Pioggia a febbraio

pioggia

Questa  mattina, febbraio  ha  deciso  di  mostrarci  il  suo  volto  più  oppressivo: pioggia  a  dirotto, un  rovescio  di  lacrime  disperate  in  un’assenza  di  colore  quasi  minacciosa. Allora  torna  in  mente  la  pioggia  di  ottobre, quella  pioggia  lenta, silenziosa  e  costante  che  bagna  le  foglie  gialle  degli  alberi  malinconici  ma  ancora  vivi, stanchi  ma  generosi  di  toni  caldi  e  appassionati, in  quell’ambiguità  di  essere  e  non-essere, di  tristezza  e  di  gioia  che  percorre  l’autunno  velandolo  di  splendente  mistero.

La  pioggia  a  febbraio, invece, è  tetra  oscurità  senza  alcuna  via  di  fuga. Per  fortuna, a  una  certa  ora  è  arrivata   la  neve, bianca, morbida, misteriosa  anch’essa,  sebbene  più  inquietante  rispetto  ai  tanti, insolubili  enigmi  dell’autunno. Ma  poi  la  neve  se  ne  è  andata, scomparsa  e  travolta  da  altra  pioggia, da  un  altro  pianto  disperato  e  privo  di  senso. E  adesso – proprio  in  questo  momento – il  peggio  che  si  possa  vedere: pioggia  mista  a  neve, totale  assenza  di  forma  e  di  significato, gelo  estenuante  e  penosa  attesa. Forse  domani  arriverà davvero  la  neve, forse  riuscirà  a  sconfiggere  la  pioggia. E  così  ci  regalerà  quel  luminoso  silenzio  che  è  il  suo  dono  più  prezioso.

(P.S. Avevo  erroneamente  intitolato  questo  post  Pioggia  a  gennaio. Ho  corretto  l’errore, perché  siamo  a  febbraio. Ma  questo  mese  mi  è  così  antipatico  che  l’avevo  addirittura  ‘rimosso’  dalla  scrittura  del  post).