Nei viali silenziosi

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A  ottobre, la  nebbia  leggera  del  mattino  è  una  lieve  carezza, che  ammorbidisce  l’orizzonte   e  persino  l’esistenza. Gli  alberi  non  sono  ancora  spogli: le  foglie  cadono  lentamente  per  regalarci  il  tempo  di  ammirarle. Nei  viali  silenziosi, passa  una  vita  intera: immagini, frammenti, il  passato, il  presente, l’eternità.

A  ottobre, si  può  vagare  senza  fretta  sotto  gli  alberi  stanchi  e  trovare  infinite  risposte.

La pioggia del mattino

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Mattino: il  rumore  della  pioggia  in  un  sabato  d’aprile; e  portoni  che  sbattono, automobili  che  sfrecciano, la  vita  tutt’intorno come  in  un  giorno  qualsiasi. Ma  è  sabato  e  ci  si  sente  in  vacanza, ci  si  sente  in  diritto  di  essere  più  lenti  e  di  pensare  liberamente. Strano  aprile, questo: prima  un  freddo  quasi  invernale, poi  un  intervallo estivo,  oggi  l’incerta  oscurità  di  un  giorno  di  primavera  imbronciato  ma  sopportabile.

Pomeriggio: il  sole, il  cielo  trasparente, aprile  nonostante  tutto. Mi  manca  la  pioggia  leggera  del  mattino, quel  suo  cantare  sommesso – come  d’amica  fedele, senza  pretese, senza  rancore.

Al sole

Al  sole, senza  fretta, mentre  il  mattino  esulta  nel  suo  splendore  dorato. Inizio  d’estate, albe  luminose, ombre  svanite  nella  gioia  del  mattino.

 

(Nell’immagine  il  dipinto  Colazione  in  terrazza, di  Michele  Tedesco)

Umore d’autunno


Dopo l’insopportabile afa del mattino, il cielo ha deciso di mutare umore e, scuro e inquieto, ci sta finalmente regalando la pioggia, una pioggia calma, fitta e silenziosa, che annuncia l’autunno in maniera sommessa, senza alcuna vanità.

E così, le giornate ebbre di sole se ne stanno andando. Con l’autunno giunge il momento della riflessione, dei pensieri profondi, dei ricordi polverosi e stanchi. L’autunno non è mai fatuo, superficiale e inconsistente; e chi non teme la propria interiorità sa amarlo senza riserve.

Gli anni


Il sole del mattino lungo le strade addormentate, la luce malata, l’autunno sfolgorante, i passi rapidi, le immagini che si susseguono nella mente, passato e presente aggrovigliati. Ma un nodo si è sciolto: quel che contava tanto ora non conta più.
Benedetto il gelo, benedetta la consapevolezza, benedetti gli anni che passano.

È la nebbia


È la nebbia il conforto del mattino, la nebbia silenziosa e bianca, la nebbia su volti spenti e monotoni pensieri e inevitabili sospiri.
È la nebbia il conforto del cammino, la nebbia silenziosa e amica, la nebbia su segreti preziosi e insopportabili ricordi e inesorabili sospiri.

È la nebbia ed è l’autunno ed è il destino; è la nebbia ed è l’immenso ed è il mattino.

Volto d’ottobre


Ha il volto triste e un po’ severo. Oggi è arrivato così, grigio e forse irritato, a ricordarci la sua eterna, affascinante ambiguità.

Ottobre è profondo, complicato, dolce e aspro nello stesso tempo. È un viale silenzioso percorso dal vento, una panchina solitaria in un angolo remoto, uno scrigno di ricordi che non vogliono svanire. Ottobre è uno sguardo interminabile attraverso una finestra chiusa, un sussurro che si perde oltre la nebbia del mattino, un gesto di pietà per cancellare i tanti affanni.

Restano, tra le foglie, i segreti e il tempo trascorso e il coraggio che non viene meno.

La tregua del silenzio


Nessuna voce stonata a spezzare la tregua del silenzio: è una mattina di primavera serena come poche.
Il silenzio è necessario, è un amico insostituibile, è un ponte che consente di oltrepassare gli inutili clamori del mondo per incontrare se stessi e ascoltarsi. Il silenzio è una carezza, come la brezza leggera di giornate tiepide e azzurre; il silenzio è uno scrigno dorato che cela preziose verità.
Se poi il silenzio arriva in un mattino di maggio, con gli alberi quieti a guardarci passare e i fiori a sorriderci, diventa un dono che sa d’infinito.