Due bei gatti

In un paese dell’appennino in provincia di Salerno, c’è un signore che si dedica con amore e costanza a sfamare numerosi gatti randagi. Alcuni ormai vivono nel suo giardino, altri si trovano a qualche chilometro di distanza, in aperta campagna. Ogni giorno, Antonio fa tutto quello che può per nutrirli e coccolarli.

Antonio ha un canale su youtube in cui mostra la sua vita con questi splendidi gatti. Ciò che distingue il suo canale da altri simili è l’estrema semplicità dei video e dei loro contenuti, e ciò probabilmente è il motivo fondamentale per cui Antonio ha molti appassionati followers: niente effetti speciali, nessuna “scenografia”, ma soltanto immagini ingenue e la dura, vera vita di gatti che cercano un po’ di riparo, di cibo e di affetto. Ormai siamo tutti affezionati a questi animali, un po’ come se fossero anche nostri.

E allora per chi, come me, adora i gatti, ecco un bel video rasserenante. Qui sono presenti il gatto Sirena e una bellissima micia bianca, da poco tempo ospite del giardino di Antonio. Sirena si chiama così perché, nei primi tempi in cui si era installato nel giardino di Antonio, era solito strillare come un dannato quando aveva fame. Ma strillava sul serio, eh, strillava come un’ambulanza. Adesso, a quanto pare, si è calmato, probabilmente perché si sente sicuro e sa di poter contare su pasti quotidiani e carezze.

Ricordi d’estate


Pur detestando il caldo e soprattutto l’afa, che non riesco a tollerare fisicamente, quest’anno avverto il bisogno dell’accecante luminosità del sole estivo.

Mi colpisce tale contraddizione. So che, quando l’estate trionferà con le sue giornate torride e senz’aria, soffrirò moltissimo e attenderò con ansia l’arrivo dell’autunno; eppure, nonostante tutto, sento la necessità di affrontare la nuova stagione.
Sono emozioni irrazionali a confondermi la mente in questo modo, emozioni che non posso spiegare con chiarezza. Alcuni ricordi, inevitabilmente deformati dal tempo, si aggiungono al caotico quadro dei miei pensieri. Rivedo pomeriggi d’agosto lontani, monti addormentati al sole, fiori accarezzati dal vento, gatti solitari in cerca d’ombra e di riposo, serate in compagnia della luna e delle stelle. Ma poi, per fortuna, la razionalità mi soccorre e strappa il velo che regala al tempo trascorso falsi toni rosati, mostrandomi la realtà per ciò che era: senza rosa, senza azzurro, senza luce.

Allora sono contenta di non vedere più quei monti addormentati al sole e quelle stelle e quella luna.

I gatti

gatti
A volte se ne incontra qualcuno improvvisamente, all’angolo di una strada poco frequentata: passo felpato, orecchie dritte, sguardo enigmatico. Con la sua silenziosa presenza rende meno grigio l’asfalto cittadino, meno triste l’autunno che avanza, meno squallida la pianura tutt’intorno.
A volte se ne incontra qualcuno che sale su un albero, rapido, disinvolto e un po’ malandrino; altre volte ancora se ne vede qualcuno beatamente sdraiato in un luogo remoto e riparato dal sole.

La verità è che un gatto fa la differenza, ovunque si trovi: illumina una giornata fredda e scura, rallegra una serata malinconica, infonde gioia, pace e serenità. I gatti sono generosi anche se fingono di non saperlo: regalano solo bellezza, calore, dolcezza e simpatia.
Un mondo senza gatti sarebbe un posto infinitamente più amaro.

