Il vento ad aprile

Raffiche di vento improvvise, le foglie degli alberi sferzate, un acquazzone violento, la strada allagata. Ma è stata soltanto una parentesi, perché siamo ad aprile, mese dolce, fragile, un po’ infantile, incapace di cattiveria. La burrasca si è placata dopo pochi minuti, e il sole è tornato a invadere il cielo.

Adesso resta il vento, resta il vento a raccontarci che questa meraviglia – quest’abbraccio di colori brillanti e di insicurezze – è ancora qui con noi, anche se per poco. E lo rimpiangeremo, aprile, lo rimpiangeremo per la sua ingenua vitalità, le sue molte fantasie, la sua commovente tenerezza.

Sul tempo


Quando gli impegni si susseguono a ritmo vertiginoso, capita che il tempo scivoli via così in fretta da divorare intere giornate lasciandoci frastornati.
Si guarda allora con lieta meraviglia a certe immagini d’un mondo ormai remoto: qui il tempo sembra trascorrere lentamente, senza sussulti, senza prevaricare. Qui il tempo dispensa doni preziosi: la possibilità di parlare serenamente, di ascoltare e persino di osservare il tramonto.
Qui il tempo non è un nemico astioso contro il quale intraprendere una faticosa battaglia, ma un compagno discreto e affettuoso. Un compagno che rispetta e capisce.

(In foto il dipinto La conversazione sulla terrazza, di Odoardo Borrani)