Festa, riposo e febbraio

febbraio

Ieri, 31  gennaio, è  stata  la  festa  del  nostro  santo  patrono, San  Geminiano. Come  ogni  anno, si  è  ripetuto  il  rito: grande  fiera  in  centro  storico, cioè  sotto  casa  mia, e  spensieratezza, desiderio  di  approfittare  dell’occasione  per  respingere  i  pensieri  legati  alla  quotidianità  e  per  trastullarsi  un  po’  come  bambini  o  adolescenti.

La  giornata  è  stata  bellissima, nonostante  il  freddo, e  ciò  mi  ha  consentito  di  fare  il  giro  d’ordinanza  alla  fiera. Che  in  questa  occasione  si  metta  mano  al  portafoglio  è  cosa  ovvia: qualcosa  si  compra, qualcosa  bisogna  comprare,  altrimenti  non  ci  si  sente  soddisfatti, altrimenti  è  come  se  non  ci  fosse  stata  alcuna  festa. Io  ho  comprato  un  bellissimo  mobiletto  portachiavi  in  stile  shabby  chic  e  due    graziosi  cuscini  color  lavanda. Poi, come  al  solito, non  ho  resistito  e  ho  acquistato  un  bel  gatto  grigio  e  bianco  di  peluche,  che  va  ad  aumentare  la  mia  nutrita  collezione  di  bestiole  simili.

Come  scrissi  anche  lo  scorso  anno, in  queste  cose  non  conosco  il  concetto  di  vergogna, sono  letteralmente  spudorata: non  m’interessa  se  qualcuno  può  ritenermi  infantile  o  strana  o  altro  ancora. A  me  piacciono  gli  animali  di  peluche  e  me  li  compro, nonostante  l’età  adulta. E  quando  li  compro mi  sento  felice, il  che  significa  che  continuerò  su  questa  lieta  strada.

Anche  oggi  la  giornata  è  stata  luminosa, con  un  bel  cielo  azzurro  che  fa  pensare  alla  primavera. Però   mi  dispiace  parecchio  vedere  che  le  giornate  si  stanno  allungando. So  di  essere  impopolare, ma  rimpiango  quei  bei  pomeriggi  dei  primi  giorni  di  dicembre, quando  alle  diciassette  è  già  buio; senza  contare  che  oggi  è  iniziato   febbraio, che  considero  insignificante  e  che  non  ho  mai  amato, e  ciò  aumenta  il  mio  dispiacere. Ma, non  potendo  eliminare  questo  mese  dal  calendario, farò  in  modo  di  sopportarlo  e  di  vedere  se  riuscirà  a  regalarmi  qualche  emozione, magari  breve  ma  intensa. Intanto, buon  inizio  di  settimana  a  tutti.

Serenità ad aprile

Oggi  si  avverte  il  silenzio  tipico  dei  giorni  che  precedono  le  feste: una  pigra  quiete, in  parte  misteriosa, e  pensieri calmi, sinuosi  e  lenti. Questi  sono  momenti  propizi  per  lasciarsi  afferrare  dal  ritmo  del  presente  abbandonando  ogni  altro  pensiero: le  gocce  di  pioggia  che  cadono  sommessamente, l’orologio  che  scandisce  i  minuti  senza  fare  rumore, la  bellezza  di  essere  con  se  stessi  senza  fastidiose  intrusioni. Inoltrarsi  dentro  di  sé, percorrere  i  tortuosi  sentieri  del  proprio  io, gioire  del   privilegio  di  saper  pensare, di  non  temere  la  forza  della  riflessione, di  non  aver  bisogno  di  nulla  per  sentirsi  sereni. Essere  sereni  e  basta, essere  sereni  perché  è  aprile, perché  la  primavera  è  uno  stato  dell’anima, perché  i  fiori  non  sono  mai  stati  tanto  azzurri.

