Benvenuto settembre

Ogni anno l’inizio di settembre è una svolta, una metamorfosi emozionante, un mutamento necessario. Nonostante il sole e le temperature estive, infatti, il principio di settembre è un passaggio, è quella curva della strada oltre la quale incontreremo, a poco a poco, nuovi colori, nuove atmosfere, nuovi sentimenti. E alcune incognite.

Nei momenti di passaggio sono inevitabili bilanci e progetti, ansie e sogni a occhi aperti, entusiasmo e malinconia. Chi ama l’autunno pregusta ciò che sarà e si augura che la nuova stagione sia generosa, ricca di tutti quei doni che la rendono unica, che la fanno risplendere nell’interiorità di chi sa comprenderla e amarla. Perché l’autunno è uno stile di vita, un modo di essere nel mondo, una consapevolezza, un guardare sempre oltre.

Buon inizio di settembre a chiunque passi su questo blog.

Un caro ricordo

Negli ultimi dieci giorni, sono stata trascinata in un vortice di impegni improvvisi, scadenze e contrattempi che mi hanno impedito di scrivere sul blog. Ma oggi ricomincio con gioia, perché non mi piace trascurare questa povera creatura.

La giornata è bellissima, luminosa ma assai fredda. L’inverno ha cancellato ogni traccia della dolcezza autunnale, che ormai si è trasformata in un caro ricordo, una struggente memoria da rivivere nel prezioso scrigno dell’interiorità. Ed è una memoria che riscalda ogni pensiero e che si fonde con altri ricordi, creando nuovi spazi, indicando nuovi sentieri, lasciando emergere la parte migliore di se stessi, compressa dai rigidi schemi del vivere quotidiano.

Foglie, fango e pioggia

meteo-e-proprio-autunno-nuvole-pioggia-e-primi-freddi-per-tutto-il-weekend_4010db14-6915-11e5-a376-1cafd3749e80_998_397_big_story_detail

Oggi  è  una  splendida, grigia, malinconica  giornata  di  ottobre. La  pioggia  ininterrotta, i  colori  spenti  e  i  lunghi  intervalli  nei  quali  il  silenzio  regna  indisturbato  sono  uno  dei volti  più  belli  e  indecifrabili  dell’autunno. E  il  silenzio, austero  ma  non  opprimente, si  fa  discorso  quando, cedendo  a  un  impulso  momentaneo, ci  si  ferma  e  ci  si  pone  in  ascolto. Così, finalmente  è  la  voce  interiore  a  parlare, mentre  le  foglie, il fango, la  pioggia – un  abbraccio  di  toni  cupi  indistinguibili – sembrano  entrare  dentro  di  noi  e  suggerirci  nuovi  percorsi. Oppure  risolvere  ciò  che  è  rimasto  sospeso.

 

Verso le feste

411986_Autumn_Park_Trees_1920x1200_(www.GdeFon.ru)

Oggi, 8  dicembre, oltre  al  tradizionale  rito  della  preparazione  dei  miei  alberi  di  Natale  e  dei  tanti  addobbi  destinati  a  colorare  le  feste, ho  rinnovato  anche  il  rito  che  coinvolge  ogni  anno  questo  blog, vestendolo  con  immagini  adeguate  al  periodo. Per  me  è  sempre  un  dispiacere  doverlo  spogliare  dei  colori  autunnali  che  lo  accompagnano  da  settembre  alla  fine  di  novembre, e,  quando  devo  farlo,  ciò  avviene  sempre  a  malincuore. Ma, essendo  ormai  entrati  nel  periodo festivo  per  eccellenza, non  voglio  soffermarmi  troppo  su  argomenti  malinconici – e  per  me  dover  salutare  l’autunno  è  sempre  fonte  di  malinconia.

Dicembre  è  un  mese  convulso, un  mese  nel  quale  sembra  di  non  dover  mai  trovare  pace: mille  impegni, mille  incombenze  e  un  muoversi  continuo  e  spesso  insensato. Ma  ho  deciso  che, nei  limiti  del  possibile  e  se  le  circostanze  lo  permetteranno, cercherò  di  considerarlo  un  mese  come  gli  altri, solo  con  qualche  cena  e  pranzo  un  po’  più  impegnativi.