Gatti da esposizione

12580024
La scorsa domenica sono andata all’esposizione internazionale felina che si è tenuta nella mia città, e ho potuto così ammirare molti gatti di razze pregiate. Quest’anno è stato dato ampio spazio ai certosini, splendidi micioni grigi con i visi rotondi e paffuti, il mantello un po’ lanoso e grandissimi occhi color bronzo. Il primo gatto che ho visto entrando all’esposizione era proprio un certosino che mi ha lasciata senza fiato, perché, pur conoscendo questa razza, non mi era mai capitato di vedere un gattone così grosso e non credevo che ne esistessero: testona rotonda, occhi enormi, una taglia decisamente inconsueta, almeno per me che ho sempre visto certosini un po’ più piccoli. Credo che avrei faticato persino a prenderlo in braccio per quanto era grande. Un simpatico umarell, che lo stava ammirando insieme a me e che come me era stupito da quelle dimensioni, ha detto che non si trattava di un gatto ma di una specie di cavallo. 🙂
Purtroppo in quella zona del salone l’illuminazione era insufficiente e così non ho potuto fotografarlo. Ho fotografato però altri certosini, come quello che potete vedere nella foto in alto; occorre aggiungere che viste la confusione, le gabbie e l’illuminazione non uniforme, purtroppo le foto non rendono giustizia alla bellezza dei gatti.
Dei certosini colpisce in particolar modo lo sguardo misterioso e indecifrabile. Il gattone enorme di cui ho parlato sopra, infatti, mi ha fissata negli occhi con sguardo fermo, calmo ma impenetrabile. Sembra che vi sia qualcosa di mistico in questi felini così affascinanti, qualcosa che oltrepassa la nostra comprensione.
Qui sotto potete vedere un altro certosino.
125800261
Sotto ancora un certosino: l’immagine appare sfocata perché la gabbia dell’animale è ricoperta da tulle azzurro.
12580022
Naturalmente non potevano mancare gli splendidi Norvegesi delle Foreste, gatti che assomigliano alle linci. Eccone due pigramente sdraiati nella gabbia, in attesa di essere giudicati per la loro bellezza.
12580023
Ed ecco un altro norvegese, bianco e nero. 🙂
12580027
Naturalmente c’è sempre qualche gatto che non vuole saperne di girarsi e mostrarsi in tutto il suo splendore: è il caso di questo Norvegese rosso.
12580021
E per finire un placido esemplare di gatto Blu di Russia, detto anche il gatto degli zar. Elegante, raffinato, con il muso leggermente allungato e gli occhi dolci: purtroppo non ho potuto fotografarlo mentre era vispo e sveglio a causa della folla davanti alla gabbia. Così l’ho immortalato mentre si stava riposando.
12580025

Un bellissimo gatto nero


Ho una simpatia particolare per i gatti neri. A mio parere, la loro austera e raffinata bellezza, colma di misteriosa dignità, è insuperabile. Dispiace il fatto che esistano ancora persone superstiziose, convinte che un povero gatto, solo perché nero, debba portare sfortuna.
Io credo invece che siano gli esseri umani a portare sfortuna quando si abbandonano a simili, assurde credenze.

Un dolce riposo


Un’immagine tenerissima. Morbidamente sdraiati su un letto, due splendidi gatti si stanno riposando, pigri, sereni e silenziosi. Infondono un notevole senso di pace, unito al desiderio di poter fare, ogni tanto, come loro: lasciarsi completamente andare e riposare beatamente senza alcuna preoccupazione.

I gatti romani

foto_gatti_319.jpg
Oggi pubblico questa bella foto per la gioia dei vostri occhi. 🙂 Questi gattini sono splendidi, ma i gatti sono tutti bellissimi, anche i poveri randagi senza famiglia e quindi destinati a un’esistenza difficile. A tale proposito lascio un link a un sito interessante: http://www.gattidiroma.com. Si tratta del sito ufficiale dei famosi gatti di Torre Argentina a Roma. A mio parere vale la pena visitarlo, per rendersi conto della dedizione e anche dell’efficienza e dell’organizzazione profuse per aiutare i gatti in difficoltà. Ricordo inoltre che moltissimi turisti stranieri visitano questa bella colonia felina, facendo anche generose donazioni e spesso impegnandosi in adozioni. Particolare sensibilità nei confronti dei gatti è dimostrata dai turisti anglosassoni, molto più inclini degli italiani ad adottare gatti handicappati, cioè ciechi oppure senza una zampa. Ma potete leggere tutti i dettagli sul sito segnalato.

A Roma non esiste solo l’Associazione di Torre Argentina, che è forse la più nota. In realtà, il comune ha dichiarato che il gatto randagio è considerato a Roma un cittadino a tutti gli effetti. Ancora di più: la Memoria di Giunta comunale del 28/01/03 ha dichiarato i gatti che vivono a Roma “patrimonio bioculturale della città”.
Moltissimi volontari, appoggiati dal comune e ben organizzati, compiono numerosi sforzi per far vivere dignitosamente i gatti senza famiglia. Le iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica, peraltro a Roma già favorevolmente disposta verso i piccoli felini, sono davvero numerose. Ad esempio, lo scorso autunno è stata addirittura promossa una giornata dell’adozione e della sensibilizzazione tutta dedicata ai gatti neri, ancora vittime, a volte, della crudeltà umana a causa di assurde superstizioni. A Roma è stato anche elaborato un decalogo dell’eco-gattara. 😉