Fiumalbo


Il paese di montagna che potete ammirare nell’immagine è Fiumalbo, splendido centro dell’Appennino tosco-emiliano in provincia di Modena. Si trova a circa otto chilometri dall’Abetone, ed è un piccolo angolo di Paradiso per la bellezza del paesaggio in cui si trova immerso. Da vedere.
Qui sotto Fiumalbo d’inverno, a cura del sito del Comune: http://www.comune.fiumalbo.mo.it

Il monte Cimone


Quando si parla di montagna, il pensiero dei più corre alle Alpi. Spesso ci si dimentica, infatti, della straordinaria bellezza degli Appennini, che offrono, dal nord al sud del Paese, paesaggi incantevoli, aspri e dolci a seconda dei casi. In foto potete ammirare il Monte Cimone, in provincia di Modena: 2165 metri sul livello del mare. Bellissimo.
Qui sotto, il monte Cimone innevato.

Fantasie d’estate


Ho sempre desiderato visitare l’Alaska e queste immagini non fanno altro che rafforzare il mio desiderio. Colori freddi e puri, austerità e silenzio. La possibilità di pensare all’essenziale e di lasciarsi invadere dalla maestosità della natura, senza temerla ma diventando parte di essa.
Quando si è costretti a sopportare l’afa prepotente della Val Padana, in cui luglio è un mese infernale, la mente fugge lontano ad accarezzare anche questo genere di fantasie. Senza l’immaginazione non potremmo cacciare l’opprimente pensiero del cielo triste e opaco sulle nostre città, per rifugiarci là dove il verde è più verde e dove, al posto di lunghe strade colme di palazzi, sono soltanto misteriose montagne immobili e limpide acque.

Il silenzio


In certi momenti di profonda stanchezza, fisica e mentale, il silenzio è un compagno assai gradito. Non infonde malinconia, dona soltanto pace. Però non dev’essere il cupo silenzio d’una stanza chiusa, ma quello lieve e sereno d’un prato fiorito. Il misterioso silenzio che avvolge la natura in qualche valle remota.

Il lato oscuro della bellezza


Nel silenzio e nella perfetta quiete che circonda queste vette maestose, ci assale una vertigine. Un senso di profondo stupore ci toglie il respiro, un’emozione indescrivibile accompagna i nostri sguardi fino al cielo. Per un attimo ci si sente annientati; poi si osserva il lago misterioso, calmo, sereno, persino immobile. Eccessivamente immobile.
Troppa bellezza cela sempre, in qualche sua parte remota, almeno un frammento d’orrore o un pericolo sconosciuto o un’impercettibile incrinatura.

Stagioni e pensieri


Sono sempre stata affascinata dallo spettacolo del susseguirsi delle stagioni, e mai come quest’anno ho salutato positivamente l’arrivo della primavera.
Mi dispiace dover vivere i momenti di passaggio da una stagione all’altra in città, perché non si può assistere pienamente alla lenta ma progressiva metamorfosi della natura, alla sua timida ma gioiosa rinascita in primavera, al suo trionfante splendore d’estate, al suo malinconico e poetico declino durante l’autunno e alla sua morte nel gelo dell’inverno. Purtroppo in città la foschia, il grigio dell’asfalto duro, i reticoli di strade percorsi da automobili sempre in fuga e i pochissimi spazi verdi sono un invincibile ostacolo per la contemplazione dei ritmi della natura.

Nell’osservare l’immagine che ho pubblicato, mi tornano in mente certe giornate estive trascorse in montagna, durante la prima adolescenza. Giornate di libertà assoluta, a contatto con il verde dei prati e fatte di lunghe passeggiate nei sentieri, di momenti di oziosa pace in giardino, di serate sotto le stelle a parlare, a sognare, a pensare. In quelle circostanze la pioggia, quando malauguratamente capitava, era sempre sgradita, addirittura odiosa, perché m’impediva il contatto con la natura, costringendomi a chiudermi in casa.
Adesso che tutta quella libertà è venuta meno, e che non trascorro più lunghi periodi in montagna, certi giorni di pioggia sono talvolta i benvenuti, e l’estate non mi è più tanto cara.

La vita a primavera

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Un prato fiorito per ricordare che siamo in primavera. E che primavera! Tempo variabile, vento, cielo improvvisamente grigio e con nubi cariche di pioggia, rasserenamenti altrettanto inaspettati.
La primavera sa essere dolce e violenta nello stesso tempo, ma persino quando piove s’intuisce, in essa, l’esplosione della vita. Persino nei giorni più cupi siamo consapevoli che prima o poi tornerà il sole, che il monotono grigio di certe giornate da dimenticare non prelude allo sfacelo della natura, ma alla sua gioiosa rinascita.

Bianco di primavera

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Può essere freddo, distante, persino austero; algido e inesorabile d’inverno, talvolta accecante e devastante nelle rigide distese ghiacciate che invadono terre lontane.
Ma quando torna la primavera, diventa luce brillante e splendore di vita. La gioia del bianco a primavera è la generosità della natura, che si dona agli uomini senza riserve né pudori.

Un paesaggio di montagna

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Una bellissima immagine della Val di Gresta, in Trentino, all’inizio dell’autunno. Dedicata a tutti gli amanti della montagna, della natura e dei bei paesaggi.
In questa foto possiamo ammirare un inizio d’autunno colmo di gioia e di luminosità, sfolgorante di luce, di verde e d’azzurro. Un inno alla serenità, nonostante stia cominciando la più malinconica, enigmatica e struggente stagione dell’anno.

Pensieri di primavera

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La bellezza della primavera, quando è possibile ammirarla in tutto il suo splendore, è incantevole e modesta al tempo stesso. Una bellezza fatta di piccole cose: di prati verdi tornati alla vita, di fiori che sbocciano a salutare il sole, di cieli azzurri percorsi da nubi maliziose e irrequiete.
La primavera non è arrogante e neppure vanitosa; silenziosamente s’insinua ad accarezzare strade e campagne, silenziosamente accompagna il nostro cammino. Poi, senza lottare, cede il passo alla prepotente invadenza dell’estate, e scompare soffocata da un’aria troppo greve, impietosa nei confronti della sua infinita delicatezza.