Quando non esistevano

Quando non esistevano gli smartphone e l’adsl, le comunicazioni erano più lente e perciò i rapporti interpersonali suscitavano alcune emozioni forse sconosciute agli adolescenti di oggi. Incontrarsi con amiche e amici, darsi appuntamenti, rendersi rintracciabili erano tutte operazioni che avvenivano senza l’eterna presenza di cellulari, whatsapp e simili. Esisteva un’intensa vita di relazione, declinata in forme differenti rispetto al presente.

Ad esempio, non c’era l’opportunità di scattare fotografie in ogni secondo della propria esistenza e di postarle, a qualsiasi ora del giorno e della notte, su Instagram o Faccialibro. E forse è quasi superfluo aggiungere che non si perdeva tempo a fotografare infinite immagini di cibi e bevande – pizzette, calici di vino, piattini di pesce e alimenti vari. Non si sprecavano i limitati scatti delle vecchie pellicole per cose di questo genere: le fotografie, infatti, erano oggetti un po’ preziosi, proprio perché non immediatamente fruibili, e guardarle in compagnia costituiva un piccolo avvenimento. Il dato interessante è che non stiamo parlando di molti anni fa.

Ecco, qualche volta è bello e fonte di calde emozioni non poter avere tutto e subito.

Speranze a primavera

Aria  di  primavera, oggi: dopo  tanto  grigio, il  primo  vero  sole  che  annuncia  la  nuova  stagione. E  tanta  luce  dalle  finestre – viva, senza  incertezze  ma  anche  senza  arroganza. È  la  luminosità  di  primavera, che  parla  di  freschezza, di  gioia  ritrovata  e  d’incontenibile  vivacità.

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Ed  è  così  che  ci  piace  immaginarla: radiosa, brillante, colma  di  promesse. Promesse  a  volte  ingenue, a  volte  impossibili  da  mantenere, ma  sempre  affascinanti  perché  hanno  il  pregio  di  stimolare  la  fantasia.

La  primavera  è  un  invito, l’invito  a  vivere, a  uscire, a  lasciarsi  andare, a  esplorare  il  mondo, a  ricominciare. Per  certi  versi  è  frivola,  ma  senza  cattiveria: è  un  richiamo  alla  leggerezza, indispensabile  dopo  l’avvolgente, enigmatica  introspezione  dell’autunno  e  l’austero  isolamento  dell’inverno.

Intanto, speriamo  che  i  suoi  bei  colori  non  svaniscano  troppo  presto.

A fine maggio

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A  fine  maggio, il  pensiero  dell’estate  diventa  inevitabile, quasi  istintivo. Ed  è   per  me   un  pensiero  attraversato  dalla  sfolgorante  bellezza  del  cielo  terso  e  del  sole  ininterrotto  sui  prati, in  collina  e  in  montagna,  in  un  tempo  molto  lontano. Il  tempo  di  un’altra  me  stessa, forse  persino  di  un’altra  persona, perché  l’esistenza  è  incessante  fluire, trasformazione  senza  posa.

L’estate  della  memoria  e  del  sogno  a  occhi  aperti  è  l’estate  della   leggerezza, delle  risate  costanti, del  disimpegno, dell’arrendersi  alla  vita  come  semplice  adesione  al  trascorrere  lento  dei  minuti, senza  pretendere  nient’altro  che  il  presente, senza  sapere  nulla, ignorando  ogni  complicazione. L’estate  che  non  c’è, l’estate  che  non  può  essere.

Ricordo  giorni  in  cui  i  campi  sembravano  senza   fine, e  l’orizzonte  aveva  l’invisibile  consistenza  di  una  speranza  fondata  sull’irrazionale. La  speranza  di  altri  campi, altri  cieli  sereni, altri  fiori. Più  che  una  realtà, l’estate  era  allora  una  fantasia, immaginaria  costruzione  di  una  mente  alla  ricerca  di  cose, persone  e  significati.

Adesso  sento   il  rumore  dei  tuoni: sta  per  arrivare  un  temporale, un  temporale  di  tarda  primavera. Si  avverte  un  senso  d’intimità, il  desiderio  di  chiudersi  in  una  stanza, di  tacere, di  ascoltare  l’arrivo  della  pioggia.  In  attesa  dell’estate  che  verrà.

L’età diversa

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Talvolta  si  oscilla  fra  due  poli  opposti: il  desiderio  di  una  quiete  priva  d’increspature  e  il  sogno  di  un’estate  piena  di  voci  e  di  eccessi.  Ma  in  fondo, a  ben  guardare, non  ha  importanza,  perché  non  è  questo  il  fatto  decisivo. Ciò  che  davvero  conta, quello  che  fa  la  differenza, è  il  definitivo  tramonto  della  leggerezza  e  dei  sogni  di  un’età  diversa, svanita  nell’incessante  trascorrere  del  tempo.

Quelle parole

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Sospinte dal vento, leggere e silenziose arriveranno lontano. Qualcuno le ascolterà dentro di sé e ne resterà turbato: sarà un’intensa emozione, una timida carezza nell’anima, un sospiro lieve nelle stanze vuote.
Sarà un giorno dipinto di verde e d’azzurro, perché quelle parole lo colpiranno al cuore.