Di un’altra stagione

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Sono  stati  giorni  bizzarri, un  rincorrersi  di  sole  e  di  pioggia  a  dipingere  una  stagione  indefinibile, un  assurdo  groviglio  di  primavera  e  d’autunno  al  quale  è  impossibile  dare  un  nome.

Ieri, dopo  la  luminosità  del  mattino, l’oscurità  improvvisa: non  si  è  trattato  del  monotono, insistente, uniforme  grigiore  di  tante  giornate  invernali, ma  di  quel  repentino  mutamento  d’atmosfera  tipico  del  periodo  primaverile, quando  la  luce  scompare  in  un  attimo  travolta  con  prepotenza  dal  malumore  del  tempo  e  colora  il  pomeriggio  di  nero, come  capita  durante  certi  acquazzoni. Ma  l’opprimente, insidiosa  umidità  e  il  freddo  della  notte  sono  tratti  tipici  dell’autunno, e  allora  febbraio  diventa  un  caos, si  trasforma  in  un  mese  privo  d’identità  o  forse  soltanto  desideroso  d’inventarsi  una  nuova  stagione: primavera-autunno  o   autunno-primavera, abbraccio  d’umori  e  toni  differenti, incomprensibile  scontro  di  diverse  ambiguità.

I  capricci  primaverili  insieme  all’enigmatica  profondità  dell’autunno  impongono  una  riflessione, un  ripensamento, uno  sguardo  diverso: si  avverte  il  desiderio  di  chiudersi  in  casa  a  lungo  e  poi  di  uscire  e  poi  di  dormire. Ci  si  sente  giovanissimi  e  incredibilmente  vecchi  a  un  tempo, si  vorrebbe  correre  ma  anche  fermarsi, si  vorrebbe  gridare  di  gioia  ma  anche  tacere. Talvolta  si  sogna  l’oblio, ogni  tanto  la  fantasia  afferra  prati  in  fiore; ma  scende  la  notte, le  voci  si  attutiscono  e  i  pensieri  restano  avvolti  dalla  prudenza  del  silenzio.

Pensieri a febbraio

Febbraio, poverino,  non  m’ispira  pensieri  particolarmente  poetici, languori, sospiri  e  affini. Non  l’ho  mai  amato  troppo:   a  volte  è  di  una  tetraggine  spaventosa, altre  volte  non  si  capisce  dove  voglia  andare  a  parare. Però  anche  febbraio  ha  i  suoi  lati  positivi, come, ad  esempio, il  torneo  delle  Sei  Nazioni, imprescindibile  per  chi  ama  il  rugby. Inoltre  febbraio  è  il  mese  del  carnevale, anche  se  io, data  l’età, non  so  che  farmene  di  questa  pseudo-festa. Ogni  tanto  vengo  assalita  dallo  stravagante  desiderio  di  mascherarmi, proprio  come  se  fossi  ancora  bambina, ma  per  fortuna  simili  pensieri  svaniscono  in  fretta  dalla  mia  mente  affaccendata.

Altro  lato  positivo  di  febbraio  è  che  si  tratta  del  mese  dei  saldi, che  iniziano  sì  a  gennaio, ma  che  adesso  sono  nella  fase  più  calda, quella  in  cui, impegnandosi  e  con  un  po’  di  fortuna, si  può  talvolta  acchiappare  a  buon  prezzo  qualche  capo  di  vestiario  interessante. Io, ad  esempio, lo  scorso  venerdì  ho  comprato  una  maglia  lilla  di  ottima  qualità  scontata  del  50%. Ogni  volta  che  vedo  qualcosa  di  lilla, infatti, si  accende  in  me  il  profano  fuoco  della  passione, il  mio  sguardo  diventa  languido  e  le  mie  manine  desiderose  d’impossessarsi  dell’oggetto  lilla-colorato. Pertanto, sono  contenta  dell’acquisto  appena  fatto.

Dal  momento  che  quest’anno  febbraio  non  ci  ha  regalato  la  neve – ma  aspettiamo, la  speranza  è  l’ultima  a morire – ci  limitiamo  a  guardarla  in  qualche  immagine. Augurando  a  tutti  buona  domenica:

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Di silenzio, di neve e di febbraio

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La  settimana  è  trascorsa  freddissima  ma  soleggiata. Non  ho  mai  amato  febbraio  perché, in  certe  giornate,  è  capace  di  uno  squallore  sconosciuto  ad  altri  mesi, di  un  nero  senza  sfumature, terribile  e  arrogante. Però, a  spezzare  questa  atmosfera, arrivano  sempre  giornate  luminose, con  un  sole  allegro  e  tenace  che  sa  già  di  primavera.

Si  dice  che  forse  domani  nevicherà. Febbraio  è  anche  questo, neve  candida  a  salutare  l’inverno  prima  della  nuova  stagione. La  neve  è  un  fastidio  per  chi  deve  muoversi, viaggiare  e  rispettare  impegni  di  lavoro,  ma  è  una  benedizione  per  chi  può  restarsene  in  casa, tranquillo, e  apprezzarla  per  ciò  che  è:  un  momento  di  pace  profonda  accompagnato  da  un  silenzio  che  chiede  di  essere  ascoltato. Un  silenzio  austero, amico, avvolgente, caldo  nella  sua  freddezza; un  silenzio  che  parla  della  necessità  di  pensare  prima  di  agire, di  frenare  gli  impulsi, di  essere  pacati  nonostante  tutto. Il  silenzio  della  neve, che  racconta  la  necessità    della  lentezza,  offrendo  così  una  lezione  di  vita.