Buona  Pasqua  a  tutti. Buona  primavera.

pasqua

Oggi festa

santoScrivo  beatamente  rilassata  perché  oggi  è  San  Geminiano, grande  festa  qui  a  Modena, ricorrenza  molto  sentita  e  alla  quale  nessun  cittadino, nativo  o  adottato  che  sia, vuole  rinunciare. Il  centro  storico  è  letteralmente  invaso  da  una  marea  di  ambulanti  provenienti  non  solo  dall’Emilia  ma  anche  dalle  regioni  limitrofe. L’atmosfera  è  festosa  nonostante  il  freddo  rigidissimo, e  anch’io questa  mattina, con  impareggiabile  ardimento  e  sfidando  le  intemperie, mi  sono  tuffata  in  mezzo  alla  folla  per  guardare  e  divertirmi. In  queste  occasioni, non  conosco  il  significato  della  parola  vergogna, e  così  ho  comprato  una  bellissima  volpe  di  peluche, bianca  e  marroncina, con  una  coda  meravigliosa. No, no, non  devo  regalarla  e  nessun  infante: l’ho  comprata  per  tenerla  tutta  per  me, nonostante  la  mia  età  non  sia  consona  a  simili  trastulli. Ma, come  ho  scritto  sopra, in  certe  cose  non  conosco  il  concetto  di  vergogna, per  cui  la  magnifica  volpe  va  ad  aggiungersi  alla  mia  nutrita  collezione  di  animali  di  peluche.

Nel  mio  giro  di  ricognizione, ho  notato  un  massiccio  assalto  alle  bancarelle  piene  di  cibarie, soprattutto  a  quelle  con  grandi  porchette  esibite  in  tutto  il  loro  splendore: la  porchetta, si  sa, ha  il  suo  fascino  ed  è  difficile  resisterle.

A  mezzogiorno, con  partenza  da  corso  Duomo, c’è  stata  la  tradizionale  sfilata  delle  autorità  cittadine. Dopo  la  messa  nella  cattedrale, dove  ogni  anno, esibite  al  pubblico,  ci  sono  le  spoglie  del  povero  santo – cioè  di  quel  che  resta  di  lui  ed  è  ben  poco, quasi  niente – il   nostro  caro  sindaco-umarell, altri  vari  soggetti  in  fascia  tricolore  e  i  valletti  comunali  in  livrea  e  parrucca  bianca  hanno  sfilato  per  le  vie  del  centro  dietro  alla  banda: un  rito  che  si  ripete  identico  a  se  stesso  anno  dopo  anno  e  perciò  molto  rassicurante, il  segno  inequivocabile  che, in  fondo, tutto  cambia  per  non  mutare  mai, che  siamo  sempre  gli  stessi  nonostante  il  trascorrere  del  tempo. La  recita, insomma, è  riuscita  bene.

Dopo  aver  preso  parte  anch’io, come  tutti, alla  rappresentazione  collettiva, me  ne  sto  ora  buona  buona  nella  mia  stanza, al  calduccio, contenta  di  potermi  riposare  un  po’  dopo  giorni  alquanto  travagliati. Buon  fine  settimana  a  tutti! Ci  si  risente  a  febbraio. 😀

Feste d’inverno

Ieri  c’è  stata  la  tradizionale  fiera  di  S. Antonio, appuntamento  irrinunciabile  per  la  città  che  lo  vive  con  piacere  e  con  un  pizzico  d’entusiasmo. La  giornata  era  freddissima  e  attraversata  da  un’umidità  pungente  a  tratti  insopportabile; ma, nonostante  ciò, non  ho  mancato  all’appuntamento,  soprattutto  perché  la  fiera  si  svolge  in  centro  storico, cioè  nel  mio  quartiere. A  partire  dalle  diciassette  del  pomeriggio, ho  percorso  in  lungo  e  in  largo  le  vie  piene  di  bancarelle, peraltro  sempre  le  stesse  ogni  anno e  sempre  poste   nei  medesimi  luoghi, tanto  che, se  si  è  in  cerca  di  qualcosa, si  sa  a  priori  dove  dirigersi. Ma  questa  fiera  è  soltanto  la  premessa  per  quella  del  31  gennaio, in  cui  la  città  festeggia  il  suo  santo  patrono: il  31  gennaio  a  Modena  non  si  lavora  e  si  va  alla  tradizionale  fiera, che  è  una  replica  di  quella  del  17  gennaio, forse  con  qualche  bancarella  in  più. A  volte, il  31  gennaio  ci  regala  un  bel  sole  invernale, altre  volte  ci  fa  precipitare  nel  grigio  più  squallido  e  spento, altre  volte  ci  porta  la  neve. Chissà  cosa  accadrà  quest’anno!

