La visita in villa


Occorre una serena giornata di sole tiepido per poter ammirare il paesaggio intorno. Poi occorre tempo: fretta e ansia, infatti, sono bandite per lasciare spazio alla contemplazione e all’ascolto. Le ombre sono poche e non c’è alcun bisogno di chiudere la porta.
Quando calerà la sera, l’oscurità sarà un velo prezioso ad accompagnare il riposo.

(In foto il dipinto La visita in villa, di Silvestro Lega, 1864)

Sfumature


Non è un esercizio da poco. Non è semplice farlo e ad alcuni può sembrare ozioso. Invece è fondamentale. Conoscere a fondo la propria interiorità, ossia i propri più intimi bisogni e desideri, è necessario per evitare di compiere scelte dettate soltanto dalla volontà di conformarsi alle regole che l’ambiente in cui viviamo c’impone.

Conoscere la propria interiorità, cioè la propria autenticità, è indispensabile se si vuole essere individui davvero liberi. Condizione fondamentale per esercitare la libertà, infatti, è la conoscenza, ossia la consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si fa: nessuna nostra scelta è davvero libera se non è dettata dalla piena conoscenza di quello che davvero desideriamo; una scelta non è libera se è soltanto frutto d’un asservimento alle pressioni sociali, ai desideri dei propri familiari o alla volontà di apparire come tutti gli altri.

Quando ci si costringe a compiere azioni o a prendere decisioni importanti sulla base di un piatto conformismo, si decreta la morte di una parte di sé, ci si ritrova a vivere in una dimensione inautentica e si rischiano infelicità, nevrosi e frustrazioni. Oltre a ciò, si rischia anche di provocare dolore ad altri.

La confusione interiore non appartiene a pochi, ma è condizione più frequente di quanto s’immagini. È un po’ come trovarsi di fronte a un paesaggio autunnale, del quale non si vogliono o non si possono cogliere le tante sfumature. Ma purtroppo non si può afferrare l’essenza d’un paesaggio autunnale se si eludono le sue sfumature.
Le sfumature della nostra interiorità sono altrettanto importanti perché, soltanto conoscendole in pieno e senza temerle, si possono compiere, nel tortuoso cammino dell’esistenza, scelte giuste. Giuste per noi.

Osservare


In fondo, è un gran privilegio. Poter osservare lo sguardo e i gesti di chi non sa d’essere studiato con tanta attenzione, è un esercizio straordinario. Con calma, senza fretta e senza limitarsi ad ascoltare soltanto le parole, si notano colori, sfumature e talvolta pensieri nascosti; s’indovinano addirittura ansie, malinconie, insicurezze e insofferenze.

Ci si sofferma volentieri su chi, per qualsiasi ragione, desta il nostro interesse: è come osservare un paesaggio per coglierne quei dettagli che, a una rapida occhiata d’insieme, inevitabilmente ci sfuggono.
In questo caso il paesaggio è interessante nella sua complessità, e ha profondità ignote ai più. Non mancano le ombre, gli angoli bui e le contraddizioni, ma certi tratti di luce sono sfolgoranti.