Le prime margherite

Scoprire d’improvviso qualche margherita, quando febbraio è soltanto all’inizio, suscita stupore, infantile meraviglia. Ma la giornata è tiepida, quasi un preludio della stagione che verrà, e le margherite fanno parte dell’insieme, di questo inatteso messaggio primaverile.

Probabilmente tornerà il gelo invernale, e febbraio precipiterà di nuovo fra le braccia del grigio e del marrone intenso; ma intanto apprezziamo questo delicato intervallo di quiete.

Di marzo e settembre

primavera11

Mi  accorgo  di  aver  scritto  poco  ma  la  ‘colpa’  è  di  febbraio, che  mi  annoia  e  non  mi  ispira. Però  non  mi  piace  restare  inattiva  e  dunque  mi  rimetto  al  lavoro.

Si  avvicina  marzo, mese  controverso  e  ambiguo  come  tutti  i  momenti  di  passaggio. Per  analogia, il  pensiero  corre  subito  a  settembre, che  ci  conduce  da  una  stagione  forte  e  prepotente  come  l’estate  a  un  periodo  delicato  e  struggente  come  l’autunno; marzo  ci  trasporta  invece  dall’implacabile  durezza  dell’inverno  alla  frenetica  e  instabile  gioia  della  primavera. Eppure, settembre  e  marzo  sono  realtà  differenti, che  hanno  ben  poco  in  comune. In  genere, settembre  è  più  mite  e  più  dolce  rispetto  a  marzo: molti  sono  i  giorni  ancora  pieni  di  sole, nonostante  i  primi  segni  di  declino, e  le  piogge  tendono  a  essere  pacate, quasi  a  volerci  accompagnare  con  misurato  garbo  ed  eleganza  verso  la  nuova  stagione.

Marzo, invece, spesso  non  si  preoccupa  di  esibire  belle  maniere: a  volte  si  trascina  per  giorni  e  giorni  in  un  vortice  di  grigio  e  di  freddo  che  sembra  senza  speranza; altre  volte, invece, decide  di  gettarci  addosso  d’improvviso  l’azzurro  e  il  verde  della  primavera  per  poi  precipitare  nuovamente  in  giorni  di  noia  e  di  piatta  oscurità. Tutto  dipende  dal  suo  mutevole  umore, insomma. Adolescente  vitale  e  un  po’  viziato, marzo  non  ha  la  maturità  di  settembre, ma  ci  affascina  ugualmente  per  la  sua  infantile  irruenza  e  per  quell’instancabile  ricerca  di  identità  che  sembra  spesso  risolversi  in  un  completo  fallimento. Quando  però  ci  regala  distese  di  margherite  e  di  viole  sui  prati, tendiamo  a  perdonargli  alcuni  eccessi. Proprio  come  si  perdonano  a  un  ragazzino  che  si  affaccia  ansioso  all’esistenza  senza  averne  compreso  ancora  l’enigmatica  complessità.

E  a  voi  piace  il  mese  di  marzo? Vi  affascina  o  lo  considerate  insignificante?