Concorso a premi

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Chi  sono  le  persone  nell’immagine? Scegliere  una  delle  opzioni  previste:

  1. Gruppo  di  giovani  in  preda  a  una  devastante  tempesta  ormonale
  2. Gruppo  di  giovani  vittime  di  un  fortissimo  trauma  psichico  dopo  aver  visto  una  puntata  di  Pomeriggio 5  condotto  da  Barbara  D’Urso
  3. Ammutinamento  dei  giornalisti  del  TgLa7  contro  il  Direttore  Enrico  Mentana, colpevole  di  volerli  coinvolgere  nell’ennesima  maratona  televisiva  della  durata  di  120  ore  consecutive
  4. I  Sigue Sigue  Sputnik, una  sobria  band  musicale  degli  anni  Ottanta

Per  chi  indovina, un  meraviglioso  premio: una vacanza  di  una  settimana  nel  mese  di  agosto  al  Lido  delle  Sabbie  Mobili, con  ombrellone  e  sdraio  in  trentesima  fila  sulla  spiaggia. Splendida  vista  sull’autostrada.

 

Passioni scatenate (III)


Donna: essere fragile, sospirante, ansimante e lacrimante.
Come ho già scritto altre volte, nella telenovela Amor real la protagonista, Matilde, è particolarmente lagnosa nonché tonta e trascorre buona parte del tempo a piangere.
Uno dei momenti indimenticabili della telenovela è costituito dall’arrivo della suddetta eterna-piangente nella bella tenuta del marito. Ma andiamo con ordine. Dopo essere stata costretta a sposare il giovane e (troppo) muscoloso dottor Manuel Fuentes Guerra, peraltro dotato di ampi beni di fortuna mobili e immobili, la poveretta, che non sa darsi pace perché separata dal suo vecchio spasimante Adolfo Solis, privo di beni di qualsiasi genere, viene condotta dal focoso e irritatissimo marito nella tenuta di campagna, su un bell’altopiano messicano pieno di spinosi cactus. Durante il viaggio e all’arrivo, Matilde è terrorizzata: non le piace Manuel, ha paura di lui, si sente presa in trappola, si strugge per amore di Adolfo. Fin qui tutto normale, tenendo conto del concetto di normalità applicabile a una telenovela.
Quando però si trova per la prima volta nella sua nuova casa, Matilde che fa? Sentendosi sperduta, si reca alla finestra della sua camera, la spalanca, guarda il paesaggio notturno tutto buio e, con una voce simile a un belato e ovviamente singhiozzando, invoca suo padre e Adolfo. Li chiama attraverso l’aere, insomma, mentre loro sono a chilometri di distanza.

Altri momenti indimenticabili sono i due improvvisati tentativi di fuga di Matilde, soprattutto il secondo. Anche in questo caso è notte e ci sembra giusto: se si vuole fuggire senza dare nell’occhio, infatti, è sempre meglio attendere le ore in cui il sole se n’è andato e tutti i possibili rompiscatole dormono. Peccato però che Matilde si trovi su un altopiano semi-desertico, in una villa isolata, nel Messico della metà dell’Ottocento, senza mezzi di trasporto veloci e con altissima probabilità d’incontrare banditi una volta varcate le mura che proteggono la dimora. Vederla lì, al buio, mentre tenta di aprire il portone col suo fagottello in mano, e sapere che probabilmente non riuscirà nemmeno a orientarsi una volta uscita dalla proprietà di Manuel, lascia interdetti. Ma si sa, si vuole rappresentare la donna come un soggetto del tutto irrazionale, inguaribile vittima degli istinti del momento e incapace di riflettere sulle conseguenze dei suoi gesti.

Ora, pensate forse che Manuel non si accorga del fatto? Essendo una specie di mastino sempre all’erta per scongiurare i colpi di testa della moglie, riesce a recuperarla prima che sia troppo tardi anche grazie all’intervento di una domestica che lavora nella casa. E così Matilde torna in gabbia, singhiozzante e abbattuta.
Ma non finisce qui: le lacrime, infatti, continuano. Alla prossima.

Novità sul fronte della cultura

Quando uno Stato sta raschiando il fondo del barile, ci si può aspettare qualsiasi cosa. Non sono ammesse ingenuità né timide speranze: se tutto il male possibile è già avvenuto, si può star certi che accadrà anche di peggio.
Con questa confortante speranza ad animare le nostre giornate estive, passiamo a elencare i nuovi progetti della Lega Nord sul fronte della pubblica istruzione, un tema a proposito del quale la competenza degli esponenti del Carroccio è quasi commovente.
Come premessa, una notizia comparsa alcuni giorni fa su La Stampa:
I professori dovranno superare un «test dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare». Stop dunque alla selezione basata sui titoli di studio. È quanto la Lega chiede che venga inserito nella riforma della scuola ora all’esame della commissione Cultura della Camera.

Questo è soltanto il primo passo di una serie di riforme a proposito delle quali la Lega ha già scritto – vabbè, è una parola grossa – un immortale documento. Ne sintetizziamo i punti salienti elaborati da Roberto Calderoli e da un suo cugino di quarto grado.

1) Volendo difendere le sacre tradizioni del nord, nei licei dovranno scomparire gli insegnamenti del latino e del greco. Sono lingue non solo morte ma, fatto gravissimo, non padane. Disgraziatamente sono state imposte per decenni agli alunni del Nord, rovinandone menti e costumi e facendoli precipitare in quella mollezza che ne ha sradicato i caratteri più autentici. In futuro il latino sarà sostituito dall’insegnamento del dialetto proto-celtico-di-Cro-Magnon. Al posto del greco, al liceo classico comparirà lo studio dei suoni gutturali dei primi cavernicoli. Quest’ultima disciplina ha anche una sua utilità pratica, in quanto consentirà di comprendere al meglio le esternazioni dei deputati e dei senatori della Lega.

