L’estenuante appannarsi del giorno

tenda

Ore  19:48. Il  cielo  è  ancora  chiaro, mentre  il  lungo  pomeriggio  scivola  via  adagio  in attesa  di  svanire  fra  le  braccia  del  crepuscolo. In  questo  momento  magico, la  luce  resiste  ma  non  riesce  a  dissolvere  le  tante  ombre  di  questa  stanza: è  la  delicata  poesia  di  aprile, l’estenuante  appannarsi  del  giorno  che, minuto  dopo  minuto, cede  il  passo  all’oscurità. E  le  ombre  si  fondono  con  la  luce, in  un  valzer  di  chiaroscuri  che  parla  all’anima  come  nessuna  parola  umana  potrebbe  mai  fare.

Ore  20:10. Avanza  la  sera, avanza  senza  interruzioni, ma  avanza  con  garbo; e  la  luce  è  sempre  più  fioca, pallida  sopravvissuta  prima  di  sfaldarsi  silenziosamente  sotto  il  peso  della  notte. E  si  vorrebbe  che  questo  incedere  lento  proseguisse  per  ore – ambiguo  ristoro  dello  spirito, inatteso  frammento  d’eternità.

Dissolvenze ad aprile

finestra

Al  principio  di  aprile, quando  le  giornate  soffrono  ancora  di  un  umore  incerto  e  di  ingenua  timidezza, la  primavera  si  colora  di  un’atmosfera  speciale. Soprattutto  quando  il  lungo  pomeriggio  si  dissolve  nel  tramonto, ci  si  può  lasciare  avvolgere  e  incatenare  e  perfino  sedurre  dal  misterioso  passaggio  verso  la  sera: bastano  il  silenzio,  una  finestra  semi-aperta, il  vento  leggero  che  muove  le  tende  adagio  e  il  cielo  grigio  chiaro  a  richiamare  un  brivido  improvviso, un  ricordo, un’indecifrabile  attesa. Poi  ci  si  sente  sospesi, sia  pure  per  qualche  istante; ci  si  sente  sospesi  ed  eterni  a  un  tempo, ci  si  sente  qui  ma  anche  altrove. E  passato, presente, futuro  si  fondono  a  richiamare  l’infinito.

Forse  è  un  bene  che  certi  momenti  siano  tanto  brevi.

Nei viali silenziosi

337361_priroda_osen_park_aleya_kashtany_1920x1280_(www.GdeFon.ru)

A  ottobre, la  nebbia  leggera  del  mattino  è  una  lieve  carezza, che  ammorbidisce  l’orizzonte   e  persino  l’esistenza. Gli  alberi  non  sono  ancora  spogli: le  foglie  cadono  lentamente  per  regalarci  il  tempo  di  ammirarle. Nei  viali  silenziosi, passa  una  vita  intera: immagini, frammenti, il  passato, il  presente, l’eternità.

A  ottobre, si  può  vagare  senza  fretta  sotto  gli  alberi  stanchi  e  trovare  infinite  risposte.

D’infinita pace

Sole  senza  nubi- e  questa  pace  infinita, profonda, che  non  conosce  incrinature. Mentre  il  tempo  scorre  lentamente, l’anima  abbraccia  ogni  segreto, coglie  tutte  le  sfumature, non  teme  nulla: è  la  verità  delle  cose, la  verità  dei  pensieri  e  l’inarrivabile  serenità, che  nessuno  potrà  mai  scalfire.

Nulla  è  più  concreto  e  più  vero  della  poesia  di  queste  ore: vale  una  vita  intera  e  forse  anche  oltre. Nulla  è  più  concreto  e  più  vero  della  poesia, che  afferra  l’intima  essenza  di  ogni  cosa, illumina  gli  angoli  scuri  della  realtà, getta  lo  sguardo  su  ogni  dettaglio –  e, sola, comprende  ogni  frammento  del  mondo. Senza  errori, senza  illusioni, senza  ipocrisie.