Cambiamenti


Il pomeriggio è luminoso, ma finalmente il sole si è addolcito: pallido e un po’ stanco, è bellissimo nel suo languore.
L’autunno è arrivato. Si nota dalle timide ombre che invadono la stanza nonostante l’ora e la luce. L’autunno è arrivato e oggi è uno splendore di serenità.

Cambia la stagione e si avverte il desiderio di rinnovarsi per affrontare al meglio le settimane che verranno, il grigio che avanzerà e il buio dei mesi più cupi. In questi giorni, a casa mia ho fatto alcuni piccolissimi cambiamenti, rivestendo il divano della mia camera e le poltrone della sala con fodere nuove. In più, ho in programma di dipingere le pareti della mia stanza e, a tale riguardo, ho già comprato la tinta. Nulla di radicale e d’importante, dunque, ma lievi modifiche che simboleggiano un profondo desiderio di novità.

Libertà di primavera


Aver indossato per la prima volta, dopo tanti mesi, un pigiama leggero, è stata per me una gran soddisfazione. L’argomento è frivolo e banale, lo so, ma non è soltanto una questione di pigiama: è il tempo che cambia, e il sentirsi finalmente sulla pelle la carezza lieve di una stoffa quasi impalpabile. Una carezza lieve che sa di libertà dopo una lunga e opprimente prigionia.

Pensando alla primavera

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Febbraio, mese invernale spesso gelido e cupo, induce a pensare alla primavera: le giornate, infatti, si sono sensibilmente allungate e marzo è alle porte.
La primavera ci viene incontro dolcemente sebbene in maniera capricciosa e bizzarra, come una donna lunatica che prima sorride e si mostra amabile ma poi, incomprensibilmente, si chiude in se stessa diventando inaccessibile e amara.
La primavera è un mosaico di delicati contrasti che non possono lasciarci indifferenti; non ha la furia dell’inverno e l’invadente prepotenza dell’estate, ma la sua malcelata ambiguità, fatta di azzurri e di grigi che si rincorrono senza posa, ci affascina lasciandoci, a seconda dei momenti, sereni o stanchi, lieti o colmi d’infinita nostalgia, audaci o sconfitti.