Sulle rose

bouquet rose

Ci  piacciono  sempre, in  ogni  modo: superbe  e  maestose  nei  giardini  di  maggio  accarezzati  dal  sole  mite  e  compiacente; oppure, raccolte  in  vasi  di  porcellana, sensuali  ed  enigmatiche  accanto  a  finestre  attraversate  dalla  luce  del  tramonto.

E  le  amiamo  anche  umide  di  pioggia,  straziate  dal  vento  improvviso  di  giornate  furiose  o  durante  l’agonia  di  petali  sfioriti  e  stanchi. Le  amiamo  nel  loro  splendore  e  nella  loro  decadenza, inebriati  da  quell’incanto  di  profumi, colori  e  forme  che  rimandano  all’Altrove. Troppo  belle  per  appartenere  a  questo  mondo,  le  rose  sanno  d’infinito, di  eterno  – e  insondabile  mistero.

Ma è primavera

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Piove  ininterrottamente  ed  è  perfetta  serenità. Piove  ininterrottamente  e  ogni  singola  goccia  è  gioia, canto  armonioso, sussurro  privo  di  amarezza. Talvolta  la  quiete  arriva  d’improvviso, in  un  giorno  qualsiasi, come  d’incanto  inaspettato. Arriva  furtiva, s’insinua  con  pacatezza, trasforma  il  cielo  triste  in  un  compagno  affettuoso  e  comprensivo.

Piove  ininterrottamente, ma  è  primavera.

Di nebbia e d’incanto


Con il trascorrere del tempo cambiano molte cose. In passato, non avrei mai pensato che sarei arrivata ad apprezzare persino la nebbia. Ma forse il verbo “apprezzare” è eccessivo. In realtà continuo a ritenerla antipatica e deprimente; tuttavia in alcuni casi la considero affascinante, come quando, leggera e forse timida, accompagna certe mattine d’ottobre fredde e senza pioggia, regalando all’autunno un’atmosfera rarefatta e quasi magica.

Poi c’è la nebbia fitta e opprimente di alcune giornate di novembre scure, squallide e quasi disperate. Sono giornate impossibili da amare perché suscitano pensieri malinconici e spenti, cancellando senza pietà le tinte pastello di certe profonde emozioni.
Eppure, quando cala la sera e si è tanto fortunati da avere un riparo, intravedere a fatica i lampioni, accesi lungo le strade nere, è un incanto che sa di tenebre chiamate a proteggere i ricordi.

Dolci e fantasie


L’ho trovata per caso navigando su internet e me ne sono innamorata. Questa torta si chiama Maria Antonietta ed è stata creata da Camilla Rossi.

Quando vedo torte simili a questa, regredisco di colpo all’infanzia e comincio a nutrire fantasie un po’ stravaganti: ad esempio, mi piacerebbe affondare le mani nell’impasto morbido per sporcarmele tutte, senza alcun ritegno. Poi, però, penso che sarebbe bello lasciare questa meraviglia intatta, così com’è, vero incanto per gli occhi e per l’immaginazione. Ma ci si può limitare a guardarla senza assaporarne neppure una briciola? 8)

A parte queste vane speculazioni, dovute anche al caldo afosissimo – oggi il termometro ha toccato i 41 gradi e ormai io straparlo- l’immagine m’infonde allegria e perciò ben venga!

La grazia


La grazia è un incanto discreto che sfugge agli occhi del mondo. È un calmo sorriso accennato al tramonto, è uno sguardo che parla d’emozioni remote, è una mano protesa a raccogliere un fiore.
La grazia è un incanto discreto che passa fra nuvole stanche.

(Nell’immagine il dipinto Paesana toscana, di Cristiano Banti)

Festa e fantasia


C’è il trenino instancabile che percorre le vie del centro con meticolosa regolarità e ci sono i mercatini: niente di spettacolare, ma senz’altro sufficiente a regalare un po’ di colore al mese di dicembre.
Abitare in centro storico, in una di queste case tutte attaccate le une alle altre, è un privilegio nel periodo natalizio perché, nonostante il clima rigidissimo e le giornate brevi, non ci si sente mai soli: basta guardare attraverso i vetri d’una finestra per vedere luci e persone e negozi aperti.

L’immagine che apre questo post mostra però una realtà del tutto differente: un incanto sospeso in una dimensione senza tempo, un sogno e una fantasia segreta. La casa splende di luce e arde di calore, nessuna stanza è costretta al buio e il cielo è addirittura percorso da delicati toni di rosa: sono tutti ottimi presagi, sono segni di speranza, sono doni lasciati a chiunque sappia coglierli.

Il mondo incantato di Holly Hobbie

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Uno dei ricordi più belli della mia infanzia è costituito dalle immagini firmate Holly Hobbie, immagini che comparivano su diari, block notes, quaderni e altro.
Le bambine raffigurate in questi disegni erano l’emblema dell’innocenza. Accuratissimi i dettagli di queste immagini così poetiche, dettagli che rimandavano ad un mondo incantato, immerso in una quiete astorica e colmo di serenità e di dolcezza: abitini rétro colorati e romantici, particolari del mondo della natura nelle diverse stagioni dell’anno, cagnolini e gattini sugli sfondi.
Conservo ancora un bellissimo diario di Holly Hobbie, in cui a ogni mese è associata una figura diversa. Ad esempio, nel mese di aprile è raffigurata una graziosa bambina con i capelli ricci e biondi raccolti sulla nuca, e intenta a innaffiare alcune piante. Molto suggestivo appare poi il mese di ottobre, grazie a un’immagine che riesce a creare perfettamente, in pochi tratti, l’atmosfera autunnale: una bambina è inchinata sulla terra bruna, indossa un mantello che le lascia scoperta parte del vestito azzurro, e, sotto un albero ormai spoglio, porge a un gattino un piccolo piatto con un po’ di cibo.
Nel mese di dicembre, una bambina coperta con cappello, cappotto, sciarpa e guanti se ne sta seduta su una panchina innevata, sotto un albero completamente spoglio, e scrive dei biglietti di Buon Natale.
Conservo anche gelosamente un piccolo block-notes in cui sono raffigurati un bambino ed una bambina: lui si trova su un albero pieno di mele, dove è andato a recuperare un gatto, e lo porge a lei che, sotto l’albero, guarda in alto e allarga il suo grembiule colorato per prenderlo.
C’è un bel sito dedicato a Holly, e dal quale ho ripreso queste due immagini. Per vederlo, cliccate qui.

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