A  dire il  vero, un  po’  di  neve  mi  piacerebbe, magari  in  un  fine  settimana, quando  non  si  è  obbligati  a  uscire  in  fretta  da  casa: una  bella  fioccata  costante  e  decisa, accompagnata  da  quel  silenzio  ovattato  che  sempre  caratterizza  le  giornate  nevose, e  che  suscita  un  senso  di  pace  raro,  quasi  proiettandoci  in  un’altra  dimensione. Senza  neve, l’inverno  non  è  davvero  tale, almeno  secondo  me.

Nel  gennaio  del  2009  abbiamo  avuto  una  nevicata  meravigliosa.  Ricordo  che  uscii  durante  la  tormenta  per  fotografare  la  città, che  sembrava  placidamente  addormentata  sotto  quel  manto  candido:

neve11

Ma  per  ora  l’inverno  c’intrattiene  con  nebbia  e  con  pioggia. E  noi  che facciamo? Ovvio: ci  accontentiamo. 🙂

 

Buon Natale 2013

babbo-natale-000

Le  ultime  ore  prima  di  Natale: c’è  sempre  qualcosa  da  fare, qualcosa  da  inventare, qualcosa  da  sistemare. Ma, per  me,  i  giorni  di  festa  saranno  finalmente  un’occasione  di  calma  e  di  lentezza, un  mezzo  per  riappropriarmi  di  ritmi  più  umani  e  un  tentativo  di  vivere  il  presente  senza  pensare  ad  altro.

Intanto  guardo  quest’immagine  e  mi  rassereno: i  colori  così  vivi  e  caldi  sono  un  inno  all’ottimismo, alla  gioia, alle  speranze  più  ardite. Sono  anche  la  prova  che  l’inverno, con  i  suoi  rigori, è  un  invito  a  cercare  il  calore  nell’intimità  di  ambienti  chiusi, luminosi  e  sereni, dove  è  possibile  fare  e  pensare, riflettere  e  sognare. Senza  la  spensierata  leggerezza  della  primavera, senza  la  superficiale  frivolezza  dell’estate, senza  l’ambiguo  incanto  delle  agonie  autunnali.

E  allora  auguri. Auguri  a  chi  è  infastidito  dalla  frenesia  di  luci  e  di  regali, a  chi  si  sforza  di  sopportare  e  a  chi  desidera  soltanto  riposare.

Auguri  a  chi  ha  visto  troppo  e  a  chi  invece  sa  molto  poco. Auguri  a  chi  è  stanco  e  distratto, a  chi  non  vede  l’ora  di  partire  e  a  chi  sogna  di  restare.

Auguri  a  chi  evita  di  giudicare  in  fretta, a  chi  riflette  prima  di  parlare, a  chi  si  sente  po’  bambino  e  a  chi  sa  ridere  e  dimenticare.

Auguri  a  chi  ha  saputo  cambiare, a  chi  ama  le  aurore  e  i  tramonti, a  chi  ascolta  il  canto  della  pioggia  e  a  chi  non  si  vergogna  di  sognare.

Auguri  a  chi  sorride  agli  sconosciuti, a  chi  non  teme  il  diverso, a  chi  percorre  spazi  sconfinati  e  a  chi  si  siede,  cupo,  in  una  stanza  tutta  per  sé.

