Buongiorno


Ormai è per me diventato irrinunciabile. E pensare che, fino all’età di diciannove anni, non potevo neppure sentirlo nominare e mi rifiutavo persino d’assaggiarlo.
Iniziai a berlo durante il primo anno d’università, quando, essendo costretta a fare ogni mattina la pendolare Modena-Bologna, pensai che fosse un buon modo per darmi una sferzata d’energia. E così, la prima volta che bevvi un’intera tazzina di caffè non fu nella tranquillità di casa mia, ma in un caotico bar bolognese. Il bello è che, dopo averla bevuta, mi giudicai sciocca per non averlo fatto prima.

Adesso, a distanza di anni, questo evento in apparenza molto banale mi colpisce e mi sembra importante, quasi un momento cruciale della mia esistenza. Probabilmente fu una sorta di rito di passaggio verso l’età adulta o, almeno, sono io che ora lo considero tale.

Tornando però al presente, adesso è mattina e quindi vi offro virtualmente un caffè per augurarvi buongiorno. 🙂

Mercato e amenità


Anche quest’anno, qui nel centro storico di Modena si sta svolgendo il Mercato europeo, al quale partecipano circa un centinaio di ambulanti provenienti da Belgio, Austria, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Spagna, Svizzera, Ungheria e da varie regioni italiane. Al mercato si possono trovare numerose specialità enogastronomiche, oltre a diversi prodotti d’artigianato, ceramica e oggettistica. La manifestazione è iniziata ieri e proseguirà fino a domani, domenica 5 giugno.

La mia meta favorita resta il banco degli ambulanti francesi, provenienti dalla Provenza, che vendono saponette, sacchetti, piccole composizioni e orsetti, il tutto profumato di lavanda e presentato con una deliziosa coreografia. In queste occasioni, nonostante mi sforzi con commovente diligenza di ricordare che sono adulta e che dovrei quindi contenermi, non posso fare a meno di concentrarmi, con gli occhi e con il cuore, sugli orsetti lilla pieni di lavanda. Lo so, è una fissazione, una manìa e bla bla bla, ma non riesco a trattenermi e sorvolo sulle ragioni psicologiche di tanto interesse.

L’anno scorso acquistai un orsetto lilla che è ancora qui con me, morbidamente adagiato sulla scrivania. Adesso mi sto chiedendo perché mai dovrei lasciarlo solo: visto che posso regalargli un fratellino, senza sforzo né dolori, perché non farlo?  Insomma, ho il fondato sospetto che entro domani il mio orsetto avrà accanto a sé un profumatissimo amichetto.

Intanto, mentre sono vittima di questo indecoroso attacco d’infantilismo, spero che non piova. Ieri, infatti, nel tardo pomeriggio un temporale ha reso difficile la visita al mercato, che comunque si è conclusa, per me, con l’acquisto di tre bei cuscini. Ho poi adocchiato una graziosa tovaglia anti-macchia, provenzale anch’essa, che spero di rendere mia quanto prima.
Oggi il cielo è un po’ inquieto e le previsioni per domani minacciano qualche goccia. Ma ho già deciso: sia quel che sia, sfiderò la pioggia.

Autunno in città (IV)

Ecco altre dieci fotografie. Le prime due risalgono alla metà d’ottobre e sono state fatte in un giorno particolarmente squallido e triste. Le rimanenti otto, invece, sono state scattate lo scorso sabato, 31 ottobre. A differenza di quelle pubblicate qualche giorno fa, sono state fatte di pomeriggio, dopo le sedici, e quindi la luce è diversa: c’è meno “splendore”.
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