Associazioni mentali


Sono stati e sono ancora moltissimi gli studenti italiani che detestano il povero Alessandro Manzoni a causa del romanzo I promessi sposi. Ricordo che io, invece, fin dalle scuole medie fui molto colpita dal personaggio dell’Innominato e, soprattutto, dalla descrizione della famosa notte della sua conversione. Sono sempre stata attratta dalle figure complesse sotto il profilo psicologico e l’interiorità dell’Innominato, uomo malvagio che giunge alla completa redenzione dopo una profonda sofferenza, è descritta da Manzoni con una maestria tale da renderla, per me, indimenticabile.

Questa sera, un’associazione mentale rapida e improvvisa mi ha indotta a pensare all’opera manzoniana e, subito dopo, all’Innominato. Tutto ha avuto inizio dal ricordo di N., un ragazzo che conobbi molti anni fa. Durante una delle nostre ormai mitiche liti – ebbene sì, fu un rapporto assai burrascoso – una copia dei Promessi sposi, incolpevole e immobile spettatrice dell’ira di quei momenti scomposti, volò. Che significa? Che uno di noi due la lanciò.

Dunque, ricapitolando: N., lite, lancio del romanzo I promessi sposi e Innominato. Questa è l’associazione mentale che mi ha trasportata verso la splendida figura manzoniana, a dimostrazione del fatto che persino un litigio può assumere, attraverso tortuose vie, interessanti risvolti culturali. 😀

Immagino che alcuni lettori – specialmente alcune lettrici – vorrebbero forse ora conoscere qualche dettaglio in più a proposito di questo misterioso N. Sorge allora l’inevitabile dilemma: parlo o non parlo? Mhm…Mettiamola così: un luogo comune estremamente popolare c’insegna che il primo amore non si scorda mai. Naturalmente non è per tutti vero; però nel mio caso lo è.