Il giardino

in  giardino

Poi  c’è  il  giardino. Raccolto, quasi  dimenticato, in  silenziosa  attesa. Il  giardino  dei  pensieri  che  non  troveranno  mai  voce, dei  segreti  che   resteranno  tali, dei  sogni  che  nessuno  ha  intenzione  di  ascoltare. Il  giardino  entro  cui  trovare  pace, il  giardino  che  custodisce  ogni  parola, il  giardino  che  non  tradisce. E  non  importa  la  stagione: che  sia  autunno  o  primavera, inverno  oppure  estate, il  giardino  resta  lì, muto  e  costante, disponibile  e  comprensivo  anche  quando  è  spoglio,  sferzato  dal  vento  gelido  o  ricoperto  di  candida  neve. Approdo  sicuro  dopo  troppe  fatiche, incantesimo  dorato  in  un  mondo  privo  di  magie.

(Il  dipinto  nell’immagine  è  In  giardino, di  Plinio  Nomellini)

Incantesimo di primavera

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C’è  un’atmosfera  di  quieta  attesa  e  di  vaga  sospensione  quando,  all’inizio  di  primavera, il  sole  stenta  a  mostrarsi  e  il  grigiore, che  non  è  quello  prepotente  e  minaccioso  dell’inverno,  se  ne  sta  timido  e  incerto  ad  accompagnare  passi  silenziosi  lungo  le  vie  e  pensieri  destinati  a  restare  nello  scrigno  dei  segreti.

Ci  si  sofferma  allora  a  osservare  il  niente  dell’attesa, ad  ascoltare  l’assenza  di  voci  che  lo  pervade,  a  immaginare  prati  sterminati  e  poi  l’orizzonte: da  là, da  quell’inafferabile  infinito, giungerà  qualcosa, si  aprirà  uno  squarcio, saranno  nuove  parole. Ma  se  anche  fosse  il  nulla, resterebbe  l’incantesimo  di  primavera.

 

 

Incantesimo di primavera

donna  al  balcone

A  quest’ora, nel  primo  pomeriggio, le  colline  sembrano  assopite  sotto  il  sole  stanco,  privo  d’entusiasmo  eppure  tranquillo. Il  silenzio, il  profumo  dei  fiori  e  l’aria  distratta  formano  uno  strano  incantesimo: si  guarda  in  lontananza, si  guarda  oltre  l’apparenza  e  si  coglie  l’invisibile. Questo  è   il  privilegio  di  chi  non  ha  mai  smesso  di  sognare.

(Nell’immagine  il  dipinto  Donna  al  balcone, di  Federico  Zandomeneghi)