Buon  Natale, buon  inverno, buoni  sogni. 🙂

Discorsi d’autunno

412352_osen_les_listya_kraski-oseni_1920x1200_(www.GdeFon.ru)

Sono  giornate  belle  e  allegre, sebbene  strane: il  sole  e  le  alte  temperature  sono  una  sorta  di  primavera  inaspettata  in  questo  mese  che  sta  scivolando  via  rapidamente, e  che  ci  ha  regalato  momenti  di  rara  intensità  emotiva. I  pomeriggi  che  scorrono  in  fretta,  accorciandosi  ogni  giorno  di  più,  ci  suggeriscono  la  via  dell’introspezione: è  arrivato  il  tempo  di  misurare  le  parole, scegliere  i  toni  giusti, riflettere  prima  di  agire, accogliere  con  fiducia  l’oscurità  della  sera, oscurità  che  porta  saggezza, consigli, desiderio  di  lasciar  correre  la  fantasia. Intanto, ad  accenderci  di  passione  c’è  il  rosso  delle  foglie, misterioso, fiero  e  audace.

La  scorsa  settimana, in  Piazza  Mazzini, sono  già  state  messe  le  illuminazioni  per  le feste  natalizie, anche  se, per  fortuna, sono  ancora  spente. Al  bar  Molinari, però, in  pieno  centro storico, sono  già  accese  proprio  come  se  fossimo  a  Natale. Ricordo  che,  alla  fine  degli  anni  Novanta, per  vedere  la  città  illuminata  e  le  vetrine  addobbate  bisognava  aspettare  la  fine  di  novembre; da  alcuni  anni  a  questa  parte, invece, dopo  la  metà  di  ottobre  si  cominciano  già  a  vedere  i  primi  segni  del  Natale  che  verrà: l’anno  scorso, ad  esempio, in  Largo  San  Giorgio, vicino  all’Accademia  Militare, con  grande  stupore  vidi  un  albero  di  Natale  già  pronto  e  illuminato. Ed  era  il  trentuno  di  ottobre, cioè  la  ricorrenza  di  Halloween. Non  amo  molto  questa  mania  di  voler  anticipare  a  ogni  costo  il  clima  festivo, peraltro  allo  scopo  di  stimolare  i  consumi: così  facendo, Natale  perde  parte  del  suo  fascino  e  viene  irrimediabilmente  banalizzato, almeno  dal  mio  punto  di  vista. Ma  si  sa, si  tratta  di  gusti  personali. E  ognuno  ha  i  propri. Intanto, cerchiamo  di  vivere  l’autunno  in  tutto  il  suo  splendore. 🙂

 

Buon anno

Fare  gli  auguri  di  buon  anno  è, per  me, la  cosa  più  difficile. Perché? Perché  vorrei  scrivere  tante  cose  ma  ho  poco  tempo  e  perciò  non  le  ricordo  tutte, perché  so  che  finirò  per  dire  le  solite  parole, perché  non  provo  entusiasmo  particolare  per  questa  festa, anche  se  sono  serena. Ma  non  posso  restare  in  silenzio.

Si  spera  sempre  che  il  nuovo  anno  sia  migliore, sotto  tutti  i  punti  di  vista. Allora,  speriamo  che  porti  a  tutti  la  realizzazione  di  qualche  desiderio, tanti  momenti  di  allegria, tanti  cieli  azzurri. E  la  capacità  di  attraversare  le  ombre  e  i  sentieri  scuri  trovando  sempre  un  ponte  d’arcobaleno  ad  attenderci. Buon  2013. 🙂

addobbi(2)

Auguri a…

albero-di-natale-con-regali

Auguri. Auguri  a  chi  si  sente  solo, a  chi  è  ammalato, a  chi  ha  ricevuto  poco, a  chi  è  profondamente  deluso.

Auguri  a  chi  osserva  i  tramonti, a  chi  riconosce  la  luce  nei  giorni  di  nebbia, a  chi  ama  il  sole  e  la  pioggia, a  chi  non  teme  il  freddo, a  chi  sopporta  e  resiste  nonostante  tutto.

Auguri  a  chi  sogna, a  chi  continua  a  sperare, a  chi  non  dimentica  il  vento  di  primavera  e  i  cieli  azzurri  d’un  tempo  lontano.