Primavera a febbraio


Febbraio, stravagante come non mai, ha deciso di donarci qualche giornata primaverile in anticipo sui tempi. Così, dopo l’affascinante gelo di giornate nevose e colme di silenzio, l’aria è d’improvviso diventata più mite e il sole, allegro e un po’ sfacciato, ha accompagnato questo sabato di fine inverno illuminandolo di bei pensieri.

Forse è troppo presto per immaginare i cieli di primavera, vivaci e irrequieti nel loro malizioso splendore, ma è difficile frenare la fantasia, immobilizzandola dentro i confini della razionalità, quando febbraio ha deciso di non rispettare in pieno il suo copione. E allora, senza sentirci in colpa, con l’immaginazione vaghiamo in un giardino fiorito, ascoltando il sussurro del vento e sorridendo ai colori della nuova stagione. Perché non è mai troppo presto per sorridere.

(Nell’immagine il dipinto Tra i fiori del giardino, di Silvestro Lega)

Lunedì: sogni e realtà

Lunedì, per molti giorno detestato. Ricomincia la settimana e ricomincia il solito ritmo, che consiste nel destreggiarsi fra corse frenetiche e mille attività, utili o inutili a seconda dei casi, ma quasi sempre obbligatorie. E allora che fare per iniziare tutto ciò con ottimismo?
Cominciamo così, con una bella fetta di torta Costanza: 🙂

Se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, considerando la bellezza dell’insieme questa torta sembra proprio invitante, e i suoi colori suscitano serenità insieme a infiniti sogni di primavera.

Certo può sembrare strano pensare alla primavera mentre gennaio finisce e febbraio, dispettoso e gelido, ci aspetta al varco. Ma per cominciare bene la settimana, lasciarsi trasportare dalla fantasia e immaginare certi toni può essere stimolante:

Il roseto come emblema di pace e di sogni senza ombre.

Certo, ora dobbiamo continuare a sopportare il freddo, la neve e lo spettacolo degli alberi spogli. Però, a ben guardare, non è detto che sia un brutto spettacolo:

Buon inizio di settimana a tutti. 🙂

Autunno a febbraio


Dopo vari giorni di buon umore, febbraio è diventato malinconico. Il suo volto allegro si è trasformato in una maschera triste, ma senza assumere lo sguardo feroce dell’inverno: lungo le strade bagnate dalla pioggia, febbraio assomiglia a novembre, con il persistente squallore di lunghe ore grigie e con le nebbie che silenziosamente invadono le mattine, fino a sfumare nei nostri sguardi e persino nei nostri pensieri.
Mancano solo le foglie morte a completare il quadro di quest’autunno fuori stagione.

Primavera a febbraio


Quest’anno febbraio ha deciso di essere clemente: ci sta regalando giornate piene di sole, anche se fredde. È un sole diverso da quello autunnale, sempre pallido e timido anche se generoso; questo è un sole forte e deciso nonostante le temperature, un sole che annuncia la primavera, la fine dell’oscurità e l’arrivo di nuovi colori, seducenti e maliziosi.

Quando l’inverno è di buon umore sa offrire queste sorprese particolari. Oro e ghiaccio si confondono proprio come i pensieri, che scivolano via velocemente in attesa di un cielo senza nubi.

Illusione d’inverno


Ieri, l’aria tiepida e un sole quasi smagliante avevano fatto pensare a uno strano preludio di primavera. Dopo tanta oscurità, sembrava una benedizione. Ma febbraio si è preso la sua rivincita ed è tornato presto sui suoi passi: la pioggia e il cielo cupo ci ricordano oggi che l’inverno è ancora fra noi, e che ieri siamo stati vittime di un’illusione.
Verranno giornate colme d’incertezza, incoerenti e irrazionali. A primavera sole e pioggia si rincorreranno in una gara estenuante, lasciandoci storditi e talvolta di cattivo umore. Perché non è soltanto l’inverno a regalarci illusioni.

Pensando alla primavera

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Febbraio, mese invernale spesso gelido e cupo, induce a pensare alla primavera: le giornate, infatti, si sono sensibilmente allungate e marzo è alle porte.
La primavera ci viene incontro dolcemente sebbene in maniera capricciosa e bizzarra, come una donna lunatica che prima sorride e si mostra amabile ma poi, incomprensibilmente, si chiude in se stessa diventando inaccessibile e amara.
La primavera è un mosaico di delicati contrasti che non possono lasciarci indifferenti; non ha la furia dell’inverno e l’invadente prepotenza dell’estate, ma la sua malcelata ambiguità, fatta di azzurri e di grigi che si rincorrono senza posa, ci affascina lasciandoci, a seconda dei momenti, sereni o stanchi, lieti o colmi d’infinita nostalgia, audaci o sconfitti.