L’estate dentro di noi

C’è un po’ d’estate dentro ciascuno di noi, anche quando non ce ne accorgiamo. Talvolta pensiamo che sia scomparsa, che sia ridotta a un pallido fantasma, evanescente, inafferrabile – soltanto un’ombra.

Eppure, l’estate vive ancora fra le pieghe dei nostri desideri, dei non detti, delle fantasie che d’improvviso arrivano a scuoterci, a risvegliarci – non è ancora finita, non è mai finita.

L’estate splende, e i colori e le sensazioni e le notti ad ascoltare le stelle – ma quante parole e quanti ricordi e la svolta. La svolta lungo la strada buia.

Lungo questa via

Le prime foglie gialle cadono sospinte dal vento, e brillano al sole del mattino. Tu mi passi accanto, fantasma che non cede al tempo, anima disorientata lungo questa via silenziosa e stanca, di cui nulla t’importava, di cui quasi ignoravi l’esistenza.

Mi sfuggono le tue parole, mi sfugge il senso di questo camminare, eppure è qui che spero di vederti. Le persiane e il cancello sono chiusi, ma le rose d’ottobre resistono nel giardino immobile, come assopito e disfatto – lui sa che l’attesa sarà lunga.

Torneremo con la neve, a stringerci nei ricordi.

Novembre

La pioviggine è talmente sottile da sembrare inconsistente, quasi fosse una percezione errata o un sogno o persino un fantasma; ed è l’essenza stessa di novembre, la sua meraviglia. E poi i colori: il giallo-ocra che sfuma nel nocciola intenso, la tenace persistenza del verde, il borgogna declinato in tutte le sue sfumature – rosso rosa pallido vivace stanco. Il fango marrone e grigio, i rari passanti in bicicletta, lo sfacelo delle foglie morte sui marciapiedi, le villette immerse nel silenzio, anni e anni di cancelli, di recinti, di strade sconnesse, di assenze.

Novembre è la sintesi, ieri e oggi in un abbraccio eterno, ciò che è stato e che continua a essere – e quelle curve, quelle svolte improvvise, quel restare appesi al niente.