L’impensabile


Mi piacciono le scatole perché bisogna aprirle. Lo so, quest’affermazione può sembrare bizzarra, ma non lo è, almeno dal mio punto di vista.
Non che io ami tutti i tipi di scatole: ad attirarmi sono quelle decorate, rallegrate da fiori e da colori che richiamano la primavera o l’autunno, a seconda dei casi. È la sfrontata disinvoltura di un’immaginazione prepotente, che talvolta rifiuta i confini della ragione, a farmele apprezzare. Quando le guardo, ai miei occhi non appaiono come semplici scatole ma come oggetti magici, che celano contenuti interessanti e segreti che attendono di farsi scoprire.

Si apre la scatola e si può trovare l’impensabile: un fazzoletto dimenticato da chissà quanto tempo, un merletto ingiallito, una lettera scritta a mano, un foglio bianco, alcuni petali di rose ormai secchi, una cartolina firmata da uno sconosciuto. E poi, quando si è fortunati, la nebbia d’autunno, il mormorio del vento e persino qualche fiocco di neve.

(L’immagine è tratta da: http://www.magiedarte.it/SC-05.jpg)

Preziosi pensieri

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Certi pensieri sono così, colorati e solitari. Le loro sfumature sono tante: talvolta delicate come i petali delle rose, talvolta accese, quasi di fuoco. Ma nessuno se ne accorge perché certi pensieri sono accuratamente celati.

Non se ne può parlare: gli altri non comprenderebbero. Non si possono comunicare perché rischiano di essere banalizzati e deformati nell’inevitabile scontro con la durezza, la supponenza e il cinismo di troppi.
Certi pensieri delicatissimi e intensi non meritano di essere sciupati, oltraggiati o derisi: occorre proteggerli e difenderli perché sono oggetti preziosi, raffinati e fragili. E gli oggetti preziosi devono essere donati soltanto a chi è in grado di apprezzarli.

Certi pensieri sono come le foglie d’autunno: hanno colori inarrivabili, ma se vengono calpestati perdono il loro splendore e muoiono prima del tempo.
Solo il silenzio e la quiete e la compostezza possono salvarli.