Anni e memorie


L’immagine qui sopra è eloquente: si tratta della stazione di Modena, indissolubilmente legata al ricordo della mia vita da pendolare ai tempi in cui frequentai l’università di Bologna.
I miei furono viaggi assai travagliati, considerando le partenze mattutine a orari improponibili, il freddo assassino degli inverni padani e i costanti ritardi dei treni troppo affollati. Tuttavia, un insieme di fattori contribuì a farmi divertire nonostante tutto: la giovanissima età, l’ingenua curiosità per un’esperienza di vita nuova, alcune speranze e qualche piacevole incontro furono gli elementi che mi permisero di sopportare, a tratti anche con gioia, i tanti disagi legati a quei frenetici spostamenti.

Quando adesso mi capita di dover fare la pendolare sulla stessa linea, mi diverto molto meno. Le attese mi stancano e mi sembrano infinite anche quando non lo sono, il tempo passato in treno mi sembra soltanto sprecato e in genere non vedo l’ora di tornarmene a casa prima possibile. Ecco perché, nel ripensare a quell’epoca, mi sembra di ricordare un’altra persona, tanto che le immagini di tali memorie svaniscono in fretta, avvolte dalla provvidenziale nebbia degli anni che, come ho scritto altre volte, non trascorrono mai invano.

Una passeggiata particolare


Non è come attraversare un prato a primavera, mentre il cielo sorride e i fiori sembrano parlare al vento; non è neppure come percorrere un sentiero quando l’autunno esibisce il meglio di sé e ci colpisce al cuore. Eppure è una passeggiata, una passeggiata su internet. Nel mio caso è caratterizzata da alcune abitudini ormai quasi irrinunciabili: c’è il blog da controllare, curare e migliorare, il solito forum in cui discutere dei casi di cronaca che m’interessano, i quotidiani on line da leggere, altri blog da visitare. E tutto ciò è accaduto per pura curiosità: desideravo studiare questo nuovo mezzo di comunicazione, capirne il funzionamento e le potenzialità; per farlo, ho dovuto ricorrere al metodo più adeguato, ossia all’esperienza. Mentre si fa, si apprende.

Ormai so cosa mi piace e cosa mi lascia indifferente, cosa mi attira e cosa respingo con forza. Ho scelto il mio sentiero, insomma, dopo averne visitati tanti al solo scopo di capire, e mi piace perché l’ho tracciato io poco alla volta, tessera dopo tessera, come se stessi formando un mosaico. Così, nonostante gli impegni e gli svaghi della vita reale, e spesso a dispetto della stanchezza, mi trovo quasi ogni giorno a compiere questa passeggiata tanto particolare. Magari non posso camminare lungo l’intero sentiero, però percorro sempre qualche metro.

(In foto, I papaveri di Claude Monet)

La lettura


Non è soltanto uno svago, un salutare intermezzo per dimenticare il mondo, ma è anche fonte d’esperienza, nutrimento dell’anima, occasione di riflessione. La lettura è una compagnia stimolante, un’amica fedele e persino affettuosa, una strega buona capace di compiere strani incantesimi, una saggia consigliera, un rifugio sicuro, un’oasi nel deserto.

Si legga ovunque e ogni volta che si può: in una stanza chiusa o in un giardino fiorito, in una biblioteca o su un treno in corsa. Si legga per avere qualcosa da ricordare, per apprendere ogni giorno una parola nuova, per non limitarsi a sopravvivere.
Si legga in memoria di tutti coloro che non hanno mai potuto farlo.

(In foto il dipinto La lettura, di Silvestro Lega)