Vento d’estate

vento

È  l’ora  indefinita  e  stanca  che, d’estate, precede  la  sera. Si  alza  il  vento, si  muovono  le  tende  davanti  alle  finestre  spalancate, una  pallida  sfumatura  di  giallo  interrompe  il  flusso  della  luce  trasparente.  Così  il  tempo  diventa  altro, mentre  le  mura  intorno  svaniscono,  la  giornata  è  scivolata  via  per  sempre  e  il  silenzio  è  un  respiro  affannoso  e  lento.

Le  tende  che  danzano  al  vento, il  tempo  che  ormai  non  è  più –  come  se  dovesse  arrivare  qualcosa,  come  se  tutto  d’improvviso  dovesse  mutare. E  si  abbandona  ogni  difesa, ci  si  lascia  trasportare, ci  si  affida  al  passato  e  al  presente, confusi  nella  luce  che  trema  d’un  brivido  strano: compaiono  prati  e  infiniti  tramonti  e  vivaci  colori  di  tanti  anni  fa; ritornano  campi  e  magie  d’altri  tempi  e  insperati  colori  di  tanti  anni  fa.

Le  tende  che  danzano  al  vento, l’estate  che  inventa  illusioni, il  tempo  che  intreccia  ricordi.

 

Ricordi di primavera


In queste giornate di pioggia, è inevitabile percorrere con i pensieri strade che conducono al sole e a colori chiari e luminosi. La colpa è di marzo che, iniziando, mi ha donato fantasie e ricordi di altre primavere, remote nel tempo e forse per questo affascinanti.
Penso spesso alle primavere della mia infanzia e le memorie di cui conservo traccia sono deformate, come spesso avviene in questi casi: sono sbiadite le tante ombre, quasi cancellate dal trascorrere degli anni, e sono rimasti soltanto i toni rosa e azzurri legati alla spensieratezza e all’immaginazione di un’età che, pur nei tanti affanni, sapeva regalare illusioni.

Le viole e le primule, nei parchi e in montagna, erano una gioia infinita non solo per gli occhi ma anche per lo spirito: erano il segno del ritorno degli svaghi all’aperto, erano le compagne di lunghi pomeriggi fra il verde dei prati dopo lo squallore dell’inverno. Niente era più attraente, per me, del sole gentile che accarezzava le giornate d’aprile e di maggio, che accompagnava il fiorire delle rose e che infondeva colore persino alle strade più grigie. Allora la primavera era per me una festa, una speranza e una promessa di felicità.

Mentre oggi piove, i pensieri corrono altrove in attesa che la primavera possa inondarmi, anche solo per un attimo, di altri sogni e di nuovi toni di rosa.