Dopo la pioggia

Ottobre  è  l’autunno  privo  di  asprezza, l’autunno  che  non  conosce  rancori, che  non  sa  offendere, che  non  può  ferire. Ottobre  non  è  mai  crudele. Persino  dopo  la  pioggia, quando  il  mondo è  un  garbuglio  di  colori  spenti – sbiadito  acquerello  senza  forma  né  consistenza – ottobre  è  la  quiete  ritrovata, la  pace  assoluta  lungo  viali  trasognati  e  stanchi, immobili  spettatori  di  passi  furtivi, di  pensieri  incerti  e  di  foglie  che  stentano  a  morire.

Domenica d’inverno


Freddo intenso, atmosfera spettrale e persino alcuni fiocchi di neve: l’inverno mantiene intatto il suo eccezionale vigore, anche se, prima o poi, sarà costretto ad andarsene. Certo, la sua caparbietà colpisce. C’è il rischio d’invidiare un po’ la forza che dimostra a dispetto del tempo che trascorre, condannandolo alla resa.

Come spesso capita in questa stagione, ai colori spenti di giornate infinitamente squallide s’accompagnano lunghe ore di silenzio, interrotte solo a tratti dal rumore di qualche automobile in fuga.
In fondo, anche questo è il riposo della domenica.