quando l’autunno esibisce il meglio di sé e ci colpisce al cuore. Eppure è una passeggiata, una passeggiata su internet. Nel mio caso è caratterizzata da alcune abitudini ormai quasi irrinunciabili: c’è il blog da controllare, curare e migliorare, il solito forum in cui discutere dei casi di cronaca che m’interessano, i quotidiani on line da leggere, altri blog da visitare. E tutto ciò è accaduto per pura curiosità: desideravo studiare questo nuovo mezzo di comunicazione, capirne il funzionamento e le potenzialità; per farlo, ho dovuto ricorrere al metodo più adeguato, ossia all’esperienza. Mentre si fa, si apprende.

Ormai so cosa mi piace e cosa mi lascia indifferente, cosa mi attira e cosa respingo con forza. Ho scelto il mio sentiero, insomma, dopo averne visitati tanti al solo scopo di capire, e mi piace perché l’ho tracciato io poco alla volta, tessera dopo tessera, come se stessi formando un mosaico. Così, nonostante gli impegni e gli svaghi della vita reale, e spesso a dispetto della stanchezza, mi trovo quasi ogni giorno a compiere questa passeggiata tanto particolare. Magari non posso camminare lungo l’intero sentiero, però percorro sempre qualche metro.

(In foto, I papaveri di Claude Monet)

Read Full Post »


È un gran privilegio riuscire a vedere oltre, riuscire a scorgere l’inganno celato dietro parole apparentemente concilianti, e il desiderio di attaccare nascosto dal finto velluto di toni tranquilli e sottomessi.
L’avversario ha il torto di ritenersi molto scaltro, tanto da non rendersi conto che a fronteggiarlo è una donna che sa leggere bene nelle fitte pieghe dei suoi pensieri contorti, del suo continuo attribuire agli altri le sue paure, le sue invidie patologiche, i suoi molti complessi, i suoi mostri interiori. Non si è neppure accorto di aver lasciato troppi indizi, piccolissime tracce che non ha saputo nascondere a causa del furore irrazionale da cui era agitato. Ma sono tracce che rivelano molto del suo reale stato interiore e dei suoi piani.

Il sentiero appare bello, un incanto di bianco che sembra invitare a una lenta passeggiata. Ma sotto nasconde fango limaccioso, e sopra alcune orme fanno capire che non è intatto.

Read Full Post »

La passeggiata


L’estate è anche questa: una lunga passeggiata attraverso viali riparati dal verde di alberi fitti. Mentre gli altri dormono, mentre le voci svaniscono, mentre il mondo intero sembra nascondersi.

(La passeggiata di Luigi Bertelli in foto. Cliccare sopra per ingrandire)

Read Full Post »

carte
Ho il brutto difetto di non tollerare le convalescenze. Probabilmente oggi avrei dovuto starmene in casa ad aspettare di guarire completamente, ma, sentendomi meglio, non ho resistito e sono uscita per fare una passeggiata qui in centro.
Ebbene, la Fortuna, forse per compensarmi del malanno dei giorni scorsi, si è ricordata di me e mi ha premiata con la visione di una meravigliosa scenetta.

In Via Albinelli, all’angolo di Piazza Grande, c’è un edificio con una finestra a pian terreno. Tale finestra ha, meraviglia delle meraviglie, un bel davanzale sporgente rigorosamente sporco.
Dovete sapere che, in città, Piazza Grande è il luogo umarellico per eccellenza. Qui si radunano frotte di umarells in ogni stagione dell’anno e con qualsiasi condizione meteorologica: è noto, infatti, che gli umarells sfidano senza alcun timore e con perfetta imperturbabilità pioggia e vento, sole infuocato e neve gelida. Sfiderebbero con indifferenza anche mareggiate, tornadi e tsunami, ma, data la condizione geografica di Modena, non c’è pericolo che si verifichino queste tre possibilità.

La zona con il davanzale sporgente è sempre piena di umarells che lì si appoggiano con le biciclette per discutere di tutti gli argomenti umarellici classici, quelli in voga fin dalla notte dei tempi: politica, calcio, pensioni, stipendi, affitti, mutui e Borsa di Milano.
Però mai prima d’ora i miei occhi avevano visto questa scena forse irripetibile. Mentre stavo raggiungendo l’angolo di Piazza Grande, sono rimasta sorpresa nel vedere due tipiche schiene umarelliche curve su questo mitico davanzale. Conoscendo bene i miei polli e accorgendomi di un loro atteggiamento quasi furtivo, mi sono subito insospettita e mi sono chiesta che cosa facessero di tanto strano da doversi nascondere dando la schiena ai passanti. Così ho allungato il mio occhio malandrino e ho gioito come mai prima d’ora: i due umarells, ovviamente piccoli, larghi e rubicondi, stavano giocando a carte sul davanzale, sereni e tranquilli nonostante la confusione che caratterizza il sabato pomeriggio in centro storico. Le carte erano quelle da briscola e, dulcis in fundo, non mancava neppure il foglietto con la matita per segnare i punti. Inoltre uno dei due umarells aveva appoggiato sul davanzale anche il suo bastone da passeggio.

Questi due individui meriterebbero di essere adottati dal WWF e salvati, coccolati e vezzeggiati più dei panda perché non è giusto che si estinguano.

Read Full Post »