2) Filosofia. Siccome siamo raffinati, lo diciamo con eleganza: ci ha rotto le scatole. A parte il fatto che non serve a niente e quindi è materia per fannulloni che vivono alle spalle degli operosi cittadini del Nord, è semplicemente vergognoso far credere che tale disciplina nacque in Grecia.
Grazie ai rigorosi studi e ai ritrovamenti fossili di un allevatore bergamasco e di un commerciante veneto amici di Matteo Salvini, abbiamo appreso che il primo filosofo del mondo occidentale fu un padano di Busto Arsizio, il quale, nel VI secolo A.C., si dedicò a riflettere sul miglior modo per coltivare l’orto di casa sua. Ne nacque tutto un filone di pensiero di grandissima densità speculativa e che annovera, come unico esponente, un antenato di Maroni.

3) Musica. Tanto per parlar chiaro, il liceo musicale non serve a un cavolo così come in generale non serve la musica, una cosa inutile che non consente di guadagnare abbastanza per comprarsi la villetta a schiera con un metro quadrato di giardino, il filo spinato intorno e il barbecue.
Quando i padani avvertiranno la necessità di qualche suono, magari per danzare intorno al focolare durante le notti estive, intonando canti agli gnomi e ai nanetti di gesso, si procederà con il liscio delle balere o, meglio ancora, con battiti spontanei sui tamburi. Bisogna recuperare la spontaneità in tutte le sue forme. Qualcuno ci ha detto che esiste anche una certa musica classica, ma noi non abbiamo tempo da perdere per ascoltarla. Senza contare che quel tal Mozart non era mica bergamasco, pota!

4) Religione. Anche qui occorrono alcune precisazioni. Si dice che Gesù nacque in Galilea, ma non è vero: è tutto frutto della solita propaganda romana alimentata dal Vaticano. Gesù era invece un padano della Brianza che, pur di far conoscere le sue tesi agli inferiori, si spostò in Medio Oriente dando così prova di grande generosità. Per ricompensarlo l’hanno ucciso, il che la dice lunga sul livello di certe popolazioni.
Comunque Castelli ha già pronta una bozza di revisione del Vangelo, in linea con le progredite idee leghiste. Ad esempio, ama il prossimo tuo come te stesso è uno slogan ormai sorpassato e, diciamolo, in sospetto di comunismo. Aggiornandolo secondo la cultura padano-leghista, diventerà ama il prossimo tuo come te stesso solo se è nato nella tua città. Ancor di più, però, se è nato nel tuo rione.

5) Storia. Ovvio che occorrerà studiare quella locale, cioè quella del proprio comune. Poi bisogna anche capire che per decenni ci sono state raccontate grandissime bufale. Ad esempio, un carrozziere di Varese, cugino di un fratello di un cognato di una sorella di un bisavolo di Bossi, dopo molte letture ha concluso che Giulio Cesare era un pirla. Pertanto non bisogna studiarlo. E ciò vale per tutti gli altri personaggi storici che hanno inutilmente infestato i libri scolastici per troppo tempo.

6) Storia dell’arte. Premesso che non sapevamo cosa fosse, dopo aver chiesto qualche lume a un attivista della Lega che ha notato per caso alcune pitture rupestri in Val Brembana, abbiamo concluso che tale disciplina può essere definitivamente eliminata dalle scuole. Non serve a niente, fa perdere tempo prezioso che invece può essere impiegato per lavorare e produrre, e rischia di sviare i maschi padani rendendoli anche un po’ effeminati.

Un furto particolare


L’argomento non brilla per raffinatezza, ma per divertirsi occorre abbandonare le alte vette della poesia e dei rapimenti estatici.
Sembra che il noto artista (?) Gigi Marzullo sia stato vittima di un furto efferato: oltre a camicie, scarpe e orologi, gli sono state rubate, addirittura dal cesto della biancheria sporca, circa venti paia di mutande.
Continuando di questo passo, dove andremo a finire? A quale livello di degradazione morale scenderemo? Prendendo spunto da questo singolare caso di cronaca, ci chiediamo: che accadrebbe se in futuro qualche ladro penetrasse nottetempo in casa di Fulco Pratesi, il noto ecologista che detesta farsi la doccia e cambiarsi la biancheria intima, e rubasse qualcosa dal cesto dei panni sporchi? Semplice: probabilmente il povero ladro, in questo caso da compatire, sarebbe subito ricoverato in rianimazione a causa dell’insopportabile fetore.

Domande

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Cosa fareste se vi toccasse in sorte di vincere parecchi milioni al Superenalotto?
Fuggireste lontano? Ammazzereste vostra suocera e la seppellireste in giardino, sotto al vostro bel gazebo? 😀 Vi dareste all’ippica? Comprereste una villa situata sulla sommità di una roccia a picco sul mare? Acquistereste il castello di Dracula? Trascorrereste le vacanze in un comodo e fresco igloo oltre il circolo polare artico?
Fareste il giro del mondo su monopattino? Lancereste tutti i vostri vecchi capi d’abbigliamento dall’alto del Duomo della vostra città? Vi dedichereste a insultare in mezzo a una piazza e con il megafono il vostro capufficio?
Invitereste a cena la ragazza che vi ha fatto tanto soffrire e che vi ha mollato perché non eravate brillanti e benestanti, per poi abbandonarla, dopo il lauto pasto, lungo la tangenziale, ovviamente deridendola a sazietà e mostrandole il vostro nuovo portafoglio a organetto? 😀