Auguri  a  chi  è  stanco, a  chi  non  ce  l’ha  fatta, a  chi  vorrebbe  andarsene  e  a  chi  vuole  restare.

Auguri  a  chi  non  giudica  in  fretta, a  chi  si  sforza  di  capire, a  chi  sa  essere  generoso, a  chi  non  teme  d’imparare.

Auguri  a  chi  guarda  le  stelle, a  chi  cerca  la  propria  strada, a  chi  è  stato  ferito, a  chi  è  stato  abbandonato.

Auguri  a  chi  trova  il  tempo  per  un  sorriso, a  chi  sa  rispettare, a  chi  osserva  le  sfumature, a  chi  non  vuole  esagerare.

Auguri  a  chi  non  riceverà  regali, a  chi  teme  il  nuovo  anno, a  chi  si  sente  incompreso,  a  chi  vorrebbe  ricominciare.

Auguri: che  il  Natale  possa  donare  a  ciascuno  almeno  un  intervallo  di  calda, autentica, profonda  serenità.

Sfondi-Natale-2013-per-desktop-babbo-natale

 

Domenica d’inverno

La  settimana  appena  trascorsa  è  stata  così  intensa  e  ricca  d’impegni  che  non  ho  potuto  aggiornare  il  blog  quanto  avrei  voluto. E  mi  dispiace. Tuttavia  conto  di  rifarmi, approfittando  anche  delle  imminenti  festività.

Tutti  gli  anni, dicembre  è  un  mese  colmo  d’impegni, a  volte  inutili  o  quasi: a  causa  del  Natale  si  entra  in  una  girandola  di  movimenti  che  assorbe  troppe  energie  e  sembra  non  avere  mai  fine. Ma  già  pregusto  gli  ultimi  giorni  dell’anno, quelli  che  amo  di  più, i  giorni  fra  Natale  e  la  festa  di  San  Silvestro; sono  giorni  che, salvo  eventi  inattesi, farò  in  modo  di  trascorrere  con  sacrosanta  lentezza. La  lentezza  che  consente  di  riappropriarsi  di  se  stessi  e  di  dar  corso – perché  no – alle  più  sfrenate  fantasie. Fantasie  d’inverno.

Per  una  non-cuoca  come  me  è  sempre  fonte  d’ansia  pensare  al  menu  natalizio. Lo  considero  molto  seccante: farei  volentieri  a  meno  di  cucinare, attività  che  m’infonde quasi  sempre  un’inspiegabile  forma  di  depressione. Però  mi  piace  preparare  torte, mi  piace  vederle  crescere  nel  forno, mi  piace  sentirne  il  profumo  che  invade  la  cucina. Finora, la  mia  torta  favorita  è  la  sette  vasetti, semplice  ma  spettacolare  nel  risultato  che  ottengo: alta  cinque  o  sei  centimetri, morbidissima  e  delicata  proprio  come  piace  a  me. Ieri, poi,  ho  fatto  una  torta  paradiso  che, per  fortuna, è  venuta  bene  dopo  due  o  tre  fallimenti  totali  che  risalgono  all’autunno  appena  trascorso: la  paradiso  è  l’unica  torta, infatti,  che  mi  ha  dato  filo  da  torcere  facendomi  penare  un  po’, ma  ora  ho  finalmente  ottenuto  il  risultato  che  desideravo.

Adesso  ho  in  programma  di  preparare  una  torta  ai  frutti  di  bosco. Se  il  risultato  sarà  soddisfacente, forse  la  replicherò  per  le  feste  natalizie  glassandola. C’è  da  dire  che  non  ho  mai  glassato  una  torta  prima  d’ora; tuttavia, mi  sono  messa  in  testa  di  farlo  e, quando  decido  di  dover  imparare  qualcosa  di  nuovo,  neanche  le  cannonate  riescono  a  impedirmelo. Perciò  sì, tendo  a  credere  che  qualcosa  glasserò. Fosse  pure  un  biscottino  striminzito. 😀

sfondi-natale-auguri-2