Di aprile e mutamenti

Come ho scritto altre volte, considero aprile un mese splendido, il paradigma perfetto, la vera essenza della stagione primaverile. Aprile, infatti, non conosce eccessi: è un adolescente ottimista e vivace che si affaccia all’esistenza con entusiasmo e, nello stesso tempo, un po’ di timidezza. Talvolta è impacciato, in qualche caso è capriccioso, emotivamente instabile come si addice alla sua giovinezza; ma la sua collera è di breve durata, i suoi pianti sono intermezzi senza furori. Aprile è mite e giocoso, allegro e ingenuo, generoso e aperto al mondo. E i suoi tanti colori hanno tutta la freschezza e la radiosità di chi è soltanto all’inizio della vita.

Il suo corrispettivo, durante l’autunno, è ottobre, anch’esso avvolto da innumerevoli sfumature, anch’esso dolce e cortese; ma ottobre è aprile ormai diventato maturo, aprile che ha perso per sempre la sua ingenuità e il suo infinito entusiasmo, per trasformarsi in un signore riflessivo e saggio, disincantato eppure sereno.

Questa mattina, quando sono uscita, aprile mi ha riservato una bellissima sorpresa: il parco sotto casa mia era davvero radioso, vibrante di luce nuova. Lo so, il paesaggio è sempre il medesimo, il piccolo parco è semplice e modesto, ma stamattina sembrava brillare al sole, felice di esserci:

Lo scorso 13 marzo, dopo la pioggia, la stessa, identica parte del parco era una fusione d’inverno e di primavera, un abbraccio fra le due stagioni:

Cogliere le difformità prodotte dal mutamento del paesaggio, avvenuto nell’arco di pochi giorni, è sempre emozionante, forse persino commovente. E riandare, con la memoria e le immagini, allo scorso gennaio diventa un’esigenza insopprimibile:

Il volto gentile di settembre

Chi  ama  l’estate  è  felice  della  serenità  che  spesso  accompagna  i  primi  giorni  di  settembre, del  permanere  del  caldo, del  verde  intenso  che  sembra  voler  restare  all’infinito. In  fondo, i  primi  giorni  di  questo  mese  sono  soltanto  un’estate leggermente  smorzata, un  poco  stanca  dopo  tanti  eccessi, forse  pentita  della  sua  arroganza.

Ma  poi, mentre  procede, settembre  a  poco  a  poco  svela  l’inarrestabile  declino  del  sole, della  luce, del  verde  intenso. I  colori  iniziano  a  mutare  adagio, in  maniera  impercettibile; persino  noi  mutiamo, al  principio  quasi  senza  rendercene  conto. E  quando  arriva  la  prima, vera  pioggia – quella  che  dura  quasi  un  giorno  intero, se  non  di  più-, comprendiamo  che  qualcosa  si  è  spezzato, fuori  e  dentro  di  noi. Ma  è  una  benedizione: è  un  dolcissimo  richiamo  alla  serietà  dopo  la  frivolezza, un  richiamo  fatto  con  garbo  perché  settembre  non  sa  offendere, perché  settembre  è  cortese.

Settembre  conserva  qualcosa  della  leggerezza  dell’estate, ma  senza  la  sua  irritante  superficialità. La  spensieratezza  che  sembra  accompagnare  alcune  giornate  di  settembre  non  è  altro  che  il  volto  gentile  di  un  mese  che, per  quanto  possibile,  vuole  rendere  indolore  il  passaggio  a  un’altra  stagione. E  i  suoi  malumori  conservano  sempre  una  grazia  che  riesce  a  renderceli  cari. Anche  quando  la  pioggia  è  fitta  e  il  cielo  scuro  soffre  osservando  i  nostri  dolori.

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(Accumoli, provincia  di  Rieti)

Dolce novembre

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Oggi  è  il  grigio  chiaro  a  dominare, quel  grigio  tipico  dell’inizio  di  novembre. Questo  è  il  mese  in  cui  l’autunno  raggiunge  la  sua  massima  intensità  anche  nelle  sfumature  più  scure  e  nei  suoi  risvolti  più  cupi. Gli  alberi  sono  ancora  colmi  di  foglie, almeno  in  tanti  viali, perché  ottobre  è  cauto  e  dolce, e  non  ha  voluto  mostrare  in  maniera  esplicita  la  morte  della  natura. A  farlo  ci  penserà  novembre, che  non  può  più  permettersi  i  teneri  dubbi  del  mese  precedente.

Eppure, nonostante  tutto, anche  novembre  sa  essere  delicato  e rispettoso: spesso, infatti, alterna  giornate  di  lacrime  e  fango  a  momenti  di  pacata  e  misteriosa  luminosità. E, mentre  le  foglie  cadono  ininterrottamente  senza  più  esitazioni, ci  parla  con  infinita  grazia, ci  racconta  storie  di  un  tempo  lontano  narrandoci  preziose  verità.

 

Ottobre

Inizia  uno  dei  più  bei  mesi  dell’anno. Un  mese  dai  mille  volti, per  certi  aspetti  imprevedibile, dolce  e  aspro  nello  stesso  tempo. Però, al  di  là  delle  tante  sfumature  che  lo  caratterizzano, ottobre  ha  una  profondità  rara  che  non  l’abbandona  mai, neppure  quando  appare  chiaro,  luminoso  e  forse  incline  allo  scherzo.

Ottobre  è  serio  anche  quando  ride, persino  quando  sembra  regalarci  una  nuova  estate. La  sua  non  è  la  serietà  di  novembre, sempre  struggente  nel  suo  delicatissimo  sfacelo, e  neppure  la  serietà  dei  lunghi  mesi  invernali, severi  e  ombrosi  anche  nelle  giornate  di  sole. La  serietà  di  ottobre  è  quella  di  un  amico  generoso  e  sincero, disposto  ad  aiutare  senza  enfasi  e  con  discrezione: è  la  serietà  di  chi  non  impone  ma  invita, di  chi  mostra  il  sentiero  ma  poi  si  fa  da  parte, di  chi  rispetta  e  comprende.

Ottobre  è  l’autunno  lento  che  avvolge  ma  non  opprime, che  sussurra  parole  importanti  senza  pretendere  di  essere  ascoltato, che  ricorda  l’esistenza  di  ombre  senza  però  dimenticare  la  luce. Ottobre  è  saggezza  modesta  e  tranquilla, serenità  nel  dolore, pietà  e  conforto  anche  nell’oscurità   dei  giorni  più  tristi.

Grigio d’estate

A  luglio  il  cielo  grigio  è  una  benedizione. Sarà  che  è  un  grigio  particolare, luminoso  nonostante  tutto. Un  grigio  nel  quale  si  percepisce  una  nota  di  leggerezza, una  sfumatura  di  allegria, forse  un  tono  quasi  scherzoso.

Nessuna  traccia  dell’indecifrabile  malinconia  autunnale, niente  che  faccia presagire  una  lenta  agonia: soltanto  un  breve  intervallo  per  recuperare  le  forze  dopo  giorni  e  giorni  di  caldo  infernale. Tavolta  persino  un  mese  come  questo  sa  essere  generoso.

 

(L’immagine  è  tratta  da: http://pauldeggan.blogspot.com/2011/06/ma-voi-lo-sapete-quanto-e-bella-la.html ).