Mutamenti

Siamo  alla  fine  di  maggio  e  l’estate  è  entrata  in  città, quasi  silenziosamente. Un  passaggio  decisivo  come  questo  richiede  sempre  capacità  di  adattamento; è vero  però  che, per  tanti  motivi, abituarsi  a  una  trasformazione e accettarla  non  è  per  tutti  semplice.

Il  mutamento di  una  stagione  è  anche  una  metafora  dei  cambiamenti  che  attraversano  le  nostre  esistenze, cambiamenti  che  non  sempre  riguardano  aspetti  materiali  della  quotidianità. Trasformazioni  profonde, infatti, possono  anche  investire  il  nostro  modo  di  guardare  il  mondo  nel  suo  complesso  e  le  nostre  stesse  esperienze  passate  e  presenti. Ed  è  innegabile  come  certi  cambiamenti  radicali  possano  rivelarsi,  a  volte,  molto  destabilizzanti, pur  tracciando  un  sentiero  verso  il  futuro.

Ciò  che  era  già  nitido – già  perfettamente  chiaro – si  rivela  ancora  più  limpido. Proprio  come  un  cielo  terso  in  una  bella  mattina  d’estate, un  cielo  talmente  azzurro  da  lasciarsi  contemplare  per  raccontare  tutto  senza  remore. E  allora  ogni  cosa  viene  rimessa  al  suo  posto  con  calma, quasi  con  freddezza, perché  se  ne  conoscono  ormai  tutti  i  segreti. Ciò  che  appariva  grande  è  diventato  piccolo, ciò  che  sembrava  vitale  ora  non  lo  è  più, ciò  che  appariva  bello  e  colorato  si  è  ridimensionato  fino  a  scomparire. I  mutamenti  sono  sempre  faticosi, ma  necessari.

Nel mondo virtuale


In un forum che frequento da un anno e mezzo c’è una sezione dedicata agli off topic, ossia agli argomenti che non riguardano la materia specifica trattata dal forum. Questa sezione è l’unica riservata e visibile soltanto a noi iscritti e qui, ogni giorno, fioriscono topic su qualsiasi argomento, dal più serio al più stravagante e spensierato.

Protetti dall’anonimato e stimolati dalla seria gestione del sito, nella sezione citata gli utenti spesso rivelano aspetti di sé e della propria esistenza dei quali non possono e non vogliono parlare nella vita reale. Nascono così topic di sfoghi per vicende sentimentali finite male, situazioni familiari insostenibili, problemi di lavoro, di denaro e di disoccupazione.

Queste dettagliate e talvolta impietose testimonianze di vita vissuta mi fanno pensare a quanto possa essere utile, in alcuni casi, il mondo virtuale: qui, paradossalmente, a volte capita che il nickname, cioè un nome falso, renda le persone più vere e sincere. Nell’esistenza reale, infatti, indossiamo continuamente maschere celando i nostri sentimenti più intimi, le nostre debolezze e le nostre sconfitte per difenderci nella quotidiana lotta di tutti contro tutti. Non a caso in quel forum ho letto e continuo a leggere esperienze che invece, nella vita reale intorno a me, sembrano non capitare mai a nessuno.

Certi argomenti trattati negli off topic di quel forum non sono poi soltanto occasione di sfogo per chi desidera trovare consigli o incoraggiamenti, ma sono anche ottimi spunti di riflessione per chi legge e ha così la possibilità d’identificarsi o di entrare in contatto con esperienze diverse dalle proprie.
La varietà dei commenti che accompagnano tali sfoghi è il risultato dell’eterogeneità degli utenti del forum, diversi per istruzione, posizione lavorativa, situazioni personali e familiari. In alcuni casi, sono stati toccati altissimi livelli di discussione, evitando di cadere in luoghi comuni, abuso d’etichette, preconcetti e giudizi frettolosi.

Io non ho mai aperto discussioni, non ho mai parlato di me stessa e penso che continuerò a non farlo. Mi limito a intervenire soltanto quando penso di poter offrire un contributo utile ai discorsi, non amando sprecare fiumi di parole se non ho nulla d’interessante da dire.
Al di là di ciò, forse sarò impopolare ma a volte penso che il mondo virtuale sia, per alcuni aspetti e in qualche caso, più interessante e persino più vivo rispetto al cosiddetto mondo reale.