Di  questo  periodo  mi  piacciono  i  pomeriggi  molto  brevi, col  sole  che  tramonta  alle  16:36. Veder  calare  la  sera  in  fretta, magari  dopo  una  giornata  particolarmente  grigia, è  un  precipitare  maestoso  negli  abissi  dell’interiorità: una  prova  che  richiede  coraggio, determinazione, capacità  di  pensiero  e  di  ascolto. Ma  è  una  prova  indispensabile  in  attesa  della  luce.

Umore d’autunno


Dopo l’insopportabile afa del mattino, il cielo ha deciso di mutare umore e, scuro e inquieto, ci sta finalmente regalando la pioggia, una pioggia calma, fitta e silenziosa, che annuncia l’autunno in maniera sommessa, senza alcuna vanità.

E così, le giornate ebbre di sole se ne stanno andando. Con l’autunno giunge il momento della riflessione, dei pensieri profondi, dei ricordi polverosi e stanchi. L’autunno non è mai fatuo, superficiale e inconsistente; e chi non teme la propria interiorità sa amarlo senza riserve.

Associazioni mentali


Sono stati e sono ancora moltissimi gli studenti italiani che detestano il povero Alessandro Manzoni a causa del romanzo I promessi sposi. Ricordo che io, invece, fin dalle scuole medie fui molto colpita dal personaggio dell’Innominato e, soprattutto, dalla descrizione della famosa notte della sua conversione. Sono sempre stata attratta dalle figure complesse sotto il profilo psicologico e l’interiorità dell’Innominato, uomo malvagio che giunge alla completa redenzione dopo una profonda sofferenza, è descritta da Manzoni con una maestria tale da renderla, per me, indimenticabile.

Questa sera, un’associazione mentale rapida e improvvisa mi ha indotta a pensare all’opera manzoniana e, subito dopo, all’Innominato. Tutto ha avuto inizio dal ricordo di N., un ragazzo che conobbi molti anni fa. Durante una delle nostre ormai mitiche liti – ebbene sì, fu un rapporto assai burrascoso – una copia dei Promessi sposi, incolpevole e immobile spettatrice dell’ira di quei momenti scomposti, volò. Che significa? Che uno di noi due la lanciò.

Dunque, ricapitolando: N., lite, lancio del romanzo I promessi sposi e Innominato. Questa è l’associazione mentale che mi ha trasportata verso la splendida figura manzoniana, a dimostrazione del fatto che persino un litigio può assumere, attraverso tortuose vie, interessanti risvolti culturali. 😀

Immagino che alcuni lettori – specialmente alcune lettrici – vorrebbero forse ora conoscere qualche dettaglio in più a proposito di questo misterioso N. Sorge allora l’inevitabile dilemma: parlo o non parlo? Mhm…Mettiamola così: un luogo comune estremamente popolare c’insegna che il primo amore non si scorda mai. Naturalmente non è per tutti vero; però nel mio caso lo è.

Sfumature


Non è un esercizio da poco. Non è semplice farlo e ad alcuni può sembrare ozioso. Invece è fondamentale. Conoscere a fondo la propria interiorità, ossia i propri più intimi bisogni e desideri, è necessario per evitare di compiere scelte dettate soltanto dalla volontà di conformarsi alle regole che l’ambiente in cui viviamo c’impone.

Conoscere la propria interiorità, cioè la propria autenticità, è indispensabile se si vuole essere individui davvero liberi. Condizione fondamentale per esercitare la libertà, infatti, è la conoscenza, ossia la consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si fa: nessuna nostra scelta è davvero libera se non è dettata dalla piena conoscenza di quello che davvero desideriamo; una scelta non è libera se è soltanto frutto d’un asservimento alle pressioni sociali, ai desideri dei propri familiari o alla volontà di apparire come tutti gli altri.

Quando ci si costringe a compiere azioni o a prendere decisioni importanti sulla base di un piatto conformismo, si decreta la morte di una parte di sé, ci si ritrova a vivere in una dimensione inautentica e si rischiano infelicità, nevrosi e frustrazioni. Oltre a ciò, si rischia anche di provocare dolore ad altri.

La confusione interiore non appartiene a pochi, ma è condizione più frequente di quanto s’immagini. È un po’ come trovarsi di fronte a un paesaggio autunnale, del quale non si vogliono o non si possono cogliere le tante sfumature. Ma purtroppo non si può afferrare l’essenza d’un paesaggio autunnale se si eludono le sue sfumature.
Le sfumature della nostra interiorità sono altrettanto importanti perché, soltanto conoscendole in pieno e senza temerle, si possono compiere, nel tortuoso cammino dell’esistenza, scelte giuste. Giuste per noi.