Flusso caotico di mezza estate

Continua  la  mia  fase  bambocciona: sono  in  preda  a  un  attacco  di  sanissima  immaturità. Sì, perché  non  si  può  essere  sempre  perfetti, sempre  seri  e  seriosi, sempre  in  linea  con  le  aspettative  altrui, sempre  dentro  la  parte  che  la  recita  dell’esistenza  ci  impone. Arrivano  le  vacanze  e  arriva  anche  il  desiderio  di  rilassare  la  mente, di  togliere  il  costume  di  scena, di  lasciarsi  andare. E  anche  sul  blog  è  la  stessa  cosa: niente  argomenti  pesanti, niente  pensieri  profondi, ma  solo  un  caotico  flusso  di  parole  che  si  rincorrono, vanno  e  vengono, si  annodano, si  separano, si  confondono.

In  questi  ultimi  giorni, vagando  su  youtube, mi  sono  soffermata  più  volte  a  guardare  video  a proposito  delle  attrazioni  più  pericolose  di  Gardaland  e  Mirabilandia. E  mi  sono  divertita  quasi  come  una  bambina. Mi  ha  colpito  molto  Raptor, una  montagna  russa  alata  molto  sinuosa  e  spettacolare  presente  a  Gardaland. Un  brevissimo  video  rende  bene  l’idea  di  tanta  bellezza:

Voglia  di  leggerezza, di  spensieratezza, di  tornare  un  po’  indietro  nel  tempo. Tutto  questo  e  probabilmente  altro  ancora. Intanto  buon  Ferragosto, buon  riposo, buoni  pensieri. Ovviamente  continuerò  a  scrivere  perché  il  blog  non  va  in  vacanza. 🙂

Un sabato pomeriggio noioso

000006ac.pngA una certa età, moltissimi ragazzi sono straordinariamente immaturi. Esistono poi anche alcuni casi disperati e insopportabili, ragazzi la cui superficialità oltrepassa ogni possibile immaginazione.
Avevo quindici anni quando mi capitò di uscire, un sabato pomeriggio, con una mia amica e un suo ex compagno di classe, un ragazzino nostro coetaneo. Era molto carino ma quando iniziò a parlare fu un’autentica tragedia.
In quel periodo, ad alcuni chilometri dalla città, c’era una discoteca assai famosa, forse la più famosa della zona. Ebbene, del tutto casualmente, come si fa nel corso di una conversazione disimpegnata in un tipico sabato pomeriggio di provincia, io e la mia amica raccontammo di aver trascorso le domenica precedente in quella nota discoteca. Il nostro compagno, tutto eccitato, iniziò a chiedere come fosse stata la nostra esperienza; fin qui niente di male, una domanda del tutto lecita e ovvia.

Purtroppo, però, dopo aver sinteticamente spiegato ciò che avevamo fatto in discoteca (sì, non è che poi ci fosse molto da raccontare), costui rifece la domanda. E dopo che lo spiegammo per la seconda volta, ce lo chiese ancora una terza, e poi ancora una quarta e così via, sempre la stessa identica domanda, senza variazioni, fino alla fine del nostro tetro pomeriggio insieme.
Ogni tentativo, da parte nostra, di cambiare discorso, fu un completo insuccesso, visto l’accanimento dell’individuo in questione sul tema discoteca.

Questo ragazzo sembrava, pur ovviamente non essendolo, un malato di arteriosclerosi, incapace di ricordare quanto gli si era appena detto e quindi intento a rifare la medesima domanda un illimitato numero di volte. Ora, non si può certo pretendere che un quindicenne faccia discorsi troppo profondi, però a mio parere esiste un limite a tutto, anche all’immaturità. 😦

(in foto, potete ammirare una bella zucca. Ogni riferimento è puramente voluto)