Una passeggiata particolare


Non è come attraversare un prato a primavera, mentre il cielo sorride e i fiori sembrano parlare al vento; non è neppure come percorrere un sentiero quando l’autunno esibisce il meglio di sé e ci colpisce al cuore. Eppure è una passeggiata, una passeggiata su internet. Nel mio caso è caratterizzata da alcune abitudini ormai quasi irrinunciabili: c’è il blog da controllare, curare e migliorare, il solito forum in cui discutere dei casi di cronaca che m’interessano, i quotidiani on line da leggere, altri blog da visitare. E tutto ciò è accaduto per pura curiosità: desideravo studiare questo nuovo mezzo di comunicazione, capirne il funzionamento e le potenzialità; per farlo, ho dovuto ricorrere al metodo più adeguato, ossia all’esperienza. Mentre si fa, si apprende.

Ormai so cosa mi piace e cosa mi lascia indifferente, cosa mi attira e cosa respingo con forza. Ho scelto il mio sentiero, insomma, dopo averne visitati tanti al solo scopo di capire, e mi piace perché l’ho tracciato io poco alla volta, tessera dopo tessera, come se stessi formando un mosaico. Così, nonostante gli impegni e gli svaghi della vita reale, e spesso a dispetto della stanchezza, mi trovo quasi ogni giorno a compiere questa passeggiata tanto particolare. Magari non posso camminare lungo l’intero sentiero, però percorro sempre qualche metro.

(In foto, I papaveri di Claude Monet)

Nel mondo virtuale


In un forum che frequento da un anno e mezzo c’è una sezione dedicata agli off topic, ossia agli argomenti che non riguardano la materia specifica trattata dal forum. Questa sezione è l’unica riservata e visibile soltanto a noi iscritti e qui, ogni giorno, fioriscono topic su qualsiasi argomento, dal più serio al più stravagante e spensierato.

Protetti dall’anonimato e stimolati dalla seria gestione del sito, nella sezione citata gli utenti spesso rivelano aspetti di sé e della propria esistenza dei quali non possono e non vogliono parlare nella vita reale. Nascono così topic di sfoghi per vicende sentimentali finite male, situazioni familiari insostenibili, problemi di lavoro, di denaro e di disoccupazione.

Queste dettagliate e talvolta impietose testimonianze di vita vissuta mi fanno pensare a quanto possa essere utile, in alcuni casi, il mondo virtuale: qui, paradossalmente, a volte capita che il nickname, cioè un nome falso, renda le persone più vere e sincere. Nell’esistenza reale, infatti, indossiamo continuamente maschere celando i nostri sentimenti più intimi, le nostre debolezze e le nostre sconfitte per difenderci nella quotidiana lotta di tutti contro tutti. Non a caso in quel forum ho letto e continuo a leggere esperienze che invece, nella vita reale intorno a me, sembrano non capitare mai a nessuno.

Certi argomenti trattati negli off topic di quel forum non sono poi soltanto occasione di sfogo per chi desidera trovare consigli o incoraggiamenti, ma sono anche ottimi spunti di riflessione per chi legge e ha così la possibilità d’identificarsi o di entrare in contatto con esperienze diverse dalle proprie.
La varietà dei commenti che accompagnano tali sfoghi è il risultato dell’eterogeneità degli utenti del forum, diversi per istruzione, posizione lavorativa, situazioni personali e familiari. In alcuni casi, sono stati toccati altissimi livelli di discussione, evitando di cadere in luoghi comuni, abuso d’etichette, preconcetti e giudizi frettolosi.

Io non ho mai aperto discussioni, non ho mai parlato di me stessa e penso che continuerò a non farlo. Mi limito a intervenire soltanto quando penso di poter offrire un contributo utile ai discorsi, non amando sprecare fiumi di parole se non ho nulla d’interessante da dire.
Al di là di ciò, forse sarò impopolare ma a volte penso che il mondo virtuale sia, per alcuni aspetti e in qualche caso, più interessante e persino più vivo rispetto al cosiddetto mondo reale.