In casa, a leggere

L’isolamento forzato, dovuto al Coronavirus, può essere un’ottima occasione per leggere. Leggere buoni romanzi, ad esempio, perché, grazie a essi, si possono imparare innumerevoli cose sugli uomini, sulle donne e sull’esistenza. I bei romanzi, proprio perché scritti bene, hanno in sé lo straordinario potere di elevarci intellettualmente e moralmente; e allora sono occasioni da non lasciarsi sfuggire.

Ubriacarsi di notte in un pub no, non ci eleva da nessun punto di vista; al contrario, ci degrada al rango di bestie. Leggere, invece, sì, leggere fa sempre la differenza: significa imparare a parlare, a scrivere, a riflettere, a guardare il mondo e le persone con occhi nuovi, a porsi problemi, a inventare soluzioni. E significa non sentirsi mai soli, perché leggere implica aprire un dialogo con scrittori e scrittrici, creare con loro una relazione salda.

E poi i bei libri non ci tradiscono mai. Sono sempre lì, a nostra disposizione, pronti a farci compagnia in ogni momento, eternamente fedeli.

Scrivere


Non è facile. Richiede concentrazione, impegno, isolamento, pazienza, sforzo, riflessione. A volte comporta anche frustrazione, perché il risultato finale non è quello desiderato. Eppure, per amore, si fa.

Mai come in questo caso è vero che l’amore vince su tutto. Quando si ha questa passione nel sangue, quando la si avverte dentro di sé in maniera prepotente, si supera qualsiasi ostacolo, qualsiasi fatica, qualsiasi dolore. Per alcuni scrivere è una necessità vitale, come l’aria che si respira e senza la quale sarebbe impossibile andare avanti.

Per alcuni, i fogli bianchi sono sempre un invito al quale è difficile sottrarsi. Trovarli poi d’improvviso, dimenticati in qualche cassetto impolverato e aperto per errore, è un regalo emozionante, quasi un segno del destino: è come se quei fogli avessero atteso a lungo, celandosi volentieri allo sguardo superficiale del mondo, solo per offrirsi a chi li ama davvero.

(In foto il dipinto Bambina che scrive, di Telemaco Signorini)