Passeggiata a Pasquetta

Cosa si può fare a Pasquetta, quando il sole splende in cielo e la primavera dispiega tutti i suoi freschi colori? Nonostante la monotona zona rossa e il freddo quasi invernale, non si può rinunciare a uscire. Sì, bisogna farlo vicino a casa, e così ho passeggiato in due parchi del mio quartiere.

Il primo è il mio preferito: ufficialmente si chiama Bonvi Park o parco Amendola Nord, ma io continuo a chiamarlo come facevo durante l’infanzia e l’adolescenza, cioè parco vecchio o parco di via Sassi, perché lo raggiungo percorrendo proprio questa via. Come ho detto, è il mio preferito perché è un sano parco all’antica, dall’aspetto vagamente selvaggio, pieno di grandi alberi, di panchine e tavoli di legno in posti strategici, ossia all’ombra, e di sentieri. Cosa c’è di tanto particolare in tutto ciò? Be’, non tutti i parchi sono così in questa città; al contrario, ve ne sono alcuni con pochi alberi, anche bruttini e spelacchiati, e molte panchine sotto al sole, ottime durante l’estate per farsi cuocere il cervello. Mi chiedo spesso chi sia stato il genio ad averli progettati così, ma tralasciamo questo discorso e concentriamoci sul parco Amendola Nord. Questa è l’entrata da via Sassi, col piccolo lago:

E adesso passeggiamo lungo qualche sentiero:

Adesso usciamo su viale Amendola, una delle strade più trafficate della città, un’autentica sciagura:

Ma basta attraversare il viale e ci troviamo subito al parco Amendola Sud. Questo parco è molto più giovane rispetto al precedente: non ricordo quando fu realizzato, ma ricordo con certezza che, non appena lo vidi la prima volta, rimasi molto delusa. Pur essendo molto grande e avendo due laghi, infatti, ha il difetto di avere troppe collinette senza alberi; in più, ci sono parecchi sedili ridicoli, rotondi e di cemento, scomodissimi ma gabellati per grandi novità, e spesso posti lontano dagli alberi. Però è un parco molto frequentato e ciò non mi stupisce, anche perché ci sono alcuni bar e i due laghi attirano chi ama pescare. Stamattina il parco era pieno di persone di tutte le età, compresi parecchi baldi umarells in riva ai laghi, intenti a socializzare e a parlare di pesci. Qualche foto:

Dopo aver attraversato tutto il parco, usciamo su via Panni. Qui passa la ferrovia lungo la quale viaggia Gigetto, il trenino che collega Modena a Sassuolo e che è fonte di rabbia per molti cittadini, che detestano doversi fermare ai passaggi a livello. Dalla foto s’intuisce che siamo quasi in campagna:

Da qui si possono intravedere le colline in lontananza:

Proseguendo lungo via Panni, si può svoltare a sinistra e poi camminare fino alla chiesa di Saliceta san Giuliano, in aperta campagna; ma oggi non ho osato farlo perché mi sarei allontanata troppo da casa.

Da via Panni torniamo indietro, ripercorriamo il parco Amendola Sud e poi usciamo sul viale per tornare finalmente al mio amato parco Amendola Nord. Eccolo di nuovo:

Sentieri che assomigliano a stradine di campagna, erba un po’ alta, fiori: questo è per me un vero parco.

E adesso torniamo a casa, a rinchiuderci nella solita tana. Con grande gioia, sulla via del ritorno ho incontrato Mia, una splendida gattona che vive vicino al mio palazzo e che è la cocca di tutta la strada. Grassa, molto socievole, chiacchierona – miagola spesso e corre incontro a tutti -, Mia è una vera delizia per gli occhi:

Evasione

montagna  estate

In  queste  giornate  afose, la  città  diventa  uno  squallido  caos  di  grigio  e  di  odori  molesti, uno  spazio  ostile  e  monotono, una  prigione  malsana  da  cui  evadere. E  allora  si  sogna: montagne, prati, fiori, laghi, spazi  immersi  nel  silenzio  e  percorsi  da  un  vento  leggero, complice  di  lunghi  riposi  pomeridiani, di  riflessioni  calme, di  conversazioni  intelligenti, di  amore  per  il  presente. E  tutto  senza  turbamenti.

C’è  un’infinita  dignità, un’aristocratica  bellezza  senza  tempo  nelle  montagne  accarezzate  dal  sole  di  luglio.