Quando il cinema era arte: Olivia de Havilland

Ieri è morta a Parigi Olivia de Havilland, star della Hollywood dei tempi d’oro. Dotata di un talento non comune e di grande personalità, ha sempre saputo infondere notevole spessore psicologico ai suoi personaggi. Qui scelgo di ricordarla come protagonista di un film splendido, L’ereditiera (1949), tratto da un romanzo di Henry James, Washington Square. Il regista del film è William Wyler, che ci ha regalato un autentico gioiello, un’opera raffinatissima sotto tutti i punti di vista: recitazione, dialoghi, ambientazione. Un film profondo, intelligente e, nello stesso tempo, esteticamente ineccepibile: un felice incontro fra la letteratura e la settima arte, elaborato con stile inimitabile.

In un momento storico come questo, caratterizzato da un’involuzione sul piano del gusto artistico e letterario, ricordare Olivia de Havilland e recuperare un film come L’ereditiera è doveroso: è un modo per volare alto, senza rassegnarsi alla mediocrità e alla superficialità in cui siamo immersi.