Il parco della Repubblica

Durante l’infanzia, quando vivevo in via Savani, ogni tanto mia madre mi portava al parco della Repubblica. Era molto lontano da casa nostra: vi entravamo da via Cividale, che all’epoca era quasi alla fine della città. Adesso, invece, l’area urbana si è estesa notevolmente, ben oltre quella strada.

Il parco era grande e ospitava due stagni melmosi e un po’ inquietanti. L’atmosfera che vi si respirava era quella tipica di una palude prosciugata, e io non ho mai sopportato questo genere di paesaggi. Non mi piacciono, non li tollero, m’infondono un grande, grandissimo senso di morte.

Ebbene, lo scorso 25 aprile ho superato la mia antipatia per quel parco e ho deciso di visitarlo. A distanza di decenni ha finalmente perso un po’ quell’aria malsana che lo pervadeva tutto, ma continua a non piacermi. Pubblico però qualche foto, anche come ricordo di primavera. In fondo, a qualcuno potrebbe ispirare sentimenti diversi dai miei.

Da notare, qui sopra, i tavoli posti sotto al sole, lontani dall’ombra degli alberi. Considerando che d’estate il caldo è terrificante, mi sembra una scelta molto intelligente. Da premio Nobel.