Fango sotto la neve


È un gran privilegio riuscire a vedere oltre, riuscire a scorgere l’inganno celato dietro parole apparentemente concilianti, e il desiderio di attaccare nascosto dal finto velluto di toni tranquilli e sottomessi.
L’avversario ha il torto di ritenersi molto scaltro, tanto da non rendersi conto che a fronteggiarlo è una donna che sa leggere bene nelle fitte pieghe dei suoi pensieri contorti, del suo continuo attribuire agli altri le sue paure, le sue invidie patologiche, i suoi molti complessi, i suoi mostri interiori. Non si è neppure accorto di aver lasciato troppi indizi, piccolissime tracce che non ha saputo nascondere a causa del furore irrazionale da cui era agitato. Ma sono tracce che rivelano molto del suo reale stato interiore e dei suoi piani.

Il sentiero appare bello, un incanto di bianco che sembra invitare a una lenta passeggiata. Ma sotto nasconde fango limaccioso, e sopra alcune orme fanno capire che non è intatto.

Un virus pericoloso

Si chiama “Digital Protection” ed è un falso anti-virus. Compare improvvisamente con una finestra in cui finge di avvisare che il pc è in pericolo, che qualcuno ci sta rubando dati e altre amenità. Poi si installa da solo e ogni minuto apre una finestra per ripetere i finti allarmi e per chiedere di sottoscrivere un abbonamento. Intanto il sistema comincia a rallentare, le pagine aperte col browser si chiudono d’improvviso e le funzioni del pc vengono compromesse.

Mi è successo due giorni fa. Non sono caduta nella trappola, nel senso che ho capito immediatamente che si trattava di un virus e ho subito cercato di rimuoverlo. Ma non c’è stato niente da fare. Ieri pomeriggio il pc è morto e oggi ho dovuto portarlo dal tecnico. Per fortuna si tratta di una persona efficiente: alle 18 avevo il processore nuovamente in funzione e adesso sto scrivendo sul blog. 🙂

Fare e far figurare quel che si fa


Baltasar Gracián y Morales (1601-1658), gesuita e fine scrittore, nel suo Oracolo manuale offre ai lettori trecento massime o aforismi, consigli molto utili per la vita sociale. Con le sue massime Gracián tratteggia la figura di un perfetto uomo di corte. Ne riporto una con il commento dell’autore.

Fare e far figurare quel che si fa
Le cose non vengono tenute in conto per quel che sono, ma per quel che appaiono. Valere e saper mostrare che si vale, significa valer due volte: ciò che non si vede, è come se non ci fosse. La ragione stessa non è venerata come dovrebbe, là dove non si mostra per quel che è. Son molti di più gli ingannati che non gli accorti; l’inganno prevale su tutto e le cose si giudicano dal di fuori; vi son cose che in sé son ben diverse da quel che sembrano. La buona esteriorità è la miglior raccomandazione dell’interiore perfezione.

(L’immagine è tratta da: http://www.poetyca.it)