Ciò che verrà

Questa mattina, guardando fuori dalla finestra, ho visto la nebbia. Una nebbia leggera, è vero; però mi ha lasciata di stucco, tanto che, non fidandomi della mia prima impressione – mi ero appena alzata dal letto ed ero quasi in trance -, sono volata sul balcone per guardare meglio: e sì, la nebbia c’era, il panorama davanti a me era offuscato, come accade in quelle meravigliose giornate di ottobre che promettono il sole ma, nelle prime ore del mattino, preferiscono celarlo. Tutto sta mutando, ormai è chiaro.

Lasciamo allora spazio alla fantasia, immaginando ciò che verrà. Un bel picnic autunnale ci ricorda che questa stagione, specialmente all’inizio, sa essere di una dolcezza disarmante, cui è impossibile resistere.

E c’è persino un bel vaso di fiori a impreziosire l’atmosfera, arricchendola di sfumature colorate, di contrasti che alludono alla complessità della nuova stagione. Un sogno, un sogno di primo autunno.

Sereno d’inverno


Oltre i vetri appannati, un panorama spettrale. Eppure, l’oscurità della notte, crudele e minacciosa, non riesce a scalfire la serenità di queste ore. Attendiamo senza brividi la nebbia: invaderà le strade e il giorno di festa, parlandoci di gioie e di vecchie emozioni.

Il freddo non può nulla stanotte. C’è un sogno che avvolge e incanta, e poi infinite stelle oltre il cielo nero.