Estate, confronti e mutamenti

L’estate è davvero qui, con tutta se stessa. Oggi è una domenica di luce e splendore ovunque, senza sfumature, senza titubanze, senza misteri – nulla bisogna indovinare. I mesi sono passati e questo percorso ha lasciato tracce che ho fermato nel tentativo di cristallizzare il tempo, nell’illusione di dominarlo almeno un poco. I confronti sono allora inevitabili, sono la forma materiale e concreta di questo incessante divenire.

Lo scorso gennaio – il freddo, il fango, la desolazione dell’inverno:

Lo scorso aprile – la dolcezza, la grazia, la benevolenza della primavera:

Oggi, giugno, estate – il trionfo della luce:

Lo stesso sentiero, lo stesso insignificante, minuscolo angolo di mondo trasformato dall’incedere delle stagioni.

E ora, di pomeriggio, sono avvolta dal silenzio, il silenzio profondo delle domeniche estive, una pausa salutare cui mancano la sobria solennità delle domeniche d’inverno e la misteriosa quiete di quelle autunnali.

Ma questo è soltanto l’inizio, perché l’estate è un cammino e una strana incognita. Come sempre avviene quando si apre un nuovo ciclo, ci si sente travolti da un confuso intreccio di speranze e diffidenze, come fosse un enigma irrisolvibile, un groviglio informe. L’estate resterà qui per circa tre mesi, che sono pochi, eppure sembrano un’eternità – doverli attraversare tutti e comprendere e tollerare.

Alla fine diventeremo altro, ciò che ora non immaginiamo – e davvero, davvero sarà una stagione per ricominciare.

Il problema dell’inizio

Il lunedì è soltanto un giorno, proprio come tutti gli altri. Però gli è toccato in sorte l’arduo compito di rappresentare un inizio, di rivestire i panni di colui che dà origine all’intera settimana. E allora s’affollano pensieri, prendono forma progetti, s’insinuano speranze, affiorano turbamenti. Non sappiamo ciò che ci attende, forse soltanto un’intera settimana di gesti banali, lo sprofondare nella solita routine e basta; oppure, se le fitte cause sconosciute che compongono il nostro divenire si mescolano nel modo giusto – giusto per noi -, ci aspetta qualche novità, magari una di quelle che scaldano il cuore.

Riprendere il cammino

L’anno comincia così, fra incognite e un prima e un dopo, almeno nel nostro confuso immaginario. Si è disorientati – come uno sconquasso; occorre riprendere il cammino, stabilire priorità, riaversi dal tempo sospeso delle feste, ritornare sul solito sentiero dopo le svolte improvvise e le tante deviazioni.

E poi correre incontro all’inverno, lasciarsi avvolgere senza timori dal suo mantello cupo ma protettivo, e preparare ciò che verrà. Ci si ritrae adagio, con garbo, per rendere possibile il domani.

E sarà

237058_les_-derevya_-osen_-zakat_-polyana_-lavochka__1920x1200_(www.GdeFon.ru)

Oggi  è  stata  la  prima, vera  giornata  autunnale: un  autunno  appena  accennato, molto  schivo, silenzioso, cauto  come  soltanto  lui  sa  essere.  Cielo  grigio, pioggia  sottile, aria  fresca: niente  più  di  questo.

E  allora  sarà  un  declinare  lento  e  pensoso, sarà  uno  sprofondare,  a  poco  a  poco  e  senza  asprezze, nell’insondabile  oscurità  dell’inverno. Saranno  la  fine  e  l’inizio, sarà  un  coinvolgimento  appassionato  e  morboso, saranno  parole  che  non  ho  mai  detto.

 

Verso l’autunno

foto_autunno_323
Si sta avvicinando lentamente e senza clamore, almeno per ora. L’inizio dell’autunno è uno dei periodi più magici dell’anno, con le giornate che si accorciano, le ombre che diventano sempre più intense, il sole che perde a poco a poco il suo furioso livore.
L’inizio dell’autunno è dolcezza che s’insinua in ogni parte della nostra esistenza. Ci regala una strana serenità, avvolta dal calore di pensieri troppo intimi per essere rivelati al mondo.