Le nebbia, la pioggia e l’inverno che verrà

Ieri sera è arrivata la nebbia e ho girato un brevissimo video per immortalarla. La qualità della ripresa non è memorabile, per usare un eufemismo, ma – come si dice di solito per giustificarsi – conta il pensiero.

Di notte, però, la nebbia ha lasciato spazio a un’intensa pioggia, e il mattino è cominciato gelido, pungente, com’è tipico dell’autunno in questi ultimi giorni di novembre. L’atmosfera si fa di giorno in giorno più malinconica, e richiede uno sforzo di comprensione e di adattamento che è il segreto del buon vivere, dell’averla capita davvero, quest’esistenza bizzarra.

Abbiamo avuto tutto il tempo necessario per abituarci a questo lento trapasso, a questo scivolare silenzioso verso l’inverno, che non è ancora arrivato, che dovrà lottare contro la forza dell’autunno per imporsi, ma che è nell’aria, nei pensieri, forse persino nei desideri – o forse no, ma poco importa. A sedurci è infatti l’attesa e quel movimento incessante che nasconde sotto la sua apparente, rarefatta immobilità.

Intanto novembre resiste con forza, come dimostrano gli alberi del parco sotto casa mia, quelli che non sono ancora spogli e che s’intravedono fra i bruttissimi ponteggi: