Canto d’inverno

febbraio

L’inverno  vero – quello  che  entra  dentro – è  un  torpore  che  assale  d’improvviso,  una  fuga  in  se  stessi, un  fremere  impauriti  quando  il  silenzio  è  spezzato  da  un  sussurro  o  un  sospiro  o  un’opaca  memoria.

L’inverno  vero – quello  che  non  accetta  compromessi – è  una  tempesta  di  grigi  più  o  meno  profondi, un  intreccio  di  fango  e  di  pioggia, un  vagare  senza  meta  da  una  stanza  all’altra, un’enigmatica  sensazione  di  calma  e  di  tristezza, di  gioia  e  di  sgomento.

L’inverno  vero  è  una  porta  chiusa, un  fuoco  caldo, un  incedere  lento, un’ossessione.

Prepararsi all’inverno


Novembre si congeda piangendo tutte le sue lacrime, devastato da una tristezza incontenibile. Ma l’autunno, quasi sempre fedele al suo copione, non potrebbe terminare in altro modo.

Ora bisogna prepararsi all’inverno, a giornate rigide e tetre, a lunghe ore prive di luce. Ma non è così difficile, basta volerlo: si tratta solo d’inventare sfumature di rosso da sovrapporre all’oscurità del cielo. Rosso d’emozione, rosso di passione, rosso come il fuoco in un caminetto, che, se alimentato con costanza e dedizione, arde senza spegnersi.
Sono soltanto accorgimenti, piccolissimi gesti quasi invisibili ai più. Ma fanno la differenza.

Regalo d’autunno

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Il rosso degli alberi d’autunno è un pensiero segreto, un desiderio intenso ma silenzioso, un ricordo che diventa fuoco.

Possano le acque che scorrono in fretta giungere là dove io non sono: possano lambire una mano che non ho mai sfiorato, possano bagnare un volto che non ho mai accarezzato.
Possano le acque che scorrono serene parlare di me e insinuarsi fin nel profondo; possano inondarti di pace mentre, sorridendo, attraversi il mondo.